{"id":3274,"date":"2026-10-08T22:15:48","date_gmt":"2026-10-08T20:15:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=3274"},"modified":"2026-10-08T22:15:48","modified_gmt":"2026-10-08T20:15:48","slug":"il-discorso-del-premier-canadese-carney-contro-il-predatore-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=3274","title":{"rendered":"Il discorso del premier canadese Carney contro il predatore Trump"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Mark Carney \u00e8 intervenuto a Davos spiegando perch\u00e9 l\u2019ordine internazionale fondato sulle regole non funziona pi\u00f9, e perch\u00e9 le potenze medie devono smettere di fingere e come costruire una terza via tra subordinazione e mondo delle fortezze.<br \/>\n<\/em>Oggi parler\u00f2 della spaccatura nell\u2019ordine mondiale, della fine di una bella storia e dell\u2019inizio di una realt\u00e0 brutale in cui la relazione tra le grandi potenze non \u00e8 soggetta a vincoli.<br \/>\nMa vi dico anche che altri Paesi, in particolare le potenze medie come il Canada, non sono impotenti. Hanno la capacit\u00e0 di costruire un nuovo ordine che incarni i nostri valori, come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidariet\u00e0, la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale degli Stati. Il potere dei meno potenti inizia con l\u2019onest\u00e0.<br \/>\nSembra che ogni giorno ci venga ricordato che viviamo in un\u2019epoca di rivalit\u00e0 tra grandi potenze \u2014 che l\u2019ordine internazionale basato sulle regole sta svanendo, che i forti fanno ci\u00f2 che possono e i deboli subiscono ci\u00f2 che devono.<br \/>\nE questo aforisma di Tucidide viene presentato come inevitabile, come la logica naturale delle relazioni internazionali che torna ad affermarsi. E di fronte a questa logica c\u2019\u00e8 una forte tendenza, da parte dei Paesi, ad adeguarsi, ad adattarsi, ad accomodarsi, a evitare i problemi, a sperare che la conformit\u00e0 garantisca sicurezza.<br \/>\nEbbene, non sar\u00e0 cos\u00ec. Quali sono dunque le nostre opzioni?<br \/>\nNel 1978 il dissidente ceco V\u00e1clav Havel, poi divenuto presidente, scrisse un saggio intitolato Il potere dei senza potere, nel quale poneva una domanda semplice: come faceva il sistema comunista a reggersi? E la sua risposta iniziava con un droghiere.<br \/>\nOgni mattina il negoziante appende nella vetrina un cartello: \u201cProletari di tutto il mondo, unitevi\u201d. Non ci crede. Nessuno ci crede. Ma lo espone comunque per evitare problemi, per segnalare obbedienza, per andare avanti senza guai. E poich\u00e9 ogni negoziante in ogni strada fa lo stesso, il sistema persiste \u2014 non solo attraverso la violenza, ma grazie alla partecipazione delle persone comuni a rituali che sanno privatamente essere falsi.<br \/>\nHavel defin\u00ec tutto questo \u201cvivere nella menzogna\u201d. Il potere del sistema non deriva dalla sua verit\u00e0, ma dalla disponibilit\u00e0 di tutti a comportarsi come se fosse vero. E la sua fragilit\u00e0 nasce dalla stessa fonte. Quando anche una sola persona smette di recitare, quando il droghiere toglie il cartello, l\u2019illusione comincia a incrinarsi.<br \/>\nAmici, \u00e8 tempo che aziende e Paesi tolgano i loro cartelli.<br \/>\nPer decenni, Paesi come il Canada hanno prosperato all\u2019interno di quello che abbiamo chiamato ordine internazionale basato sulle regole. Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo celebrato i principi, beneficiato della sua prevedibilit\u00e0. E grazie a questo abbiamo potuto perseguire politiche estere fondate sui valori, sotto la sua protezione.<br \/>\nSapevamo che la storia dell\u2019ordine basato sulle regole era parzialmente falsa. Che i pi\u00f9 forti si sarebbero svincolati quando conveniente, che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico, e che il diritto internazionale sarebbe stato applicato con rigore variabile a seconda dell\u2019identit\u00e0 dell\u2019accusato o della vittima.<br \/>\nQuesta finzione \u00e8 stata utile, e l\u2019egemonia americana, in particolare, ha contribuito in molti modi: rotte marittime aperte, un sistema finanziario stabile, sicurezza collettiva e strutture per risolvere le dispute.<br \/>\nCos\u00ec abbiamo messo il cartello in vetrina. Abbiamo partecipato ai rituali e, in larga parte, evitato di denunciare il divario tra retorica e realt\u00e0. Ma questo patto oggi non funziona pi\u00f9.<br \/>\nLasciatemi essere diretto: siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione.<br \/>\nNegli ultimi due decenni, una serie di crisi \u2013 finanziarie, sanitarie, energetiche e geopolitiche \u2013 ha messo a nudo i rischi di un\u2019integrazione globale estrema. Recentemente, le grandi potenze hanno cominciato a usare l\u2019integrazione economica come arma. Le tariffe come leva. Le infrastrutture finanziarie come coercizione. Le catene di approvvigionamento come vulnerabilit\u00e0 da sfruttare.<br \/>\nNon puoi \u201cvivere nella menzogna\u201d di un vantaggio reciproco attraverso l\u2019integrazione quando l\u2019integrazione diventa la fonte della tua subordinazione.<br \/>\nLe istituzioni multilaterali su cui le potenze medie facevano affidamento \u2013 l\u2019Omc, l\u2019Onu, le conferenze sul clima, l\u2019intera architettura della risoluzione collettiva dei problemi \u2013 sono fortemente indebolite.<br \/>\nDi conseguenza, molti Paesi stanno traendo la stessa conclusione: devono sviluppare una maggiore autonomia strategica nell\u2019energia, nel cibo, nei minerali critici, nella finanza e nelle catene di approvvigionamento. Ed \u00e8 un impulso comprensibile.<br \/>\nQuesta spinta \u00e8 comprensibile. Un Paese che non riesce a nutrirsi, a rifornirsi di energia o a difendersi ha poche opzioni. Quando le regole non ti proteggono, devi proteggerti da solo.<br \/>\nMa siamo realistici su dove questo ci porta. Un mondo di fortezze sar\u00e0 pi\u00f9 povero, pi\u00f9 fragile e meno sostenibile.<br \/>\nE c\u2019\u00e8 un\u2019altra verit\u00e0: se le grandi potenze abbandonano persino la pretesa di regole e valori per perseguire liberamente il loro potere e i loro interessi, i benefici del transazionalismo diventeranno pi\u00f9 difficili da replicare.<br \/>\nGli alleati si diversificheranno per coprire i rischi. Investiranno in assicurazioni. Aumenteranno le opzioni. Questo ricostruisce sovranit\u00e0 \u2013 una sovranit\u00e0 che una volta si fondava sulle regole, ma che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 ancorata alla capacit\u00e0 di resistere alle pressioni.<br \/>\nCome ho detto, questo classico approccio di gestione del rischio comporta un costo. Ma quel costo dell\u2019autonomia strategica, della sovranit\u00e0, pu\u00f2 anche essere condiviso. Investimenti collettivi nella resilienza sono pi\u00f9 economici di ognuno che costruisce la propria fortezza.<br \/>\nGli standard condivisi riducono la frammentazione. Le complementarit\u00e0 sono un gioco a somma positiva.<br \/>\nLa domanda per le potenze medie, come il Canada, non \u00e8 se adattarsi a questa nuova realt\u00e0 \u2013 dobbiamo farlo. La domanda \u00e8 se ci adattiamo semplicemente costruendo muri pi\u00f9 alti \u2013 o se possiamo fare qualcosa di pi\u00f9 ambizioso.<br \/>\nIl Canada \u00e8 stato tra i primi a sentire questo allarme, portandoci a cambiare fondamentalmente la nostra postura strategica.<br \/>\nI canadesi sanno che la nostra vecchia e comoda supposizione secondo cui la nostra geografia e l\u2019appartenenza alle alleanze conferivano automaticamente prosperit\u00e0 e sicurezza non \u00e8 pi\u00f9 valida. La nostra nuova visione si basa su ci\u00f2 che Alexander Stubb ha definito \u00abrealismo basato sui valori\u00bb. In altre parole, vogliamo essere insieme guidati da principi e essere pragmatici. Guidati da principi nel nostro impegno verso i valori fondamentali, la sovranit\u00e0, l\u2019integrit\u00e0 territoriale, il divieto dell\u2019uso della forza se non in conformit\u00e0 con la Carta dell\u2019Onu e il rispetto dei diritti umani. Ed essere pragmatici nel riconoscere che il progresso \u00e8 spesso incrementale, che gli interessi divergono, che non tutti i partner condivideranno tutti i nostri valori.<br \/>\nPer questo ci impegniamo in modo ampio e strategico, a occhi aperti. Affrontiamo il mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8, senza aspettare un mondo che vorremmo fosse.<br \/>\nStiamo calibrando le nostre relazioni affinch\u00e9 la loro profondit\u00e0 rifletta i nostri valori, e stiamo dando priorit\u00e0 a un impegno ampio per massimizzare la nostra influenza, data la fluidit\u00e0 del mondo attuale, i rischi che comporta e le poste in gioco di ci\u00f2 che verr\u00e0.<br \/>\nE non ci affidiamo pi\u00f9 solo alla forza dei nostri valori, ma anche al valore della nostra forza. Stiamo costruendo questa forza in patria.<br \/>\nDa quando il mio governo \u00e8 entrato in carica:<br \/>\n&#8211; abbiamo tagliato le tasse su redditi, plusvalenze e investimenti aziendali;<br \/>\n&#8211; abbiamo rimosso tutte le barriere federali al commercio interprovinciale;<br \/>\n&#8211; stiamo accelerando trilioni di dollari di investimenti in energia, AI, minerali critici, nuovi corridoi commerciali e oltre.<br \/>\n&#8211; stiamo raddoppiando la nostra spesa per la difesa entro il 2030 in modi che rafforzano le nostre industrie nazionali.<br \/>\nStiamo rapidamente diversificando all\u2019estero. Abbiamo concordato una partnership strategica con l\u2019Unione Europea, includendo l\u2019adesione a Safe, gli accordi europei di approvvigionamento per la difesa. Abbiamo firmato dodici altri accordi commerciali e di sicurezza su quattro continenti negli ultimi sei mesi. Negli ultimi giorni abbiamo concluso nuove partnership strategiche con Cina e Qatar e stiamo negoziando patti di libero scambio con India, Asean, Thailandia, Filippine e Mercosur.<br \/>\nPer contribuire a risolvere problemi globali, stiamo perseguendo una \u201cgeometria variabile\u201d \u2013 diverse coalizioni per diverse questioni, basate su valori e interessi condivisi.<br \/>\nSul fronte dell\u2019Ucraina, siamo membri chiave della Coalizione dei Volenterosi e uno dei pi\u00f9 grandi contributori pro capite alla sua difesa e alla sicurezza.<br \/>\nSulla sovranit\u00e0 artica, siamo fermamente al fianco della Groenlandia e della Danimarca e sosteniamo pienamente il loro diritto esclusivo a determinare il futuro della Groenlandia.<br \/>\nIl nostro impegno verso l\u2019Articolo 5 della Nato \u00e8 incrollabile. Per questo lavoriamo con i nostri alleati, inclusi i Paesi nordico-baltici, per rafforzare i fianchi settentrionale e occidentale dell\u2019Alleanza, anche attraverso investimenti senza precedenti in radar oltre l\u2019orizzonte, sottomarini, aerei e presenza militare sul terreno \u2014 sul ghiaccio.<br \/>\nIl Canada si oppone fermamente ai dazi legati alla Groenlandia e chiede colloqui mirati per raggiungere i nostri obiettivi condivisi di sicurezza e prosperit\u00e0 nell\u2019Artico.<br \/>\nSul commercio multilaterale, sosteniamo la creazione di un ponte tra il partenariato transpacifico e l\u2019Unione europea, che darebbe vita a un nuovo blocco commerciale di 1,5 miliardi di persone sui minerali critici. Stiamo creando \u201cclub di acquirenti\u201d ancorati al G7 per consentire al mondo di diversificare le forniture concentrate. E sull\u2019intelligenza artificiale cooperiamo con le democrazie affini per evitare di dover scegliere tra egemoni e hyperscaler.<br \/>\nQuesto non \u00e8 un multilateralismo ingenuo, n\u00e9 si tratta di fare affidamento su istituzioni indebolite. Si tratta di costruire le coalizioni che funzionano, questione per questione, con partner che condividono abbastanza terreno comune da agire insieme \u2013 in alcuni casi, la maggioranza delle nazioni.<br \/>\nE stiamo creando una fitta rete di connessioni attraverso commercio, investimenti e cultura su cui possiamo contare per le sfide e le opportunit\u00e0 future.<br \/>\nLe potenze medie devono agire insieme perch\u00e9 se non siedi al tavolo, sei nel men\u00f9.<br \/>\nLe grandi potenze possono permettersi di fare da sole. Hanno la forza del mercato, la capacit\u00e0 militare, la leva per dettare i termini. Le potenze medie no. Quando negoziamo solo bilateralmente con un egemone, negoziamo da una posizione di debolezza. Accettiamo ci\u00f2 che viene offerto. Competiamo tra di noi per essere i pi\u00f9 accomodanti.<br \/>\nQuesta non \u00e8 sovranit\u00e0. \u00c8 la recita della sovranit\u00e0 accettando la subordinazione.<br \/>\nIn un mondo di rivalit\u00e0 tra grandi potenze, i paesi intermedi hanno una scelta: competere per il favore dei pi\u00f9 forti o unirsi per creare una terza via capace di incidere. Non dovremmo permettere che l\u2019ascesa della forza bruta ci accechi rispetto al fatto che il potere della legittimit\u00e0, dell\u2019integrit\u00e0 e delle regole rester\u00e0 forte se sceglieremo di esercitarlo insieme.<br \/>\nE questo mi riporta a Havel. Che cosa significa, per le potenze medie, vivere nella verit\u00e0?<br \/>\nAnzitutto significa chiamare la realt\u00e0 con il suo nome. Smettere di invocare l\u2019ordine internazionale basato sulle regole come se funzionasse ancora come pubblicizzato. Chiamarlo per ci\u00f2 che \u00e8: un sistema di rivalit\u00e0 crescente tra grandi potenze, in cui i pi\u00f9 forti perseguono i propri interessi usando l\u2019integrazione economica come strumento di coercizione.<br \/>\nSignifica agire con coerenza, applicando gli stessi standard ad alleati e rivali. Quando le potenze medie criticano l\u2019intimidazione economica in una direzione ma tacciono quando proviene da un\u2019altra, stiamo ancora tenendo il cartello in vetrina.<br \/>\nSignifica costruire ci\u00f2 in cui diciamo di credere, invece di aspettare il ritorno del vecchio ordine. Significa creare istituzioni e accordi che funzionino davvero come descritto e ridurre le leve che consentono la coercizione.<br \/>\nQuesto vuol dire costruire un\u2019economia domestica forte. Dovrebbe essere la priorit\u00e0 immediata di ogni governo.<br \/>\nE la diversificazione internazionale non \u00e8 solo prudenza economica: \u00e8 il fondamento materiale di una politica estera onesta, perch\u00e9 i paesi si guadagnano il diritto a posizioni di principio riducendo la propria vulnerabilit\u00e0 alle ritorsioni.<br \/>\nIl Canada ha ci\u00f2 che il mondo desidera. Siamo una superpotenza energetica. Possediamo vaste riserve di minerali critici. Abbiamo la popolazione pi\u00f9 istruita al mondo. I nostri fondi pensione sono tra i pi\u00f9 grandi e sofisticati investitori globali. In altre parole, abbiamo capitale e talento. Abbiamo anche un governo con una grande capacit\u00e0 fiscale per agire con decisione. E abbiamo valori a cui molti aspirano.<br \/>\nIl Canada \u00e8 una societ\u00e0 pluralista che funziona. Il nostro \u201cspazio pubblico\u201d \u00e8 vivace, diversificato e libero. I canadesi restano impegnati per la sostenibilit\u00e0. Siamo un partner stabile e affidabile \u2013 in un mondo tutt\u2019altro che stabile \u2013 un partner che costruisce e valorizza relazioni a lungo termine.<br \/>\nE abbiamo qualcosa in pi\u00f9: la consapevolezza di ci\u00f2 che sta accadendo e la determinazione ad agire di conseguenza.<br \/>\nCapiamo che questa rottura richiede pi\u00f9 dell\u2019adattamento. Richiede onest\u00e0 sul mondo cos\u00ec com\u2019\u00e8.<br \/>\nStiamo togliendo il cartello dalla vetrina.<br \/>\nIl vecchio ordine non torner\u00e0. Non dovremmo compiangerlo. La nostalgia non \u00e8 una strategia. Ma dalla frattura possiamo costruire qualcosa di migliore, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 giusto. Questa \u00e8 la missione delle potenze medie, che hanno di pi\u00f9 da perdere da un mondo di fortezze e di pi\u00f9 da guadagnare da un mondo di cooperazione genuina.<br \/>\nI potenti hanno il loro potere. Ma anche noi abbiamo qualcosa: la capacit\u00e0 di smettere di fingere, di chiamare la realt\u00e0 con il suo nome, di costruire la nostra forza in patria e di agire insieme.<br \/>\nQuesta \u00e8 la strada del Canada. La scegliamo apertamente e con fiducia, ed \u00e8 una strada aperta a qualunque Paese voglia percorrerla con noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mark Carney \u00e8 intervenuto a Davos spiegando perch\u00e9 l\u2019ordine internazionale fondato sulle regole non funziona pi\u00f9, e perch\u00e9 le potenze medie devono smettere di fingere e come costruire una terza via tra subordinazione e mondo delle fortezze. Oggi parler\u00f2 della spaccatura nell\u2019ordine mondiale, della fine di una bella storia e dell\u2019inizio di una realt\u00e0 brutale &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,8,27,12],"tags":[29,17,26,15],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3274"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3274"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3274\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3275,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3274\/revisions\/3275"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3274"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3274"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3274"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}