Appunti per l’estate e appuntamento al 28 settembre

Dopo il Forum del 6 luglio sul tema “Il futuro dell’Europa”, che ha registrato una partecipazione superiore alle attese e un confronto decisamente interessante e non scontato, il Forum si prende una breve pausa..                                                               Stiamo verificando la possibilità, e la modalità, di pubblicazione delle relazioni di Rusconi e di Brunelli e del dibattito che ne è seguito. Torniamo a pubblicare di seguito le conclusioni di Alessandro Castegnaro, che rilanciano i temi e i modi dell’impegno futuro del Forum e indicano le prossime iniziative.

Il prossimo appuntamento è già fissato per il 28 settembre presso la Comunità di Marango, a Caorle. Il tema sarà “Il rapporto fra fede e politica”.

Per prepararci a questo appuntamento, nella sezione “Documenti”, sono pubblicati 7 contributi, diversi tra loro, ma utili a preparare il confronto.

Buon Agosto a tutti.

Forum 6 luglio

FUTURO DELL’EUROPA. CHIESE E NAZIONI

Centro parrocchiale di Limena (Pd), ore 9

Dopo la presentazione del documento “fondativo”, il Forum di Limena torna con una nuova proposta di riflessione e confronto.

“Futuro dell’Europa. Chiese e nazioni”, questo il titolo dell’incontro in programma sabato 6 luglio, al Centro parrocchiale di Limena (Pd), ore 9.

Il punto di partenza dell’appuntamento si colloca in alcuni quesiti posti dal voto del 26 maggio: come interpretare i risultati? Quali conseguenze? Quale Europa si sta prefigurando? Quali le intenzioni e il ruolo delle chiese continentali?

A Gian Enrico Rusconi, politologo, Università di Torino, il compito di affrontare il tema delle dinamiche che attraversano l’Europa e del suo futuro, in riferimento anche alla ripresa delle spinte nazionalistiche, alle sfide più urgenti, alla collocazione dell’Italia in questo contesto.

La riflessione sarà sostenuta da una sintetica analisi del recente voto europeo dei cattolici italiani. “Se si guarda a chi – spiega tra l’altro Alessandro Castegnaro, che ha curato per il Forum di Limena la sintetica elaborazione dei dati elettorali –  la domenica va assiduamente a Messa, il dato più rilevante è la bassa partecipazione al voto: più della metà non ha votato”. Potrete leggere la riflessione nella sezione “Documenti”.

Gianfranco Brunelli, direttore de “Il Regno”, rifletterà su come, oggi, le comunità ecclesiali continentali si relazionano ai cambiamenti politici in atto, cercando di capire innanzi tutto se le chiese discutono o non dei rischi e delle potenzialità dell’attuale fase che sta vivendo l’Europa; se vivono una situazione di divisione interna; se sono disponibili ad allearsi con i nuovi “signori”, oppure li sostengono o li contrastano o cercano forme di accomodamento; se, in fine, in qualche misura il successo di queste forze di tendenza nazionalista possa essere attribuito anche all’atteggiamento delle chiese o a presenze nelle chiese (cfr. in Francia: Manif pour tous, in Italia: familiy day, antiislamismo in alcuni paesi dell’Est, ecc.).

Il convegno sarà anche l’occasione per delineare le linee future dell’impegno del Forum di Limena.

L’Italia, i Cristiani e i simboli religiosi

Nelle scorse settimane Gianfranco Brunelli, uno dei partecipanti al confronto che ha accompagnato la presentazione del nostro documento il 6 aprile, ha pubblicato su Il Regno un articolo intitolato “Chiesa in Italia – Il tempo di un Sinodo Nazionale” (Regno-attualita-4-2019-119).

Nel testo Brunelli affronta molti argomenti che dialogano con quelli posti da noi, come è avvenuto appunto con il suo intervento di Limena, che contiamo di riportare a breve su questo sito.

La proposta di un Sinodo per l’Italia è stata rilanciata dal Papa, nell’incontro con i Vescovi del nostro Paese.

Suggeriamo di leggere il pezzo, che riportiamo nella sezione documenti.

Sullo stesso tema è apparso un contributo di Antonio Spadaro su La Civiltà Cattolica (Quaderno 4047 pag. 250 – 252Anno 2019) e un altro di Enzo Bianchi su Vita Pastorale (Dove va la chiesa – Aprile 2019).

Proponiamo alla lettura anche questi due interventi, sempre nella sezione documenti.

Bianchi e Spadaro, con altri, sono stati protagonisti, in questi giorni, di diverse e convergenti prese di posizione contro l’uso improprio e strumentale di simboli religiosi da parte del capo della Lega, Salvini.

“Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio”

“La coscienza critica e il discernimento dovrebbe aiutare a capire che non è un comizio politico il luogo per fare litanie (e in nome di valori che col Vangelo di Gesù nulla hanno a che fare). Ciascuno può valutare le intenzioni e farsi la propria opinione. Tuttavia è chiaro che l’identitarismo nazionalista e sovranista ha bisogno di fondarsi anche sulla religione per imporsi. Ha trovato questa carta della strumentalizzazione religiosa (in Italia come altrove nel mondo, sia chiaro: non siamo originali in questo!) come adatta e la usa. La coscienza cristiana, a mio avviso, dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione nel vedersi così mercanteggiata e blandita. Si facciano i propri discorsi, ma davanti a Dio bisogna togliersi i sandali”.

A. Spadaro, 19 maggio 2019

“Sono profondamente turbato: come è possibile che un politico oggi, in un comizio elettorale, baci il rosario, invochi i santi patroni d’Europa e affidi l’Italia al Cuore Immacolato di Maria per la vittoria del suo partito?

Cattolici, se amate il cristianesimo non tacete, protestate!”

E. Bianchi, 19 maggio 2019

Queste dichiarazioni rappresentano un allarme e fanno intravvedere un pericolo. Quello di un’opinione pubblica, anche “credente”, che rischia di “bere” tutto, senza criterio.

 Collegare le giuste prese di posizione immediate a ragionamenti di più lunga lena, vuol essere un contributo a riattivare il palato e il fiuto delle persone, per favorire un giusto discernimento.

Il Forum che cammina

Abbiamo raggiunto le prime 300 sottoscrizioni, con le prime adesioni giunte dalla vicina Francia.

Nella sezione “Materiali del Forum del 6 aprile” si potranno leggere i contributi alla presentazione del documento, a cura di S. Bertin, A. Castegnaro, g. Dalla Zuanna, B. Baratto e E. Visentin.

Buona lettura.

Dicono di noi

La Vita del Popolo

L’Amico del Popolo

L’Azione

La Nuova Scintilla

Vita Trentina

La Voce dei Berici

La Difesa del Popolo.

Cercaci a a pagina 6 e 7. Ma anche a pagina 35 si parla di noi.

Rai 3, Tgr Veneto, sabato 6 aprile, ore 19.30

http://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2019/04/ven-Limena-Padova-Il-dialogo-puo-vincere-odio-e-divisioni-497dd1e0-f549-4ea0-8e1b-275db9035933.html?wt_mc=2.www.mail.tgrveneto_ContentItem-497dd1e0-f549-4ea0-8e1b-275db9035933.&wt

Il Giornale di Vicenza

Quotidiani gruppo Gedi (Il mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso)

Gente Veneta

Corriere del Veneto

Avvenire

Il futuro che vogliamo

È terribilmente facile ritornare barbari (Paul Ricoeur)

Le cattive idee hanno spesso un potere tremendo (Amartya Sen)

Un punto di svolta

Vi sono stati periodi nella storia recente in cui un mondo migliore è sembrato possibile. Oggi guardiamo al domani con diffidenza e paura. Per riprendere in mano il nostro futuro vorremmo porre inizialmente cinque questioni fondamentali. La prima riguardante il futuro della democrazia, perché non siamo più certi di poter escludere rischi di involuzione autoritaria. Il secondo tema tocca il diffondersi di un orientamento preoccupante, che ci vede giorno dopo giorno impegnati a costruire muri piuttosto che a gettare ponti. Vi è poi l’affermarsi di identità che si chiudono, riproducendo quel nazionalismo che l’Europa ha conosciuto fin troppo bene nella prima metà del Novecento. Non siamo più così sicuri che quel passato non possa ritornare. I regimi autoritari spesso nascono e si irrobustiscono attraverso l’individuazione di un nemico, facendo credere ai cittadini che i loro problemi dipendano da un colpevole esterno; se questo non c’è lo si inventa. Ma quello che, come cristiani, più ci colpisce e ci amareggia è la progressiva perdita del sentimento di compassione, quell’identificazione nel dolore dell’altro che è alla radice della nostra umanità e senza il quale non possiamo veramente vivere…(leggi il documento integrale nella sezione “Il documento di Limena”)