{"id":3029,"date":"2025-09-10T23:09:03","date_gmt":"2025-09-10T21:09:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=3029"},"modified":"2025-09-11T16:32:31","modified_gmt":"2025-09-11T14:32:31","slug":"oligarchi-della-tecnologia-tra-mito-futurista-e-ricerca-del-potere-presentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=3029","title":{"rendered":"Oligarchi della tecnologia &#8211; Tra mito futurista e ricerca del potere"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><em>Le Monde ha pubblicato di recente un ampio rapporto sugli \u201coligarchi della tecnologia\u201d, in pratica una analisi delle \u00e9lite di Silicon Valley e dintorni. Di seguito una introduzione e una sintesi.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Una rivoluzione tecnologica?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 un angolo del mondo che sappiamo ormai riconoscere come decisivo per il nostro futuro, quello che gravita su Silicon Valley, nei paraggi di San Francisco. Sette anni fa Alessandro Baricco in un suo libro sorprendente (\u201cThe game\u201d, Einaudi, 2018) ha cercato di rendercelo un po\u2019 pi\u00f9 comprensibile. Forse con un pizzico di eccessivo ottimismo, a leggerlo oggi.<br \/>\nA chi pensava ancora che al tentativo di cambiare il mondo potessero essere votate solamente le rivoluzioni di natura politica e\/o culturale egli cercava di far capire che il mondo stava cambiando sotto gli effetti di una prepotente rivoluzione tecnologica.<br \/>\nE che si trattava di un tipo particolare di rivoluzione, una di quelle che denotano la capacit\u00e0 di generare una nuova idea di umanit\u00e0. Quella di fronte a cui eravamo venuti a trovarci \u2013 diceva &#8211; era innanzitutto una \u201crivoluzione mentale\u201d. Anzi, la stessa mutazione tecnologica a ben guardare, era stata anticipata da una mutazione mentale che la fondava e le dava orientamento.<br \/>\nEgli individuava allora le origini di ci\u00f2 nelle spinte libertarie che caratterizzavano la controcultura californiana; quella che noi riconoscevamo agevolmente nei tratti di culture come quella Hippie che vedevamo in film come <em>Easy Rider<\/em>, ma che ben difficilmente immaginavamo potesse trovare il suo fulcro pi\u00f9 duraturo in luoghi come il retrobottega di uno come Steve Jobs, intento a mettere insieme il primo Mac, in maglione e calzini.<br \/>\nC\u2019\u00e8 stata \u2013 scriveva Baricco \u2013 una vera e propria rivoluzione tecnologica, dettata dall\u2019avvento del digitale. In tempi brevi, essa ha generato una evidente mutazione nei comportamenti degli umani e nei loro movimenti mentali. Nessuno pu\u00f2 dire come finir\u00e0. \u00c8 un mondo \u2013 aggiungeva &#8211; che non sapremmo spiegare, \u00e8 una rivoluzione di cui non conosciamo con precisione n\u00e9 l\u2019origine, n\u00e9 lo scopo.<br \/>\nDella contro-cultura californiana i protagonisti della rivoluzione digitale avevano ripreso una volont\u00e0 determinata di cambiare il mondo. Si tratta di \u201crendere il mondo un posto migliore\u201d, dicevano. L\u2019obiettivo (egualitario) era distribuire a tutti i partecipanti all\u2019insurrezione \u2013 potenzialmente il mondo intero \u2013 i poteri che prima erano concentrati in pochi privilegiati, boicottare i confini, tirare gi\u00f9 tutti i muri, allestire uno spazio aperto a cui tutti possono partecipare senza limitazioni e traendone vantaggio, rendere evidente che il parere di milioni di incompetenti \u00e8 meno soggetto ad errore di quello di un esperto e quindi saltare tutte le mediazioni, in definitiva favorire il tramonto dei \u201csacerdoti\u201d.<br \/>\nBaricco cercava di renderci questo mondo un po\u2019 pi\u00f9 familiare e accettabile perch\u00e9 in fondo portatore di idee democratiche, anti elitarie, egualitarie, progressiste, ecc, in cui ci si poteva riconoscere, almeno in una certa misura.<br \/>\nEgli d\u2019altra parte si rendeva conto che \u201cdopo anni spesi a disinnescare le \u00e9lite e a fondare un sistema capace di reggersi sull\u2019individualismo di massa, quel che \u00e8 successo, piuttosto ovviamente, \u00e8 che il Game ha finito per produrre una sua \u00e9lite, nuova, completamente diversa, ma pur sempre \u00e9lite\u201d. Sette anni fa, d\u2019altra parte, poteva ancora rimanere la speranza che si trattasse di \u00e9lite aperte e illuminate. Se non altro perch\u00e9 appoggiavano i democratici, finanziavano Biden e sostenevano i diritti LGBTQ+, oltre che essere per la pace e preoccupati della crisi climatica.<br \/>\nSappiamo tutti che poi qualcosa \u00e8 successo. Basterebbe confrontare le due foto poste all\u2019inizio della newsletter, una di Musk travestito da supereroe e quella di Steve Job degli anni 80.<br \/>\nTrump ha vinto le elezioni per due volte, in questa \u00e9lite sono emerse figure nettamente orientate a destra e l\u2019intera \u00e9lite della Silicon Vally, o quasi, si \u00e8 inchinata a baciare l\u2019anello del re. Si \u00e8 avuto anche la sensazione che non lo facessero solo per convenienza, ma perch\u00e9 vi erano delle convergenze obiettive, una sintonia tra quelle che ormai sembravano pi\u00f9 che delle \u00e9lite, delle oligarchie, oltre che delle potenze economiche. E forse quanto sta avvenendo era gi\u00e0 implicito nelle premesse iper-libertarie presenti nelle culture di origine, una volta che fossero state applicate al mondo digitale nelle forme che esso \u00e8 andato assumendo. Paradossalmente proprio perch\u00e9 molti di costoro continuano nell\u2019idea di sentirsi chiamati a cambiare il mondo, essi si sono dimostrati sempre pi\u00f9 restii a subire controlli, a confrontarsi con limitazioni. Come era possibile accettare tutto ci\u00f2 se si era impegnati nel compito immane di \u201cinventare il futuro dell\u2019umanit\u00e0\u201d? E con ci\u00f2 la spinta libertaria sembra essere rifluita nel pi\u00f9 banale desiderio di una oligarchia a governare il mondo, facendo il modo che lo stesso potere politico arretri di fronte al procedere delle nuove \u201cinvenzioni\u201d tecnologiche, quelle che \u2013 esse s\u00ec \u2013 potrebbero dare inizio a una \u201cumanit\u00e0 nuova\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Il reportage di Le Monde sui nuovi \u201coligarchi della tecnologia\u201d<br \/>\n<\/strong>Di questo mondo sappiamo ancora molto poco, oggi come dieci anni fa. Di studi scientifici ve ne sono pochi, anche per la rapidit\u00e0 dei processi in corso, e disponiamo di informazioni limitate. Abbiamo trovato perci\u00f2 molto utile la lettura di un reportage, che forse \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un reportage, pubblicato di recente in sei puntate su Le Monde, che qui potete leggere.<br \/>\nNe sono autori tre bravi giornalisti: Rapha\u00eblle Bacqu\u00e9 (San Francisco, inviato speciale), Damien Leloup e Alexandre Piquard.<br \/>\nIl testo \u00e8 molto lungo \u2013 pi\u00f9 di 30 pagine \u2013 ma essendo prevalentemente descrittivo risulta di lettura scorrevole, oltre che stimolante. E rappresenta una finestra su un mondo che non conosciamo, di cui colpisce innanzitutto la distanza stellare dal nostro, dove \u201cil nostro\u201d va inteso sia in termini generazionali che nazionali. Di seguito una breve sintesi dei sei articoli.<\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Nel primo capitolo viene ricostruita la svolta politica dei maggiorenti della Silicon Valley, simbolicamente rappresentata dalla loro partecipazione alla cerimonia di insediamento del Presidente Trump il 20 gennaio 2025. Per alcuni come il fondatore di Paypal \u2013 Peter Thiel \u2013 non si tratt\u00f2 del resto che di confermare le idee neo-reazionarie che lo avevano sempre caratterizzato. Per altri si tratt\u00f2 di un cambiamento che molti non avevano previsto. Trump comment\u00f2 cos\u00ec la loro presenza: &#8220;L&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro dell&#8217;America inizia proprio ora!&#8221;.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">La seconda parte analizza come \u00e8 avvenuto il cambiamento, come in realt\u00e0 le aziende della valle abbiano sempre mantenuto rapporti con i Repubblicani e tutelato saldamente i propri interessi, come appare ovvio. Importante fu, da questo punto di vista, l\u2019indagine promossa dal Congresso, durante l\u2019amministrazione Biden, sui poteri monopolistici sviluppatisi nel settore. Il rapporto finale era un attacco molto duro contro le Big Tech. I nuovi sforzi per frenare l&#8217;intelligenza artificiale e le criptovalute hanno fatto il resto. Gi\u00e0 sotto l\u2019amministrazione Biden i tentativi di controllo si erano arrestati. La vena libertaria della Silicon Valley poteva prosperare indisturbata. Innovazione incontrollata, tasse basse, regolamentazione minima: questo era il sogno di lunga data dell&#8217;ala antigovernativa della tecnologia.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Il terzo capitolo \u00e8 dedicato a una personalit\u00e0 poco nota da noi &#8211; Peter Thiel \u2013 ma molto interessante, perch\u00e9 mette in luce la componente aristocratica che si \u00e8 andata sviluppando tra i soggetti dell\u2019innovazione tecnologica. Thiel ha da tempo espresso un&#8217;avversione viscerale per il multiculturalismo e la politica progressista, e un profondo scetticismo verso la democrazia. Gi\u00e0 negli anni &#8217;90 &#8220;Faceva il tifo per il caos, per distruggere il sistema, la democrazia. Si opponeva al suffragio femminile, all&#8217;uguaglianza, all&#8217;inclusione\u201d. Fino ad immaginare una societ\u00e0 guidata da una piccola \u00e9lite \u2013 uomini, preferibilmente ricchi imprenditori \u2013 in cui l\u2019individualismo estremo e la tecnologia sono esaltati. \u201cNon credo pi\u00f9 che libert\u00e0 e democrazia siano compatibili\u201d dice Thiel. La monarchia \u00e8 la miglior forma di governo\u2026 Da ricordare che Thiel \u00e8 uno dei sostenitori di J. D. Vance. Il terzo capitolo si conclude con alcuni cenni alle attivit\u00e0 di Musk e i suoi progetti \u201cmarziani\u201d. \u201cNessun governo terrestre ha autorit\u00e0 o sovranit\u00e0 sulle attivit\u00e0 marziane\u201d. Un motivo sufficiente per andare su Marte\u2026<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Il quarto capitolo rileva che i dirigenti di punta della Silicon Valley sono immersi in una &#8220;cultura geek&#8221; [Nel gergo di Internet, persona che possiede un estremo interesse e una spiccata inclinazione per le nuove tecnologie] prevalentemente maschile, caratterizzata da accesi dibattiti sul ruolo delle donne. Silicon Valley \u00e8 sempre stato un mondo prettamente maschile e l\u2019ambiente pare caratterizzato da una \u201cmisoginia strutturale\u201d. Dal timido Zuckerberg &#8211; \u201cL\u2019energia maschile \u00e8 positiva\u201d &#8211; fino al superlativo Musk secondo cui una &#8220;Repubblica di maschi di alto rango&#8221; \u00e8 il miglior sistema di governo, perch\u00e9 &#8220;solo i maschi alfa con alti livelli di testosterone e le persone aneurotipiche&#8221; sono veramente &#8220;oggettivi&#8221;. Il restyling cui molti esponenti di questo mondo si sono sottoposti assume tocchi prettamente maschili, si orienta versa il Bodybuilding e il bling [nello slang derivato dalla cultura hip hop, la parola si riferisce a gioielli e accessori vistosi e appariscenti, spesso ostentati per esibire ricchezza e status sociale]. Si \u00e8 parlato qualche tempo fa dell\u2019ipotesi di un incontro a singolar tenzone tra Musk e Zuckerberg, che poi non si \u00e8 mai tenuto, anche se il governo italiano si era offerto di ospitarlo&#8230; Si pensa infatti che il genio si accompagni a un certo tipo di corpo. I nuovi Nerd, diversamente dai primi, vogliono essere atleti. Allo stesso modo l\u2019apparente povert\u00e0 delle fogge dei primi tempi viene sostituita da una ostentazione della ricchezza (vedi il bling citato: dal catename dorato agli Yacht lunghi non meno di 100 metri). Questi CEO, cresciuti nell\u2019ossessione per i videogiochi ora si immaginano come eroi della fantascienza; idolatrano &#8220;Il Signore degli Anelli&#8221;, danno nomi alle loro aziende tratte da Tolkien: Palantir di Thiel o Anduril [la spada di Aragorn] di Palmer Luckey [una societ\u00e0 di tecnologia militare focalizzata su droni autonomi e sensori per applicazioni militari].<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Capitolo cinque. I Ceo della Silincon Valley si sono nutriti da giovani di letteratura fantascientifica (gli Azimov, gli Heinlein, Star Trek, ecc. che leggevamo anche noi). Essi sembrano voler vivere in quel futuro alla cui configurazione si stanno applicando. La loro \u00e8 una fede nella possibilit\u00e0 di &#8220;migliorare&#8221; l&#8217;umanit\u00e0 \u2013 ovvero di estendere le capacit\u00e0 umane e la durata della vita con qualsiasi mezzo tecnologico. Una fede fiorita nella Silicon Valley come alternativa alla religione. Cos&#8217;altro potrebbero desiderare i miliardari della tecnologia, che hanno gi\u00e0 tutto, se non sfidare la morte? Si comincia a credere che un giorno l\u2019invecchiamento possa essere \u201ccurato\u201d. Si diffonde l\u2019idea di migliorare gli esseri umani aumentandone le capacit\u00e0 e la durata di vita attraverso la tecnologia. Attraverso le neuroscienze, le nanotecnologie, l&#8217;intelligenza artificiale e l&#8217;esplorazione spaziale si potr\u00e0 diventare \u201cpostumani\u201d. Si prova perci\u00f2 a vedere se \u00e8 possibile trasferire il proprio cervello in un computer in modo da continuare a vivere digitalmente. Forse, chiss\u00e0, il tutto potr\u00e0 un giorno venire caricato online nel Cloud. Uomini come Musk pensano di darsi un compito messianico: essere coloro che salvano l\u2019umanit\u00e0. La fede nella tecnologia sostituisce quella nella religione: &#8220;Crediamo che non ci sia problema materiale (&#8230;) che non possa essere risolto con pi\u00f9 tecnologia&#8221;. \u00c8 la tecnologia la soluzione al degrado e alla crisi ambientale. Perch\u00e9 dunque tagliare i consumi o regolamentare le industrie? Nessuna crisi \u00e8 troppo grande per non poter venire superata, eventualmente trasferendosi su Marte\u2026 [Naturalmente alcuni.] Su questa via \u00e8 meglio liberarsi del mito di Prometeo e diventare finalmente superuomini tecnologici. Questa visione del mondo non \u00e8 solo retorica. \u00c8 sostenuta da investimenti nella longevit\u00e0, nella genetica e nella riproduzione assistita.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">L\u2019ultima sezione dell\u2019analisi di Le Monde rileva che mentre le tensioni internazionali aumentano, il secondo mandato di Donald Trump ha aperto le porte a un rapido riavvicinamento tra i giganti della Silicon Valley e l&#8217;esercito statunitense. I dubbi della vecchia controcultura californiana sono stati spazzati via. Lukey, fondatore di Anduril, che si fa fotografare in infradito e casacca hawaiana (siamo giovani noi\u2026) davanti a una lucente bomba di 6-7 metri (vedi alla fine della newsletter) ha firmato una partnership con Meta per sviluppare strumenti di realt\u00e0 virtuale per l&#8217;addestramento dei soldati statunitensi e con la sua Anduril combina droni e intelligenza artificiale per applicazioni militari. &#8220;Oggi i leader della tecnologia sono diventati esattamente ci\u00f2 che un tempo sostenevano di voler rovesciare: l&#8217;\u00e9lite pi\u00f9 radicata e una tecnocrazia, completamente intrecciata con il potere politico&#8221;. &#8220;I principali giganti dell&#8217;intelligenza artificiale non sono pi\u00f9 semplici multinazionali; stanno crescendo fino a diventare imperi moderni.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Monde ha pubblicato di recente un ampio rapporto sugli \u201coligarchi della tecnologia\u201d, in pratica una analisi delle \u00e9lite di Silicon Valley e dintorni. 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