{"id":3094,"date":"2025-12-17T21:49:41","date_gmt":"2025-12-17T20:49:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=3094"},"modified":"2025-12-17T22:03:42","modified_gmt":"2025-12-17T21:03:42","slug":"la-chiesa-e-le-nazioni-il-messaggio-universale-del-cristianesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=3094","title":{"rendered":"La Chiesa e le nazioni. Il messaggio universale del cristianesimo"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\"><em>\u00c8 giustificato richiamarsi al cristianesimo per sostenere tesi sovraniste? Gli esempi in tal senso non mancano nei dibattiti politici di tanti Paesi europei. Si tratta per\u00f2 di strumentalizzazioni del messaggio biblico, che nella tradizione ebraica cos\u00ec come in quella cristiana non si rivolge a un singolo popolo, ma all\u2019intera umanit\u00e0. \u00c8 all\u2019interno di questa dimensione universale che si possono comprendere le posizioni, apparentemente in tensione tra loro, sulla valorizzazione delle radici culturali dei singoli popoli e sull\u2019apertura all\u2019accoglienza dei migranti.<\/em><\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: left;\"><span class=\"s1\">U<\/span>na delle principali caratteristiche della Bibbia \u00e8 di iniziare con la creazione del mondo e non di Israele. Vi \u00e8 una continua insistenza sul fatto che Dio \u00e8 il Signore di tutta l\u2019umanit\u00e0. \u00c8 vero che Dio ha stretto un\u2019alleanza speciale con Abramo e i suoi discendenti dopodi lui, ma questa relazione \u00e8 a servizio del suo legame con tutte le nazioni, che nei versetti della vocazione di Abramo sono chiamate famiglie: In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (Genesi 12,3b). Il particolarismo dell\u2019elezione e l\u2019universalismo della salvezza si richiamano a vicenda, senza che il secondo ponga fine al primo.<br \/>\nIl cristianesimo deriva il suo nome da christ\u00f2s, che significa \u201cunto\u201d, e quindi dall\u2019attesa della figura di un redentore che ha ricevuto un\u2019unzione come quella dei re messia di Israele. Si fonda sulla fede che Ges\u00f9 di Nazareth \u00e8 il messia atteso e si ricongiunge con le profezie, in particolare di Isaia, che annunciano un salvatore nel futuro. Il tempo della salvezza \u00e8 arrivato. Ma \u00e8 arrivato per tutti. Va oltre i confini di Israele, come alcuni profeti biblici hanno predetto. La battaglia combattuta da Paolo di Tarso <span class=\"s1\">durante tutta la sua vita di apostolo \u00e8 stata quella di essere il messaggero <\/span>della buona novella fino ai confini della terra, rivolgendosi al mondo greco e latino. Allo stesso tempo, ha combattuto per convincere le comunit\u00e0 pi\u00f9 antiche che tutti i battezzati partecipano agli stessi beni escatologici, innanzi tutto lo Spirito Santo, e che tutti possono ormai entrare nell\u2019alle<span class=\"s1\">anza senza dover diventare ebrei. \u00c8 questa rivoluzione il tratto distintivo <\/span><span class=\"s1\">del messianismo cristiano. Per i cristiani, il giorno tanto atteso \u00e8 arrivato <\/span>quando, nella pienezza dei tempi (Galati 4,4), Dio ha aperto il suo progetto salvifico a tutti i popoli. Sottolineiamo che questo non rende obsoleta l\u2019e<span class=\"s2\">lezione di Israele: la comunit\u00e0 ebraica \u00e8 destinata a durare fino alla fine dei <\/span>tempi, quando tutto Israele sar\u00e0 salvato (Romani 11,26a).<br \/>\n<span class=\"s2\">Il termine si riferisce a tutta la comunit\u00e0 nella sua doppia e indissolubile <\/span><span class=\"s2\">dimensione di popolo (in senso genealogico) e di comunit\u00e0 confessante (sul <\/span><span class=\"s3\">piano religioso). Notiamo di passaggio che, nella coppia biblica Israele-<\/span><span class=\"s3\">nazione dell\u2019Antico Testamento, il termine \u201cnazione\u201d \u00e8 un anacronismo, <\/span><span class=\"s1\">tanto \u00e8 legato oggi alla storia politica europea: si riferisce alla forma par<\/span><span class=\"s3\">ticolare che pu\u00f2 assumere l\u2019esistenza di una (o pi\u00f9) comunit\u00e0 umane, il <\/span><span class=\"s1\">pi\u00f9 delle volte unite da una lingua e da tradizioni comuni (gli egiziani, i <\/span>persiani, i ciprioti, ecc.).<br \/>\nQuesta universalit\u00e0 della salvezza basata su un solo Dio \u00e8 legata a una teologia della creazione: Dio ha creato tutti i popoli e, al pari del resto <span class=\"s2\">della creazione, la prima caratteristica da menzionare al loro riguardo <\/span>\u00e8 quella della bont\u00e0. La tradizione, sia ebraica sia cristiana, riconosce nelle diverse organizzazioni politiche dei popoli una realt\u00e0 anzitutto <span class=\"s3\">buona. Quanto detto per la cultura vale anche per l\u2019autorit\u00e0, che ha in <\/span>definitiva la sua fonte in Dio. Cos\u00ec Paolo scrive ai romani: non c\u2019\u00e8 autorit\u00e0 <span class=\"s3\">se non da Dio: quelle che esistono sono stabilite da Dio (Romani 13,1). La <\/span><span class=\"s1\">prima lettera di Pietro riprender\u00e0 questo tema: Onorate tutti, amate i vostri <\/span>fratelli, temete Dio, onorate il re (1Pietro 2,17).<\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>La svolta del Concilio Vaticano II<br \/>\n<\/strong><span class=\"s1\">Questo approccio non deve far dimenticare la necessit\u00e0 di uno sguardo <\/span>profetico critico, espresso con forza in particolare dall\u2019 Apocalisse, che non <span class=\"s1\">focalizza in prima battuta la bont\u00e0 dell\u2019autorit\u00e0, ma il demone del profitto <\/span>e dell\u2019imperialismo all\u2019opera nel mondo, denunciando un impero romano basato sulla schiavit\u00f9 e la conquista: Perch\u00e9 i suoi peccati si sono accumulati <span class=\"s1\">fino al cielo e Dio si \u00e8 ricordato delle sue iniquit\u00e0 [\u2026]. Anche i mercanti della <\/span><span class=\"s1\">terra piangono e si lamentano su di essa, perch\u00e9 nessuno compera pi\u00f9 le loro <\/span>merci [&#8230;] cavalli, carri, schiavi e vite umane (Apocalisse 18,5.11.13).<br \/>\n<span class=\"s3\">I cristiani vissero per pi\u00f9 di tre secoli nella scomoda condizione <\/span><span class=\"s3\">di dover al contempo riconoscere la legittimit\u00e0 che l\u2019impero pagano <\/span>riceveva dalla teologia della creazione e rimanere profeticamente critici a proposito delle ingiustizie del mondo: Comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggi\u00f9 come stranieri (1Pietro 1,17b). La preoccupazione era di tenere insieme la lealt\u00e0 civica e l\u2019affermazione di una comu<span class=\"s1\">nit\u00e0 basata su valori diversi da quelli del mondo. Dopo la rinuncia della <\/span><span class=\"s2\">Chiesa, avvenuta con il Vaticano II, a occupare posizioni di autorit\u00e0 nelle <\/span><span class=\"s2\">societ\u00e0 un tempo prevalentemente cristiane, i cattolici non si ritrovano di <\/span><span class=\"s2\">nuovo in questa condizione, senza dubbio difficile, ma evangelica? Un <\/span><span class=\"s1\">atteggiamento che riecheggia in una citazione dell\u2019apostolo Pietro, spesso <\/span>richiamata dopo l\u2019ultimo Concilio: siate pronti sempre a rispondere a chiun<span class=\"s2\">que vi domandi ragione della speranza che \u00e8 in voi. Tuttavia questo sia fatto <\/span>con dolcezza e rispetto [verso gli uomini], con una retta coscienza [verso Dio] (1Pietro 3,15-16a).<br \/>\n<span class=\"s1\">\u00c8 innegabile che dalla fine dell\u2019epoca imperiale, nell\u2019Alto Medioevo, <\/span><span class=\"s1\">la Chiesa si sia legata sempre di pi\u00f9 ai regni che si formavano in quel pe<\/span><span class=\"s1\">riodo, subentrando agli imperi multinazionali, in Spagna, Inghilterra, Francia, ecc. A questi regni la chiesa offriva una cornice religiosa e contemporaneamente si inseriva in modo profondo nel tessuto culturale di popoli diversi. Questa simbiosi \u00e8 stata all&#8217;origine di un immenso patrimonio culturale e spirituale. Ed \u00e8 bene riconoscerlo, in un momento in cui questa eredit\u00e0 sta svanendo e l&#8217;attaccamento religioso dei membri di questi vecchi popoli europei diviene appannaggio di una piccola minoranza.<br \/>\nUna delle maggiori difficolt\u00e0 <\/span>dell\u2019Europa \u00e8 che i flussi migratori <span class=\"s3\">avvengono in un continente che sta vivendo un crollo demografico (appros<\/span><span class=\"s2\">simativamente, vi sar\u00e0 un dimezzamento della popolazione nel giro di tre <\/span><span class=\"s1\">generazioni<\/span><span class=\"s4\"> *)<\/span><span class=\"s1\"> e una profonda incertezza esistenziale. \u00c8 difficile accogliere\u00a0<\/span><span class=\"s2\">l\u2019altro quando si dubita di se stessi. Come Giovanni Paolo II, papa Fran<\/span>cesco insiste sia sull\u2019importanza di essere radicati nella propria tradizione sia sull\u2019accoglienza degli stranieri. Papa Bergoglio lo sa meglio di <span class=\"s2\">chiunque altro, essendo cos\u00ec radicato nel suo popolo argentino, che \u00e8 una <\/span>realt\u00e0 nuova, fiera e originale, nata da una moltitudine di migranti (cfr Fratelli tutti, n. 135).<br \/>\n<span class=\"s1\">La sua posizione fa eco alla tradizione biblica: Il forestiero dimorante fra <\/span><span class=\"s1\">voi lo tratterete come colui che \u00e8 nato fra voi; tu l\u2019amerai come te stesso, perch\u00e9 <\/span><span class=\"s1\">anche voi siete stati forestieri in terra d\u2019Egitto (Levitico 19,34). Inoltre, sotto<\/span>linea: \u00abNon mi incontro con l\u2019altro se non possiedo un substrato nel quale sto saldo e radicato, perch\u00e9 su quella base posso accogliere il dono dell\u2019altro e offrirgli qualcosa di autentico. \u00c8 possibile accogliere chi \u00e8 diverso e rico<span class=\"s1\">noscere il suo apporto originale solo se sono saldamente attaccato al mio <\/span>popolo e alla sua cultura. Ciascuno ama e cura con speciale responsabilit\u00e0 la propria terra e si preoccupa per il proprio Paese\u00bb (Fratelli tutti, n. 143). <span class=\"s2\">In sostanza, egli invita l\u2019Europa a riscoprire il senso della sua storia. Ri<\/span>volgendosi al Vecchio Continente, egli parla a una \u201cfamiglia di popoli\u201d, la <span class=\"s3\">maggior parte dei quali ha un substrato nazionale (cfr ad esempio i discorsi <\/span>pronunciati al Parlamento europeo, il 25 novembre 2014; in occasione del conferimento del premio Carlo Magno, il 6 maggio 2016; e della Conferenza \u201c[Re]Thinking Europe\u201d, il 28 ottobre 2017, in &lt;www.vatican.va&gt;).<\/p>\n<p class=\"p4\"><strong>Uno stravolgimento del discorso<br \/>\n<\/strong>Si sta profilando una doppia evoluzione. Non pi\u00f9 presente in modo <span class=\"s1\">consistente in Europa, la Chiesa cattolica vive ormai al ritmo delle giovani <\/span><span class=\"s2\">nazioni, che si trovano spesso in Africa e in Asia. Nella stessa Europa, i <\/span>nuovi fedeli sono migranti o discendenti di migranti, che portano con s\u00e9 <span class=\"s1\">una parte delle proprie radici culturali, creando una realt\u00e0 pi\u00f9 meticcia e <\/span>variegata.<br \/>\n<span class=\"s1\">Indubbiamente, \u00e8 duro vedere la graduale scomparsa di antiche tradi<\/span><span class=\"s1\">zioni culturali, che hanno contraddistinto le vecchie nazioni europee per <\/span><span class=\"s3\">secoli. Il Concilio Vaticano II ha voluto rompere questa identificazione <\/span><span class=\"s1\">delle nazioni con la Chiesa, porre fine al cattolicesimo nazionalista, <\/span>all\u2019epoca ancora presente in Spagna e Portogallo, e alla rivendicazione <span class=\"s1\">da parte della Chiesa di uno status di eccezione e di privilegio negli <\/span><span class=\"s1\">Stati moderni. Colpisce che alcuni intellettuali non cattolici, \u00c9ric Zem<\/span><span class=\"s2\">mour e Michel Onfray ** in particolare, di fronte alla questione della crisi <\/span>dell\u2019identit\u00e0 nazionale francese vogliano appoggiarsi alla Chiesa e alla sua tradizione per denunciare il crescente meticciato delle societ\u00e0 europee. Lo stesso fenomeno si ritrova in altri Paesi europei.<br \/>\n<span class=\"s2\">Ma la Chiesa cattolica non sacralizza nessuna identit\u00e0 nazionale. <\/span>Sa bene che diventare custode delle tradizioni nazionali la condanna a un ruolo di fossile o di reperto archeologico molto lontano dalla fede messia<span class=\"s2\">nica che \u00e8 la sua fonte. La Chiesa ritorna pertanto all\u2019atteggiamento che <\/span><span class=\"s1\">aveva nei primi tre secoli: si confronta in modo sereno con le differenze, <\/span>se non le possibili persecuzioni, di una societ\u00e0 in gran parte non cristiana o addirittura anticristiana, continuando a proporre il Vangelo del Regno a ogni persona, qualunque sia la sua origine etnica e culturale. Difende <span class=\"s1\">l\u2019attaccamento dei popoli alla propria lingua, cultura, fede e radici, <\/span>purch\u00e9 pacifico, e si oppone a un cosmopolitismo vuoto e superficiale, <span class=\"s2\">che finisce per favorire una globalizzazione individualista, consumista <\/span><span class=\"s1\">e insipida: \u00abC\u2019\u00e8 una falsa apertura all\u2019universale, che deriva dalla vuota <\/span><span class=\"s3\">superficialit\u00e0 di chi non \u00e8 capace di penetrare fino in fondo nella propria <\/span><span class=\"s1\">patria, o di chi porta con s\u00e9 un risentimento non risolto verso il proprio <\/span><span class=\"s3\">popolo\u00bb (Fratelli tutti, n. 145).<br \/>\n<\/span><span class=\"s3\">La Chiesa approva la volont\u00e0 dei popoli di conservare lingue, costumi <\/span><span class=\"s1\">e tradizioni, ma continua ad affermare che tutti gli esseri umani creati <\/span><span class=\"s3\">dallo stesso Creatore hanno diritto a pari dignit\u00e0 e uguale rispetto. Infatti, <\/span><span class=\"s1\">\u00abogni persona che nasce in un determinato contesto sa di appartenere a <\/span><span class=\"s1\">una famiglia pi\u00f9 grande, senza la quale non \u00e8 possibile avere una piena <\/span><span class=\"s3\">comprensione di s\u00e9\u00bb (Fratelli tutti, n. 149). La Chiesa, come comunione, <\/span><span class=\"s3\">non come istituzione, ha ricevuto le promesse di vita eterna. Nessun\u2019altra<\/span><span class=\"s3\">realt\u00e0 sociale o politica, comprese le nazioni, per quanto antiche, beneficia <\/span><span class=\"s3\">delle stesse promesse, n\u00e9 mai lo far\u00e0: nessun popolo, nessuna nazione, pu\u00f2 <\/span><span class=\"s3\">ottenere il primato davanti al disegno di Dio, che, in definitiva, riguarda <\/span><span class=\"s3\">sempre tutta l\u2019umanit\u00e0<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s3\"><span class=\"s5\">*<\/span>Senza immigrazione e con un indicatore sintetico di fecondit\u00e0 tra 1,1 e 1,4, tenendo conto che gi\u00e0 ora nella maggior parte dei Paesi europei tra un quinto e un terzo delle nascite <span class=\"s6\">provengono da coppie in cui almeno uno dei genitori \u00e8 straniero.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">**Pur essendo poco noti in Italia, \u00c9ric Zemmour e Michel Onfray hanno acquisito una crescente importanza nel panorama politico e culturale francese. Il sessantatreenne \u00c8ric Zemmour, di origine ebraico-berbero-algerina, \u00e8 uno dei candidati alle elezioni presidenziali di aprile 2022, alla testa del partito Reconqu\u00eate, che ha fondato il 5 dicembre 2021. Per Zemmour, giornalista politico e opinionista, si tratta della prima partecipazione a una competizione elettorale, anche se da tempo \u00e8 uno dei protagonisti dei dibattiti politici, in cui sostiene posizioni di estrema destra, in particolare sui temi della migrazione, dei rapporti con l\u2019islam, della criminalit\u00e0. In due occasioni \u00e8 stato condannato per incitamento alla discriminazione razziale (2011) e all\u2019odio religioso (2018). Il filosofo Michel Onfray \u00e8 autore di numerosi testi in cui ha sviluppato una teoria dell\u2019edonismo con risvolti etici e politici. \u00c8 soprattutto conosciuto per le sue posizioni contrarie al conservatorismo e al dogmatismo religioso. Nel 2020 ha lanciato una nuova rivista chiamata Front populaire, che si presenta come uno spazio in cui portare avanti la battaglia di idee per ritrovare la sovranit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p4\"><em>Titolo originale: \u00abL\u2019\u00c8glise et les nations\u00bb, in Projet, 385 (2021) 35-38. Traduzione dal france<span class=\"s4\">se e riduzione di Giuseppe Riggio SJ.<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"p1\"><em>Marc Rastoin SJ<\/em> \u00e8 docente di Nuovo Testamento al Centre S\u00e8vres (Parigi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 giustificato richiamarsi al cristianesimo per sostenere tesi sovraniste? Gli esempi in tal senso non mancano nei dibattiti politici di tanti Paesi europei. 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