{"id":2845,"date":"2024-11-24T00:10:23","date_gmt":"2024-11-23T23:10:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2845"},"modified":"2024-11-24T00:10:23","modified_gmt":"2024-11-23T23:10:23","slug":"il-sinodo-silenziato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2845","title":{"rendered":"IL SINODO SILENZIATO"},"content":{"rendered":"<p>Indubbiamente il sinodo che si \u00e8 appena concluso e dedicato alla sinodalit\u00e0 (\u201cPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione\u201d) non \u00e8 stato un sinodo facile. Pur essendo durato tre anni, dal 2021-2024, si \u00e8 rivelato difficile da metabolizzare via via che il processo messo in atto (consultazione, assemblee continentali, prima e seconda sessione), faceva emergere \u2013 e confermare ai vari livelli \u2013 le questioni da affrontare. Gi\u00e0 al termine della prima fase si era dovuto constare che un buon numero di vescovi e gran parte dei presbiteri non aveva risposto con convinzione e partecipazione a questo cammino sinodale.<br \/>\n<em>Il digiuno dell\u2019informazione<\/em><br \/>\nI lavori sinodali hanno per\u00f2 dovuto fare i conti anche con il problema dell\u2019informazione. Si tratta di una questione che si \u00e8 posta fin dal primo sinodo convocato da Francesco.<br \/>\nFino ad allora oltre alle conferenze stampa quotidiane (briefing), venivano fornite alla stampa le sintesi degli interventi che i vescovi facevano in aula durante i lavori, ma a partire dal sinodo sulla famiglia nel 2014, ci sono stati solo i briefing e le sintesi dei circoli minori sui contenuti del dibattito avvenuto sulle varie parti dell\u2019Instrumentum laboris.<br \/>\nPoi, con il cambio di metodologia (suddivisione dell\u2019assemblea in 36 tavoli, utilizzo della conversazione spirituale e poco spazio alle plenarie), inaugurato con questo sinodo, i punti di riferimento per l\u2019informazione sono rimasti i discorsi introduttivi, i briefing e il documento finale, non venendo pi\u00f9 fornite nemmeno le sintesi del confronto che pure i vari tavoli dovevano produrre e consegnare alla Segreteria del Sinodo.<br \/>\nA fondamento di questo orientamento di \u201cpolitica informativa\u201d, scelto fin dall\u2019inizio da Francesco, sta l\u2019idea, esplicitata nel discorso di apertura della prima sessione (ottobre 2013) di questo sinodo, che i lavori sinodali possano essere influenzati dalla \u201cpressione mediatica\u201d: \u00abQuando c\u2019\u00e8 stato il Sinodo sulla famiglia, \u2013 ha detto il papa \u2013 c\u2019era l\u2019opinione pubblica, fatta dalla nostra mondanit\u00e0, che fosse per dare la comunione ai divorziati: e cos\u00ec siamo entrati nel Sinodo. Quando c\u2019\u00e8 stato il Sinodo per l\u2019Amazzonia, c\u2019era l\u2019opinione pubblica, la pressione, che fosse per fare i viri probati: siamo entrati con questa pressione. Adesso ci sono alcune ipotesi su questo Sinodo: \u201ccosa faranno?\u201d, \u201cforse il sacerdozio alle donne\u201d\u00bb.<br \/>\nPer custodire il delicato lavorio dello Spirito Santo tra i padri e le madri sinodali \u00abci vuole \u2013 ha detto il papa \u2013 un\u2019ascesi, un certo digiuno della parola pubblica\u00bb e ai giornalisti \u00e8 stato chiesto di far capire alla gente, \u201cche la priorit\u00e0 \u00e8 dell\u2019ascolto\u201d. E compito ancor pi\u00f9 difficile: \u201cdare proprio una comunicazione che sia il riflesso di questa vita nello Spirito Santo\u201d dell\u2019assemblea sinodale. In altre parole raccontare pi\u00f9 il clima in cui si svolgevano i lavori.<br \/>\n<em>I briefing non hanno informato<\/em><br \/>\nLa missione di far percorrere alla stampa l\u2019ascesi proposta dal papa, attraverso un digiuno quaresimale della \u201cparola pubblica\u201d, \u00e8 stata affidata al Dicastero per la comunicazione.Per entrambe le sessioni (2023 e 2024) il filo conduttore nelle conferenze stampa quotidiane \u00e8 stato quello di far raccontare ai tre o quattro padri\/madri sinodali (vescovi, cardinali, delegati fraterni, esperti e laici), che ogni giorno si sono alternati in sala stampa, la loro esperienza in aula o del percorso sinodale nelle loro realt\u00e0. Un evidente spostamento di focus.<br \/>\nLa ricerca di un approfondimento delle questioni trattate nei lavori, delle quali pure veniva fornito in apertura un quadro statistico, numero dei presenti e un semplice elenco delle principali questioni emerse senza che si sapesse chi le aveva poste, si \u00e8 sempre trovata di fronte un muro di gomma. D\u2019altra parte il Regolamento dell\u2019assemblea all\u2019articolo 24, dedicato alla comunicazione, prevedeva che \u201cognuno dei Partecipanti \u00e8 tenuto alla riservatezza e alla confidenzialit\u00e0 sia per quanto riguarda i propri interventi, sia per quanto riguarda gli interventi degli altri Partecipanti. Tale dovere resta in vigore anche una volta terminata l\u2019Assemblea sinodale\u201d, questo per \u201cgarantire la libert\u00e0 di espressione\u201d e \u201cla serenit\u00e0 del discernimento comune\u201d.<br \/>\nLa conseguenza di questa scelta \u00e8 stata che un importante sinodo, convocato per ricercare un nuovo modello di Chiesa (la Chiesa sinodale), \u00e8 passato quasi sotto silenzio nella grande stampa, che si \u00e8 dovuta concentrare solo su alcune questioni di richiamo in particolare il diaconato femminile, mentre le implicazioni erano e sono di pi\u00f9 ampia portata.<br \/>\n<em>L\u2019origine della pressione mediatica<\/em><br \/>\nIndubbiamente i sinodi (Famiglia, Giovani, Amazzonia e Sinodalit\u00e0) convocati da papa Francesco sono andati a toccare punti sensibili della vita ecclesiale e sono stati sempre caratterizzati da un contorno di preoccupazioni e di polemiche che, pur nella diversit\u00e0 della loro qualit\u00e0, hanno avuto il loro baricentro nell\u2019opposizione ad ogni aggiornamento della pastorale o reinterpretazione della Dottrina e della Tradizione. Operazione che il rapido mutamento delle societ\u00e0 ha reso sempre pi\u00f9 urgente.<br \/>\nQuella che viene definita \u00abpressione mediatica\u00bb si era manifestata gi\u00e0 alla vigilia e durante i lavori, entrambi movimentati, del Sinodo sulla famiglia: la pubblicazione di libri, a firma di cardinali, di critica preventiva ai temi del Sinodo; il clamoroso coming out di monsignor Charamsa; la lettera di tredici cardinali con obiezioni sui lavori sinodali e i dubia di altre quattro eminenze sulla successiva Esortazione apostolica Amoris laetitia.<br \/>\n\u00c8 continuata, poi, in varie forme nei sinodi successivi, in particolare per quest\u2019ultimo c\u2019\u00e8 stata ancora una lettera di cinque cardinali che sollevava cinque dubbi sul percorso sinodale, ma ancor pi\u00f9 straordinario \u00e8 stato il convegno internazionale significativamente intitolato \u201cLa babele sinodale\u201d tenuto al Teatro Ghione, a due passi da San Pietro, il giorno prima dell\u2019apertura dei lavori della sessione del 2023, con il cardinale americano Burke come relatore principale.<br \/>\nLa \u201cpressione mediatica\u201d, perci\u00f2, sembra avere la sua origine prima soprattutto dall\u2019interno della realt\u00e0 ecclesiale e in particolare \u00e8 una pressione color porpora. Di questa il papa stesso ebbe a rilevare a fine Sinodo che \u201cle opinioni diverse si sono espresse liberamente, e purtroppo talvolta con metodi non del tutto benevoli\u201d (24.10.2015).<br \/>\n<em>La \u201cpressione\u201d del popolo di Dio<\/em><br \/>\nMa questo Sinodo ha dovuto confrontarsi con la legittima \u201cpressione\u201d, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, del popolo di Dio, che ha preso forma a partire dalla consultazione iniziale passando per le sette Assemblee continentali, per l\u2019Instrumentum laboris e i lavori della prima sessione. Un percorso caratterizzato, nonostante il passaggio per vari livelli, dalla trasparenza, dal rispetto delle opinioni di minoranza (v. Vademecum per la consultazione, settembre 2021) e dalla circolarit\u00e0 della comunicazione centro-periferia (v. Documento per le Tappe continentali, ottobre 2022).<br \/>\nUn percorso che ha raccolto \u201cle speranze e le preoccupazioni del Popolo di Dio sparso su tutta la terra\u201d. Speranze e preoccupazioni validate dai vescovi, come richiesto, nei tre livelli: diocesi, conferenza episcopale e assemblea continentale.<br \/>\nAbbiamo cos\u00ec appreso, non dalla stampa ma dall\u2019encomiabile documentazione ufficiale che ha scandito il cammino di tre anni, che le preoccupazioni del Popolo di Dio sono molteplici: dall\u2019esigenza di organismi di partecipazione che possano essere dotati di poteri decisionali, alla riforma del Diritto canonico; dal maggiore riconoscimento del ruolo delle donne fino ad arrivare al diaconato; da un rinnovamento delle liturgie nel linguaggio e con maggiore inculturazione; dal ripensamento della formazione dei presbiteri al possibile superamento del celibato ecclesiastico fino ad un diverso stile di esercizio dell\u2019autorit\u00e0\/potere dei vescovi e molto altro ancora. Una mole di problemi che la sintesi della Conferenza episcopale italiana aveva definito \u201cannose questioni che affaticano il passo\u201d delle comunit\u00e0. Tutte questioni che da tempo, da troppo tempo, attendono risposte.<br \/>\nLa comunicazione, fortemente raccomandata per le fasi preparatorie, si \u00e8 per\u00f2 bruscamente arrestata sulla porta delle assemblee delle due sessioni. Il dibattito sinodale \u00e8 stato sostanzialmente silenziato.<br \/>\n<em>Non mettere a tacere e non ignorare<\/em><br \/>\nIn un momento drammatico per la vita della Chiesa a causa dello scandalo degli abusi sui minori, il papa ha scritto una Lettera al Popolo di Dio, che era anche una richiesta di aiuto, nella quale troviamo questo passaggio impietoso, ma significativo al di l\u00e0 del motivo al quale si riferisce: \u201c\u00c8 impossibile immaginare una conversione dell\u2019agire ecclesiale senza la partecipazione attiva di tutte le componenti del Popolo di Dio. Di pi\u00f9: ogni volta che abbiamo cercato di soppiantare, mettere a tacere, ignorare, ridurre a piccole \u00e9lites il Popolo di Dio abbiamo costruito comunit\u00e0, programmi, scelte teologiche, spiritualit\u00e0 e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita\u201d (28 agosto 2018).<br \/>\nOra non si pu\u00f2 non osservare che affinch\u00e8 il Popolo di Dio possa svolgere una \u201cpartecipazione attiva\u201d, e aggiungeremmo adulta e consapevole, deve essere messo in condizione di conoscere, di capire, non solo le piccole e a volte insignificanti questioni della vita parrocchiale, ma anche le questioni che agitano la Chiesa universale. Sono questioni anche sue. E come scrive il papa non pu\u00f2 essere soppiantato, messo a tacere, ignorato o rappresentato da piccole \u00e9lites.<br \/>\n<em>Conoscere per partecipare attivamente<\/em><br \/>\nLa consultazione operata per giungere a questo Sinodo ha fatto emergere una consapevolezza dei problemi che ha sorpreso i Pastori. Chiamati ad affrontarli per ora hanno risposto che c\u2019\u00e8 bisogno di tempo, che occorre approfondire, che i tempi della Chiesa sono pi\u00f9 lenti di quelli della societ\u00e0. E si sono \u201caccorti\u201d che tra di loro esistono diversit\u00e0 di vedute in alcuni casi inconciliabili. Gi\u00e0 nel Sinodo sulla famiglia il papa aveva concluso: \u201cabbiamo visto che quanto sembra normale per un vescovo di un continente, pu\u00f2 risultare strano, quasi uno scandalo, per il vescovo di un altro continente\u201d. La sfida \u00e8 proprio questa: ricercare l\u2019unit\u00e0 nella diversit\u00e0.<br \/>\nPoich\u00e9 il porto della sinodalit\u00e0 sembra essere ancora lontano e non facile da raggiungere, se non si vuole dare spago ai profeti di sventura, sarebbe bene che tutti, proprio tutti (dal cardinale alla vecchietta che in fondo alla Chiesa recita il rosario), potessimo conoscere quali sono le tesi che si confrontano, quali le difficolt\u00e0\/divisioni che si devono superare, qual \u00e8 la posizione che una Chiesa (la propria) ha sostenuto in Sinodo.<br \/>\nSolo cos\u00ec il Popolo di Dio, non considerato come infante da non scandalizzare, pu\u00f2 maturare e rispondere ai ripetuti appelli del Vescovo di Roma per una partecipazione attiva.<br \/>\nCos\u00ec non \u00e8 stato per i lavori di questo Sinodo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indubbiamente il sinodo che si \u00e8 appena concluso e dedicato alla sinodalit\u00e0 (\u201cPer una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione\u201d) non \u00e8 stato un sinodo facile. 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