Germania: dagli al prete AfD, dopo i migranti la “crociata” anti-Chiesa

di Uski Audino

“Il Fatto Quotidiano”, 15 giugno 2019

Tra il partito di estrema destra Alternative für Deutschland e la chiesa tedesca, cattolica e protestante, non corre buon sangue. Da tempo. Già da quando il vescovo cattolico di Erfurt, Ulrich Neymeyr, nel febbraio 2016 decise di spegnere le luci del duomo per protesta mentre sfilava sotto la chiesa una manifestazione dell’AfD. Dal corteo allora si levarono slogan quali: “Appendi il prete per le palle alla Gloriosa”, intendendo la campana della torre medievale.

Pochi giorni fa il partito di destra è tornato all’attacco e ha preso di mira la chiesa evangelica con un documento lungo 49 pagine. L’accusa è semplice: “I funzionari della Chiesa evangelica vanno a letto con il potere” ha detto a chiare lettere Bjoern Hoecke, l’anima radicale dell’AfD, capogruppo del partito in Turingia. Il “dossier” è stato presentato l’11 giugno dai gruppi dei Lander del nord-est della Germania, dove il partito è più forte: Turingia, Meclemburgo-Pomerania, Sassonia, SassoniaAnhalt e Nord Reno-Vestafalia.

Nel documento la chiesa evangelica è accusata di collusione con il potere, dai tempi della monarchie fino ad Angela Merkel, passando per il nazionalsocialismo. Nella storia “ha sempre stretto una non santa alleanza” con i potenti, si dice nel documento.

Unica concessione: il ruolo determinante avuto nella caduta della DDR, riconosce Hoecke. Ma perché tanto odio? Il partito di destra non perdona alla chiesa evangelica, ma anche a quella cattolica come si è visto nell’esempio di Erfurt, di essersi schierata compatta in sostegno della politica della cancelliera Merkel sui migranti, in favore dell’apertura dei confini e in deroga agli accordi di Dublino. Non tollera, per esempio, che il presidente del consiglio delle chiese evangeliche, il vescovo Heinrich Bedford-Strom, sia sceso pochi giorni fa fino a Palermo per testimoniare il suo sostegno a favore della nave Sea-Watch e abbia chiesto di non criminalizzare chi salva le vite in mare nella sua predica di Pentecoste. In tutta la Germania le chiese, cattolica ed evangelica insieme, sono ancora oggi protagoniste di un movimento per l’asilo che prevede l’accoglienza nella comunità religiosa di migranti minacciati di espulsione e la domanda del permesso di soggiorno tramite la chiesa, il “Kirchenasyl”. Nel 2018 questo tipo di richieste d’asilo sono state 1325, ma è di pochi giorni fa la notizia che, delle 250 domande presentate all’Ufficio federale migranti (Bamf) nei primi mesi del 2019, solo due sono state accolte.

Il ministro degli Interni tedesco, il bavarese Horst Seehofer, ha voluto dare una stretta significativa, forse un segnale per rimarcare la sovranità dello Stato e ricondurre le chiese nell’alveo della più stretta legalità. Secondo l’AfD in particolare la chiesa evangelica si è lasciata corrompere “dallo spirito del tempo verde-di sinistra”. Riprovevole è “il credo eco-populista della chiesa”, una sorta di neo-paganesimo per cui “l’ecologia è la nuova professione di fede”, si legge nel documento. Dietro tutto ciò, secondo Hoecke, c’è l’avidità dei preti di campagna che affittano i terreni parrocchiali per lucrare dalle ricche rendite dei parchi eolici.

Esagerazioni a parte, al fondo c’è una concezione del compito della chiesa molto chiara, sintetizzata in una frase contenuta nel documento: “la chiesa deve rimanere chiesa”. Detto altrimenti la missione della chiesa è, o secondo l’AfD dovrebbe essere, diffondere il vangelo e non fare dichiarazioni sull’attualità. Precisamente il contrario di quello che è l’attitudine della comunità evangelica, improntata all’impegno e alla responsabilità nei confronti della società. Naturale che questo sia ‘fare politica’: lo era anche al tempo della caduta della DDR, del resto.

Ma qui viene il punto: la chiesa è per l’AfD un antagonista politico che preferirebbe non avere. Di più, un antagonista che non fa nulla per nascondere la sua opposizione, ma al contrario la diffonde. Non è insolito, infatti, vedere appesi alle mura delle chiese di Berlino striscioni con la scritta: “Il populismo di destra danneggia l’anima”.

Lo smacco che in questi giorni ha dato nuovo propellente ad antichi dissidi è il mancato invito al 37° convegno delle chiese evangeliche, il Kirchentag, che si terrà a Dortmund dal 19 al 23 giugno. Nessun rappresentante del partito di estrema destra è stato invitato, diversamente da quanto accadde due anni fa. L’AfD “si è ulteriormente radicalizzata” ha risposto il presidente del convegno Hans Leyendecker a chi gli domandava il perché. “Dobbiamo evitare che una manifestazione come il Kirchentag offra il podio a propaganda, razzismo, odio per gli stranieri o islamofobia” ha proseguito il presidente. In particolare Leyendecker ha precisato che “non invitiamo un rappresentante di ogni partito, invitiamo le persone che hanno qualcosa da dire”.

Il convegno fu fondato nel 1949 proprio per affrontare temi politici, tra cui il fallimento della chiesa nel confronto con il nazionalsocialismo. Un errore, forse, che oggi si vuole stare attenti a non ripetere.