Chi siamo

Siamo un gruppo di cristiani del Nord Est, laici e laiche, preti, religiosi e religiose che dal novembre 2018 si incontrano a Limena (Padova) per riflettere insieme sulla situazione del Paese e delle Chiese Trivenete nell’attuale contesto sociale, politico e religioso.

La mission

Capire quanto, non solo in Italia, sta avvenendo, in quali direzioni ci porta, quali pericoli implica, nella consapevolezza che il momento attuale riveste un carattere non comune e i suoi esiti avranno effetti di lungo periodo.

Info & Contatti

Per scriverci, l’indirizzo è forumdilimena@gmail.com

Per ricevere la nostra newsletter, clicca qui

Nel tempo si sono succedute “Guerre di religione”; ma abbiamo assistito anche a momenti di alleanza delle “Religioni contro la guerra”.
A che punto siamo?
Oggi le religioni contribuiscono alla pace o alla guerra?
Ne discutiamo con A. Castegnaro e G. Dotti, monaco del Monastero di Bose e delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Commissione Episcopale del Piemonte.

La Chiesa dopo Papa Francesco

il giorno 21 gennaio 2026 si è svolto a Padova, presso il Centro Universitario Padovano, un incontro con Marco Politi, che ha presentato il suo libro su papa Francesco, di recente pubblicazione. Riportiamo qui la presentazione che Alessandro Castegnaro ha svolto in quella occasione, assieme a due estratti dal volume, particolarmente significativi, proposti dallo stesso autore.

Marco Politi, ed. Il Millimetro, Roma, 2025

Presentazione di Alessandro Castegnaro, Centro Universitario Padovano, 21 gennaio 2026

Il libro di Politi esce a cavallo della fine del papato di Francesco. La prima edizione, in tedesco, è degli inizi di marzo 2025; Francesco morirà il 21 aprile. Un mese dopo, in maggio, esce l’edizione italiana. Non si sapeva allora chi sarebbe stato il nuovo Papa ed è vano cercare dunque nel libro considerazioni su Leone XIV (continuità/ discontinuità, stile, carisma, ecc.). Caso mai le sentiremo oggi…
Il lavoro di Politi non pretende di essere, a mio avviso saggiamente, un bilancio del pontificato, anche se fornisce numerosi elementi utili a formularlo.
Non è nemmeno una cronaca della sua fase finale. Politi è ben di più di un semplice cronista.
Piuttosto è una seria – e assai leggibile – ricostruzione delle questioni aperte nella chiesa cattolica, che Bergoglio si è trovato ad affrontare, di quelle che lui stesso ha aperto e dei modi in cui ha cercato di affrontarle o di chiuderle.
Per dirla con Enzo Bianchi “è una analisi lucida, documentata, anche sinceramente appassionata della situazione della chiesa così come Bergoglio l’ha lasciata”.
L’analisi si sviluppa lungo 12 capitoli che illustrano le principali questioni: da quelle che riguardano la curia, alla questione della sinodalità; da quella della donna nella chiesa a quella dei giovani e del loro distacco; da quella degli abusi a quella della crisi internazionale e della guerra mondiale incipiente. Continua a leggere.

Una chiesa lacerata

di Marco Politi – dal libro La Rivoluzione Incompiuta, pagine 237-239 [citazione]
Dell’eredità di Francesco fa parte anche una Chiesa lacerata, spossata dalla lunga guerra ci­vile interna, incerta sulla via da imboccare. Il papa argentino ha aperto brecce, ha spalancato finestre, ha rotto vecchi schemi. Ha spazzato via la secolare ossessione del cattolicesimo sulle que­stioni sessuali. Ha portato al centro la questione femminile nella Chiesa, per la prima volta ha fatto partecipare le donne con po­teri decisionali a un consesso di vescovi e all’inizio del Giubileo ha nominato una suora prefetto di un dicastero vaticano: una novità assoluta. E un’altra suora è diventata “governatrice” dello stato Città del Vaticano.
Credenti e non credenti si sono accorti della scossa che ha dato alla Chiesa: ha fatto prevalere l’atteggiamento del sama­ritano sulla durezza dei doganieri delle anime. La sua Chiesa, dice il cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, non è la «Chiesa senza umanità, dove la gente si sentiva rigettata e offesa».
Ma la rivoluzione dall’alto, in cui molti fedeli speravano, non si è completata. La spaccatura fra tradizionalisti e rifor­matori è stata verticale. In certi gruppi conservatori si è conso­lidato il rancore per i cambiamenti, in alcune frange di rifor­matori è cresciuta la delusione. Continua a leggere.

Di Marco Politi – dal libro La Rivoluzione Incompiuta, pagine 211-222 [citazioni]
La XVI Assemblea sinodale ordinaria, convocata per l’anno 2023, ha un titolo di respiro conciliare: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione” ed è prece­duta da una consultazione della base…
Prima che il 4 ottobre 2023 inizi il sinodo, Francesco compie un gesto che per la storia millenaria della Chiesa ha un sapore rivoluzionario. Anche le donne (laiche e religiose) potranno par­tecipare con diritto di voto. Sono 54. Due di loro saranno presi­denti delegate dell’assemblea. Il potere di determinare il docu­mento finale non sarà più dei soli vescovi e maschi. Si infrange un’esclusione durata 1700 anni, a partire dal primo concilio a Nicea…
Al posto dello scontro dei due poli contrapposti temuto dal papa si delinea qualcosa di completamente nuovo e inaspettato. È l’ottantenne cardinale di Vienna, Christoph Schönborn, a segnalarlo. «Al mio primo sinodo nel 1985, dedicato al vente­simo anniversario del Vaticano II, gli europei erano tutto e gli altri erano europeizzati. Ora al centro della scena si vede il Sud globale. Das Blatt hat sich gewendet. Si è voltata pagina». La grande maggioranza di vescovi, uomini e donne, che par­tecipano al sinodo 2024, vengono da lì. Una volta sembravano quasi ospiti, ora sono loro a «dare l’impronta e a portare in campo le loro tematiche e preoccupazioni. Noi che veniamo dal “ricco Nord” siamo diventati minoranza». Continua a leggere.