I vescovi americani, Trump e Leone. Una rassegna di testi

I testi che proponiamo alla lettura in questa newsletter evidenziano l’atteggiamento della Chiesa Cattolica negli Stati Uniti, sempre più critico nei confronti di Trump. Il Presidente d’altronde ha toccato temi come la gestione degli immigrati e la guerra, sui quali la sensibilità dei cattolici, o almeno di una gran parte di essi, è particolarmente viva. In questo percorso i vescovi e i fedeli americani sembrano rinfrancati dalla presenza a Roma del nuovo papa, nato negli Stati Uniti. È la tesi che più o meno esplicitamente informa i diversi commenti.
1. Stati Uniti – Minneapolis: quando la Chiesa parla. Nasce un’opposizione alla politica trumpiana con il sostegno di Roma. Massimo Faggioli, su Il Regno del 5 febbraio, sostiene che le critiche alle politiche sull’immigrazione si sono accentuate dopo quanto successo a Minneapolis, città nella quale sono avvenuti gravi scontri, durante i quali agenti delle forze federali ICE hanno ucciso due attivisti. Diversi vescovi hanno preso posizione per una politica sull’immigrazione più rispettosa della dignità umana, sostenuti dal Segreterio di Stato Vaticano, cardinale Parolin, che nell’occasione ha parlato di violenze inaccettabili. Faggioli si chiede se questo possa rappresentare l’inizio di un atteggiamento diverso dell’insieme dell’episcopato degli USA nei confronti della presidenza Trump.
2. USA – cittadinanza: I vescovi contro il tentativo di Trump. L’articolo di Kate Scalon, apparso negli Stati Uniti sulla rivista America il 27 febbraio e pubblicato da noi su Settimana News, illustra l’iniziativa dei Vescovi presso la Corte Suprema, contro l’ordine esecutivo di Trump, che voleva limitare lo Ius soli, la cittadinanza per diritto di nascita. Un diritto, sostengono i vescovi, corrispondente alla dignità inviolabile di ogni persona e radicato nella tradizione giuridica americana.
3. Per criticare una guerra guidata dagli americani, un papa americano si rivolge agli alleati. Antony Faiola e Michelle Boorstein, sul Washington Post del 15 marzo, partono dal cardinale Parolin che paventa il rischio di incendiare il mondo intero, con la logica degli attacchi preventivi, per arrivare alle dichiarazioni dello stesso tenore di diversi presuli americani. La linea di Papa Leone sembrerebbe voler lasciare l’iniziativa anzitutto ai vescovi locali, come avvenuto con la presa di posizione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti sulla politica del governo in materia di immigrazione. Non può sfuggire, nell’articolo, un’interessante dichiarazione del vicepresidente, il cattolico Vance, sui compiti diversi di ecclesiastici e politici.
4. L’americano silenzioso. Papa Leone XIV si oppone al presidente Trump. Può il pontefice di Chicago fare la differenza in una politica basata sulla forza? Di Marcus Walker, su The Wall Street Journal del 21 marzo. Papa Leone è certamente preoccupato della crescita degli scenari di guerra e del declino dell’ordine internazionale, cui Trump rischia di dare il colpo di grazia. Anche senza volerlo il papa americano si pone in contraddizione con il presidente degli USA e finisce per catalizzare i sentimenti di preoccupazione crescente, all’interno e all’esterno, per le sue politiche sulla gestione degli immigrati e sulla guerra.
5. Attaccando duramente Papa Leone, Trump rischia di alienarsi le simpatie dei cattolici conservatori. Di Antony Faiola e Karen Tumulty, sul Washington Post del 13 aprile. L’articolo parte dagli attacchi senza precedenti di Trump a Leone, per evidenziarne gli effetti controproducenti per il Presidente. Papa Prevost non è facilmente liquidabile come pregiudizialmente antiamericano, accusa che veniva usata contro il suo predecessore. Mentre il consenso nei confronti del presidente Trump sta calando, cresce quello nei confronti di papa Leone. Il conclave che l’ha eletto ha creato un contrappeso a Trump sulla scena americana e mondiale.
6. Immoralità della guerra USA in Iran. Di Robert W. McElroy, da America su Settimana News del 29 aprile.L’intervento dell’arcivescovo di Whashington è interessante per l’esplicita denuncia dell’iniziativa militare degli Stati Uniti contro l’Iran e per come tratta il tema della guerra giusta, sulla scia delle dichiarazioni del Papa. La dottrina della guerra giusta non viene liquidata, ma subordinata al rifiuto della guerra come strumento per risolvere le controversie e sempre delimitata da precise condizioni e cautele. Un esercizio che coinvolge tutti, non una prerogativa esclusiva dei decisori politici.
7. Leone in Africa, un messaggio al mondo. Di Antonio Spadaro, su Settimana News del 29 aprile. Per il noto gesuita, il viaggio in Africa del Papa ha rappresentato un messaggio rivolto a quel continente, ma anche agli altri paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti. Gli attacchi che gli giungevano in contemporanea da parte del presidente Trump non hanno fatto altro che accentuarne la portata. L’analisi di padre Spadaro mette in evidenza i cinque pilastri su cui si fonda il messaggio papale: il ripudio della guerra; la denuncia del neo-colonialismo; la critica della tirannia e della corruzione; l’appello al diritto internazionale e al multilateralismo con il rifiuto della logica del più forte; l’affermazione dell’Africa come soggetto politico e culturale e non come oggetto di aiuto o di sfruttamento.
8. La pace, segno di contraddizione: oltre l’affare Trump-Leone XIV. Di Guido Formigoni, in Appunti di cultura e politica dell’11 maggio. Formigoni in questo testo delinea i due temi con cui dovranno fare i conti il popolo cristiano, i suoi pastori e il nuovo papa: la/le mediazione/i tra il messaggio evangelico con la sua radicalità e le concrete situazioni della vita e della storia; la gestione del pluralismo sulle questioni pubbliche e non solo, all’interno della cristianità e del cattolicesimo stesso. Una duplice sfida al discernimento, enfatizzata dall’esplosione e dalla forte polarizzazione delle diversità anche nella chiesa.

Oltre a quelli citati in questa rassegna ci sono stati diversi altri importanti commenti di osservatori e di esperti sui rapporti tra il Papa, la Chiesa Americana e Trump e quanto lasciano prevedere per il futuro. Ricordiamo, tra gli altri: “I vescovi USA, Trump e gli immigrati” di Rocco D’Ambrosio su Settimana News del 3 marzo; “Papa Leone non voleva, ma ora è diventato l’Anti-Trump del mondo” di Marco Politi su Il Fatto Quotidiano del 13 aprile; “Basta con la guerra!: Papa Leone si oppone pubblicamente a Trump, che a sua volta lo critica aspramente” di Sarah Belouezzane su Le Monde del 13 aprile; “Leone e Trump. Taccuino di un conflitto asimmetrico” di Sandro Mgister sul suo blog, il 23 aprile; “Stati Uniti e Vaticano. Un chiarimento necessario” di Luca Diotallevi su Il Messaggero del 7 maggio.