{"id":2914,"date":"2025-05-04T09:11:15","date_gmt":"2025-05-04T07:11:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2914"},"modified":"2025-05-04T16:55:39","modified_gmt":"2025-05-04T14:55:39","slug":"come-la-stampa-estera-ha-commentato-la-morte-di-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2914","title":{"rendered":"Come la stampa estera ha commentato la morte di Francesco"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">La stampa italiana in questi giorni \u00e8 stata inondata di articoli, commenti, letture suscitati da una morte, quella di papa Francesco, che non poteva lasciare nessuno, n\u00e9 coloro che lo hanno amato, n\u00e9 quanti lo hanno osteggiato, indifferente. Noi che siamo tra i primi e tali siamo stati anche quando non condividevamo del tutto quanto diceva e certi limiti che manifestava la sua azione riformatrice, pensiamo di fare un servizio utile rendendo disponibili con questa News Letter, i commenti che abbiamo letto in alcune delle pi\u00f9 importanti testate estere.<br \/>\nCome si vedr\u00e0 i commenti, al di l\u00e0 di qualche ingenuit\u00e0, sono in generale orientati a riconoscere la rilevanza storica della figura di Francesco e a sottolinearne le valenze positive, tanto pi\u00f9 evidenti oggi, nel momento in cui il mondo sembra orientato lungo direzioni ben diverse da quelle che lui aveva tracciato, come alcuni editoriali riconoscono esplicitamente.<br \/>\nNaturalmente un giudizio ponderato sul suo papato ha bisogno di tempi lunghi e di un maggiore distacco rispetto all\u2019emozione sollevata dalla sua scomparsa. Qui si pu\u00f2 solamente sottolineare come, al di l\u00e0 dei molti elementi in comune agli articoli che riportiamo, traspaiano diversit\u00e0 interpretative di qualche rilievo, che si muovono essenzialmente lungo due coordinate: se Francesco debba essere letto essenzialmente come un liberalizzatore (o un liberal tout court) o se non abbia pesato in lui anche una componente conservatrice; se debba essere inteso essenzialmente come un uomo del Sud fortemente critico nei confronti del Nord opulento o se si sia trattato di un messaggio di carattere veramente universale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Un intervento del Forum di Limena<br \/>\n<\/u>In questa News Letter pubblichiamo anche un breve testo, che \u00e8 stato richiesto alla Segreteria del Forum di Limena da un settimanale diocesano. Steso da Stefano Bertin, \u00e8 stato poi pubblicato anche in altri settimanali delle chiese del Triveneto. In esso riconosciamo che l\u2019eredit\u00e0 di Francesco \u00e8 troppo variegata e profonda per poter essere riassunta in poche righe. Si \u00e8 scelto quindi di soffermarci su due punti: la ricerca della pace vista come un pilastro del suo pontificato; l\u2019idea di una chiesa sinodale, che assume questo stile come forma normale del suo vivere. Il testo cos\u00ec conclude: \u201cL\u2019eredit\u00e0 di papa Francesco pu\u00f2 raffigurarsi sinteticamente in uno slancio, che ci d\u00e0 il coraggio di testimoniare che \u00e8 possibile camminare insieme nella diversit\u00e0, senza condannarci l\u2019un l\u2019altro. Un mondo di Fratelli Tutti e la Chiesa Sinodale, ora, hanno bisogno che le parole condivise siano accompagnate dai fatti. E questo \u00e8 il cammino che ci sta davanti\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Washington Post<br \/>\n<\/u>Secondo il Washington Post Francesco \u00e8 stato uno dei \u201cpontefici pi\u00f9 importanti della storia moderna\u201d, \u201cha plasmato un papato profondamente riformista\u201d. \u00c8 stato un innovatore che ha lasciato la chiesa meno \u201cbianca\u201d, meno eurocentrica e meno vincolata alla tradizione. Grazie a lui essa \u00e8 diventata pi\u00f9 globale, moderna e inclusiva, aperta come mai prima a nuovi pensieri. Il suo riformismo e il suo liberalismo hanno suscitato forti reazioni nelle componenti tradizionaliste, in questo senso si \u00e8 trattato di un papato divisivo. Con la famosa risposta \u201cChi sono io per giudicare?\u201d diede un segnale che la chiesa cattolica, sia pur tardivamente, riconosceva che il mondo era cambiato e che essa si \u201cstava ritraendo dalle guerre culturali\u201d. In questa direzione egli ha combattuto molte battaglie giuste, in particolare viene sottolineata quella contro il clericalismo. Non sembra per\u00f2 aver compreso alcuni problemi (Ucraina, donne, abusi) che rimangono aperti dopo il suo pontificato. \u201cFrancesco era qualcosa di nuovo e, per la Chiesa, qualcosa di cui c\u2019era un disperato bisogno\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>New York Times<br \/>\n<\/u>Il New York Times non ha pubblicato un editoriale redazionale. L\u2019articolo che qui riportiamo, scritto dal capo della redazione romana del Times, riempie per\u00f2 questo vuoto.<br \/>\nIl testo osserva che lo stile di Francesco, \u201crivoluzionario e spensierato\u201d, ha suscitato reazioni esagerate, sia che si trattasse di speranze, che di paure. La chiesa si \u00e8 divisa e molte questioni rimangono aperte. Ma tutti, sia i sostenitori che i detrattori, riconoscono che egli ha in ogni caso fatto molto, perch\u00e9 ha cambiato la cultura della chiesa senza toccare la dottrina. Egli ha aperto lo spazio al dibattito, ha dato un ruolo maggiore ai laici e alle donne, ha costretto tutti a guardare \u201cverso l\u2019esterno\u201d, al mondo di oggi. Anche se i cambiamenti apportati non sono stati rivoluzionari, l\u2019impatto di Francesco \u00e8 stato pi\u00f9 complesso e pi\u00f9 profondo di quello che avrebbe potuto derivare da specifiche riforme. Questo \u00e8 il motivo per cui sarebbe difficile al successore tornare davvero indietro rispetto alla strada che lui ha tracciato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Le Monde<br \/>\n<\/u>Secondo l\u2019editoriale non firmato, pubblicato il 22 aprile, Francesco ha voluto spostare le priorit\u00e0 della chiesa cattolica dall\u2019Europa al mondo intero, dal dogma alle problematiche sociali, ha aperto al dialogo con le altre religioni, ha cercato di affrontare le questioni profonde dell\u2019istituzione, senza riuscirvi appieno, ma in ogni caso lasciando in tutti questi ambiti un segno significativo in piena continuit\u00e0 con il Concilio Vaticano II. \u201cApostolo della gentilezza, pi\u00f9 attento alla condizione dei poveri che alle norme morali, preferendo l&#8217;apertura al mondo e l&#8217;ascolto degli altri all&#8217;isolamento, Papa Francesco se ne va proprio mentre le forze contrarie alle sue scelte stanno prendendo vigore\u201d.<br \/>\nQuattro giorni dopo, il 26 aprile, Le Monde ha pubblicato un altro editoriale, questa volta firmato, da S\u00e9bastien Maillard, che in passato fu corrispondente dal vaticano per La Croix. In esso l\u2019autore insiste sulla preoccupazione del Papa per l\u2019inaridimento dei rapporti umani nelle societ\u00e0 opulente. Egli stesso temeva di esserne vittima e perci\u00f2 si \u00e8 caratterizzato per uno stile che cercava di tenere un contatto diretto con la gente. Come ebbe a dire il cardinale Tauran: \u201cLa gente veniva a vedere Giovanni Paolo II, veniva ad ascoltare Benedetto XVI, veniva a <em>toccare<\/em> Francesco&#8221;. In ci\u00f2 egli ha trovato la sua sicurezza e il suo benessere spirituale. La domanda \u201cChe cosa hai fatto di tuo fratello?\u201d \u00e8 stata fondamento della sua enciclica \u201cFratelli tutti\u201d ed \u00e8 stata la chiave del suo pontificato. Da ci\u00f2 anche la sua passione per gli immigrati, che nella sua visione possono contribuire a rivitalizzare i paesi ospitanti, diventando \u201cnuovi europei\u201d. Il suo insegnamento ha assunto una forte valenza profetica e di fatto si \u00e8 posto in netto contrasto con il \u201ctrumpismo imperante\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>The Guardian<br \/>\n<\/u>Il Guardian ha affidato il suo editoriale su Francesco a Nathalie Tocci, una personalit\u00e0 ben nota, che ne fa una lettura complessa e pi\u00f9 politica di altri. Contrariamente a quanto sostenuto da molti (vedi il Washington Post tra i testi qui riportati) \u201cFrancesco non era affatto un liberal\u201d. Su molte questioni egli ha \u201ctradito\u201d le speranze dei \u201cprogressisti\u201d. Anche le sue posizioni sull\u2019Ucraina erano \u201cproblematiche\u201d. Ma, ci\u00f2 che ha caratterizzato maggiormente Francesco \u00e8 stato il suo essere una delle voci pi\u00f9 influenti del Sud del mondo, nel suo fermo sostegno ai diritti umani e al diritto internazionale. Lo si vede chiaramente nella sua \u201cincrollabile solidariet\u00e0 con le sofferenze palestinesi\u201d. Egli ha parlato di questioni che stanno a cuore di chi \u00e8 rimasto indietro. In ci\u00f2 ha manifestato un rigore nell\u2019affermazione di principi che raramente sono stati manifestati dai leader del Nord del mondo e che gli stessi Paesi del Sud dimenticano quando fa loro comodo. Lo \u201cspirito\u201d che era presente inizialmente in questi ultimi \u2013 qui Tocci cita la conferenza di Bandung, in Indonesia del 1955 \u2013 \u201csembra perduto. I paesi del Sud del mondo accusano giustamente il Nord del mondo di ipocrisia e doppi standard. Ma spesso sono guidati da transazionalismo, populismo, opportunismo ed egoismo tanto quanto i paesi del Nord\u201d. Francesco, invece \u201cera diverso\u201d, \u201cincarnava quello spirito\u201d, mentre ora esso scarseggia in modo allarmante. \u201cEssere all&#8217;altezza dell&#8217;eredit\u00e0 di Francesco come voce di principio del Sud del mondo non sar\u00e0 facile. Ma il mondo ne ha bisogno pi\u00f9 che mai\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><u>Stampa araba<br \/>\n<\/u>La Fondazione Oasis ha pubblicato una sintesi di quanto apparso nella stampa araba in occasione della morte di Francesco. Salvo una critica, espressa dall\u2019emittente al-Jazeera, ai suoi silenzi durante il viaggio in Myanmar nel 2017 a proposito della campagna contro i Rohininga gli interventi sono nel complesso lusinghieri. Egli viene descritto come \u201cicona dell\u2019umanit\u00e0\u201d, un amico degli arabi e dei musulmani, papa del dialogo e del riavvicinamento tra i seguaci di religioni diverse, capace di attrarre persone di tutte le fedi. \u201cHa fatto rivivere il valore della tolleranza culturale in un\u2019epoca in cui tutti uccidono tutti in nome della religione\u201d. Latore di un messaggio rivolto al popolo che non era un esercizio di propaganda politica, ha incarnato il principio che \u201cl\u2019uomo non \u00e8 al servizio della religione, ma la religione \u00e8 al servizio dell\u2019umanit\u00e0\u201d. \u00c8 infatti \u201cimpossibile stabilire relazioni vere con l\u2019Altissimo se ignoriamo gli altri\u201d. Di lui si apprezza in modo particolare l\u2019amicizia per il popolo palestinese, la decisione di riconoscerne lo stato, l\u2019opposizione alla decisione di Trump di trasferire l\u2019ambasciata americana a Gerusalemme, il viaggio in Terra Santa. Sul piano teologico ci\u00f2 che di questo papa \u00e8 sembrato avvicinare il cristianesimo all\u2019Islam \u00e8 stata l\u2019idea che \u201cil nome di Dio fosse misericordia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La stampa italiana in questi giorni \u00e8 stata inondata di articoli, commenti, letture suscitati da una morte, quella di papa Francesco, che non poteva lasciare nessuno, n\u00e9 coloro che lo hanno amato, n\u00e9 quanti lo hanno osteggiato, indifferente. 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