{"id":2816,"date":"2024-10-09T11:10:25","date_gmt":"2024-10-09T09:10:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2816"},"modified":"2024-10-09T11:10:25","modified_gmt":"2024-10-09T09:10:25","slug":"la-situazione-attuale-dl-punto-di-vista-politico-istituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2816","title":{"rendered":"La situazione attuale dl punto di vista politico istituzionale"},"content":{"rendered":"<p><em>Intervento all&#8217;incontro dei promotori del 22 giugno 2024<\/em><\/p>\n<p>1. \u00c8 lecito chiedersi, dopo due anni di governo italiano di destra-centro, in un contesto europeo segnato dal recente risultato delle elezioni per il parlamento europeo, che ha visto una consistente affermazione dei partiti destra, se ci sono pericoli per l\u2019assetto democratico disegnato dalla nostra Costituzione? Non genericamente per la democrazia, ma ripeto per la democrazia disegnata in Costituzione.<br \/>\nLa democrazia disegnata in Costituzione si fonda sui principi affermati negli artt. da 1 a 11 ed \u00e8 caratterizzata dalle libert\u00e0 e dai diritti affermati nella prima parte. L\u2019\u2019assetto istituzionale della Repubblica deve essere funzionale a realizzare il rispetto di quei principi e la tutela delle libert\u00e0 e dei diritti. Non vi pu\u00f2 essere contraddizione tra la prima parte e il modo con cui si costruiscono le istituzioni, quest\u2019ultimo non \u00e8 neutro rispetto alla possibile realizzazione effettiva di quanto prescritto nella prima parte.<br \/>\nL\u2019ordinamento originario della Repubblica si caratterizza per il potere diffuso e non accentrato, per la centralit\u00e0 del parlamento rispetto al governo, per le autonomie territoriali in un quadro di unit\u00e0 solidaristica, per la presenza di istituzioni di garanzia, in particolare la magistratura, per i limiti posti alla stessa sovranit\u00e0 popolare e dello Stato, limiti interni, il rispetto dei diritti e delle libert\u00e0, ed\u00a0 esterni ai sensi dell\u2019art .\u00a0 11 della Costituzione.<br \/>\nIn realt\u00e0 questo disegno in molti aspetti nel corso dei decenni trascorsi \u00e8 stato contraddetto dalle prassi, da quella che alcuni chiamano la costituzione materiale. Da tempo il Parlamento non \u00e8 pi\u00f9 centrale e il potere legislativo \u00e8 nei fatti esercitato dal governo, non solo con il ricorso alla decretazione d\u2019urgenza, ma con il costante restringimento degli spazi di discussione dei disegni di legge. In un articolo pubblicato sul Sole 24 ore del 7 giugno 2024, a firma di Marco Rogari, si riportano alcuni dati significativi, di fonte Servizio studi di Montecitorio, che dimostrano come il Parlamento abbia gi\u00e0 da alcune legislature perso molto del terreno delimitato dalla Costituzione a vantaggio del governo, dal quale arrivano crescenti ondate di decreti legge.\u00a0 Di iniziativa del governo sono oltre i 2\/3 delle leggi licenziate dalla camera. L&#8217;articolo segnala inoltre il fenomeno del monocameralismo alternato: nei primi diciotto mesi di legislatura tutti i decreti-legge e il 92% delle leggi sono state discussi in una sola Camera, rimanendo all\u2019altra solo l\u2019approvazione senza modifiche.<br \/>\nNon si tratta solo di questo. \u00c8 il caso di ricordare anche il procedimento di approvazione della legge di bilancio, una delle leggi pi\u00f9 importanti che riguardano la vita della Repubblica, da anni presentato dal governo, di qualsiasi colore, in prossimit\u00e0 della scadenza e con la sistematica proposta della questione di fiducia.<\/p>\n<p>2. Da anni il tema dominante \u00e8 quello del rafforzamento del potere di governo, nella convinzione molto diffusa che la soluzione politica ai problemi della societ\u00e0 attuale richieda soprattutto rapidit\u00e0 nelle decisioni e riduzione degli spazi di discussione, di confronto e di compromesso. Non si vuol negare che l\u2019Italia abbia da sempre un problema di debolezza dei governi, in relazione alla breve durata di essi e alla capacit\u00e0 di condizionamento dei piccoli partiti all\u2019interno di coalizioni pi\u00f9 ampie. Ma questa caratteristica potrebbe essere spiegata, anzich\u00e9 con l\u2019inadeguatezza del meccanismo istituzionale, con ragioni politiche, come la dispersione e frammentazione dei partiti e con l\u2019incapacit\u00e0 di operare sintesi efficaci. In ogni caso anche sul piano dei rimedi istituzionali si possono pensare soluzioni efficaci per rafforzare il governo, che non arrivino a stravolgere l\u2019equilibrio costituzionale tra governo e parlamento, gi\u00e0 compromesso nei fatti come abbiamo visto.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>La proposta del c.d. premierato ribalta il rapporto costituzionale originario governo parlamento; dietro di essa si intravede una concezione della democrazia ridotta all\u2019elezione periodica di un capo.<br \/>\nLa preoccupazione \u00e8 legittima, soprattutto se nulla si dice sul sistema elettorale che dovr\u00e0 accompagnare la riforma. Un\u2019altra conseguenza \u00e8 che si perder\u00e0 il ruolo del Presidente della Repubblica, una volta che questi sia privato del potere di nomina del Presidente del Consiglio.<br \/>\nIn proposito Sylvie Goulard, presidente dell\u2019Istituto franco-tedesco di Ludwisgburg vicino a Stoccarda, commentando in un\u2019intervista al Corriere della Sera dello scorso 12 giugno criticamente la decisione del Presidente francese Macron di sciogliere l\u2019assemblea nazionale e di andare a breve a nuove lezioni, ha fatto notare come quella decisione presa, prima ancora dei risultati definitivi e tenendo all\u2019oscuro persino il premier Gabriel Attal, mostri i rischi del sistema francese, \u201ccon un\u2019elezione diretta che d\u00e0 tutto questo potere, anche discrezionale, a un solo leader\u201d. Aggiungendo: \u201cDa francese ho sempre ammirato il vostro sistema, con un presidente della Repubblica sopra le parti che assicura stabilit\u00e0 e sguardo a lungo termine. Ci pensino gli italiani, quando riflettono sul premierato. Le elezioni dirette esaltano l\u2019ambizione dei singoli, ma poi rendono difficili le coalizioni e gli accordi politici sul fondo dei problemi\u201d.<\/p>\n<p>3.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Le autonomie territoriali sono pensate e scritte in Costituzione come una modalit\u00e0 di estensione della democrazia, di non concentrazione del potere, tuttavia in quadro di unit\u00e0, richiamato dall\u2019art. 5, \u201cLa Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali\u2026.\u201d.<br \/>\nInoltre, non vanno dimenticati i principi solidaristici espressi in Costituzione, quello dell\u2019art. 2 sui doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale, e quello dell\u2019art 3 capoverso 2 sul compito emancipatorio della Repubblica. Per venire alla discussione attuale sulla legge di recente approvazione sulla autonomia differenziata, il principio costituzionale dell\u2019autonomia non pu\u00f2 essere considerato prevalente sui principi appena richiamati, perch\u00e9, come osserva Michele Ainis su Repubblica del 20 giugno, le democrazie costituzionali sono pluraliste e i principi costituzionali si tengono in reciproco equilibrio. Questo equilibrio forse \u00e8 stato indebolito anni fa, nel 2001 quando \u00e8 stata approvata la riforma del titolo quinto della Costituzione, ampliando l\u2019elenco delle materie di legislazione concorrente Stato Regione, in relazione alle quali \u00e8 stata prevista la possibilit\u00e0 per le regioni di chiedere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Sulle conseguenze della recente riforma le opinioni sono polarizzate, come del resto sugli altri temi istituzionali in discussione, ma i timori che alla fine si tratti di una riforma che aumenter\u00e0 le disuguaglianze rimangono forti. Peraltro, molti osservatori hanno fatto e fanno notare da una parte come in realt\u00e0 il percorso previsto dalla legge per ottenere da parte delle Regioni questa forma di ulteriore autonomia sia molto lungo e complicato (cos\u00ec Paolo Becchi sul Sole 24 ore del 15 giugno La legge Calderoli \u00e8 veramente un aiuto per l\u2019autonomia differenziata? Ma anche Paolo Feltrin in una conferenza del gennaio 2024 riportata nella News Letter del Forum di Limena del marzo 2024) e dall\u2019altra come le risorse da destinare al finanziamento di essa siano scarse se non inesistenti.<\/p>\n<p>4.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Un elemento della democrazia disegnata in Costituzione \u00e8 costituito dalle istituzioni di garanzia, a cui spetta la tutela dei diritti e delle libert\u00e0 delle persone, e tra queste alla Magistratura, l\u2019ordine dei funzionari pubblici preposti all\u2019amministrazione della giustizia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Di quest\u2019ordine la Costituzione stabilisce l\u2019indipendenza e l\u2019autonomia e ne prevede un governo autonomo, il Consiglio Superiore della Magistratura, a composizione mista, magistrati, eletti dai magistrati, e giuristi eletti dal parlamento in seduta comune, nella proporzione di due terzi, magistrati, e un terzo, eletti dal parlamento. Dunque, un organo democratico e pluralista.<br \/>\nDell\u2019ordine giudiziario fanno parte sia i magistrati giudicanti sia i magistrati requirenti, i pubblici ministeri, a cui la costituzione riconosce il medesimo status di indipendenza e autonomia.<br \/>\nSu questo aspetto essenziale della concezione costituzionale originaria interviene il disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere. Che propone di creare due ordini, in luogo dell\u2019unico ordine giudiziario, l\u2019ordine dei giudici e l\u2019ordine dei pubblici ministeri, ciascuno dotato di un Consiglio superiore, composto da magistrati e da giuristi, individuati tramite sorteggio.\u00a0 Il disegno di riforma mostra di non considerare le ragioni della scelta del costituente del 1948 per un organo elettivo, quindi democratico e pluralista, e l\u2019importanza di queste caratteristiche ai fini di un governo autonomo, chiamato a garantire e tutelare l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza, della magistratura e di ogni magistrato. A mio avviso, la difesa del carattere rappresentativo della magistratura si lega alla questione pi\u00f9 generale della democrazia, perch\u00e9 sono legittime diverse visioni dell\u2019attivit\u00e0 giurisdizionale all\u2019interno dei principi costituzionali che la caratterizzano, cos\u00ec come sono legittime diverse visioni delle funzioni pubbliche, sempre all\u2019interno dei principi costituzionali, senza che una debba prevalere definitivamente sull\u2019altra.<br \/>\nSulla questione della separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti sono ovviamente legittime le opinioni diverse, vi sono apprezzabili ragioni per essere favorevoli e altrettante per essere contrari. Tra queste ultime ne andrebbe considerata la seguente. Una volta separato dall\u2019unico organo giudiziario, l\u2019ordine dei pubblici ministeri, dei funzionari cio\u00e8 titolari dell\u2019azione penale, capaci di iniziativa investigativa, non potrebbe rimanere a lungo senza un riferimento istituzionale di controllo. L\u2019esperienza degli altri paesi a noi vicini, dove vige la separazione, insegna che questo riferimento viene alla fine trovato nel potere politico, Parlamento o, pi\u00f9 probabilmente, Governo.<\/p>\n<p>5. Lasciando il piano delle riforme istituzionali, faccio qualche breve osservazione sull\u2019azione di governo in tema di ordine pubblico, sicurezza e diritto penale. Metto insieme cose diverse per ricavarne qualche considerazione.<br \/>\nQuesto \u00e8 un tempo in cui sono riprese, peraltro in misura molto contenuta rispetto ad altri paesi come la Francia, le proteste soprattutto dei giovani. Manifestano per la Palestina, per il dissesto climatico. La risposta governativa \u00e8 stata in qualche occasione di pura repressione, ricordo le cariche della polizia a Pisa di qualche mese fa\u2019. Ma al di la di questo o di simili, peraltro limitati, episodi, \u00e8 sembrato di cogliere nell\u2019atteggiamento almeno di alcuni esponenti di governo di fastidio per le proteste. Si deve allora ricordare che la manifestazione del pensiero e la libert\u00e0 di riunione in luogo pubblico sono diritti riconosciuti in Costituzione, il cui esercizio non dipende dal contenuto delle idee che si manifestano e meno che mai dal gradimento o meno di esse da parte delle variabili maggioranze del momento.<br \/>\nAd alcune manifestazioni di forte protesta in tema di dissesto climatico, come quelle messe in atto dagli attivisti di next generation, il Governo ha risposto con la previsione di nuovi reati e l\u2019aggravamento della pena in altri reati gi\u00e0 esistenti.<br \/>\nLa stessa strada di nuove reati e pene pi\u00f9 gravi \u00e8 stata scelta per il verificarsi di fatti anche gravi maturati in situazioni di degrado e marginalit\u00e0 sociale. Senza reale necessit\u00e0 di tale inasprimento.<br \/>\nPer restare nel campo del diritto penale, all\u2019inasprimento punitivo nelle materie citate si accompagna l\u2019opposto orientamento nella materia dei reati contro la pubblica amministrazione, con l\u2019abolizione del reato di abuso d\u2019ufficio, con il forte ridimensionamento del traffico di influenze, con la compressione dello strumento di indagine costituito dalle intercettazioni telefoniche, dalla limitazione alla conoscenza pubblica dei provvedimenti giudiziari.<br \/>\nInfine, non certo per importanza, il tema del carcere. Le condizioni di degrado umano di molti istituti, la frequenza impressionante dei suicidi di detenuti, la frequenza degli episodi di violenza in danno dei detenuti ad opera degli agenti di polizia penitenziaria, anche in istituti minorili, non hanno prodotto finora nessuna iniziativa significativa da parte\u00a0 di governo e maggioranza parlamentare.<br \/>\nTutto questo deve costituire allarme democratico? Forse \u00e8 esagerato trarre questa conclusione. Certo segnala l\u2019incapacit\u00e0 di vedere\u00a0 la realt\u00e0\u00a0 e di rispondere\u00a0 in modo da migliorare davvero la qualit\u00e0 della convivenza civile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento all&#8217;incontro dei promotori del 22 giugno 2024 1. \u00c8 lecito chiedersi, dopo due anni di governo italiano di destra-centro, in un contesto europeo segnato dal recente risultato delle elezioni per il parlamento europeo, che ha visto una consistente affermazione dei partiti destra, se ci sono pericoli per l\u2019assetto democratico disegnato dalla nostra Costituzione? 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