{"id":2772,"date":"2024-07-18T11:08:31","date_gmt":"2024-07-18T09:08:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2772"},"modified":"2024-07-18T11:10:48","modified_gmt":"2024-07-18T09:10:48","slug":"il-contributo-delle-religioni-alla-terza-guerra-mondiale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2772","title":{"rendered":"\u201cIl contributo delle religioni alla terza guerra mondiale\u201d"},"content":{"rendered":"<p><b>Introduzione al Convegno del 20.04.24<\/b><\/p>\n<p>Penso che tutti noi, in questi tempi difficili, stiamo faticosamente abituandoci a vivere in una situazione di precariet\u00e0, di minaccia e di impotenza, che aggiunge dimensioni nuove alle normali contingenze della vita, dimensioni che a me, negli ultimi tempi, hanno sembrato assumere una sapore vagamente biblico. E voglio sperare che siate a buon punto in questo cammino difficile, ma inevitabile, a cui cerchiamo di contribuire con occasioni come quella odierna. Sapendo che possiamo fare poco, quello che cerchiamo di fare \u00e8 almeno dare un senso, o interrogarci sul senso che pu\u00f2 avere per noi, quanto sta accadendo. In ogni caso questo \u00e8 l\u2019augurio che ci e vi facciamo noi del Forum di Limena.<br \/>\nC\u2019\u00e8 stato un evento spartiacque, quello del 24 febbraio 2022, che ha rapidamente cambiato il quadro delle speranze collettive: l\u2019invasione ingiustificabile di un paese europeo sovrano, da parte di un altro paese europeo e il successivo impiantarsi di ci\u00f2 che fino a ieri si riteneva impossibile, una guerra convenzionale in un contesto nucleare, quasi che si potesse fare la guerra anche in presenza del rischio atomico.<br \/>\nQuell\u2019evento ci ha fatto uscire dagli ottimismi di fine secolo sulla nuova era di pace \u201cperpetua\u201d, costringendoci a fare i conti ancora con il <i>permanere della guerra<\/i>. Chi ha creduto di doverli fare almeno\u2026, perch\u00e9 non tutti hanno considerato la durezza dell\u2019evento e molti tra di noi hanno preferito esorcizzarlo a parole. Come durante il Covid si diceva \u201candr\u00e0 tutto bene\u201d, oggi si ripete \u201cpace, pace\u201d.<br \/>\nQuesto evento &#8211; e quello che \u00e8 seguito in Palestina &#8211; ci hanno fatto uscire inoltre dall\u2019illusione che le religioni fossero ormai finalmente incamminate a diventare attori di pace: i cristiani almeno, pezzi importanti dell\u2019Islam, le \u201ctenere\u201d religioni asiatiche\u2026 che ci illudevamo essere pi\u00f9 tenere di quello che si stanno rivelando.<br \/>\nTra i soggetti impegnati oggi a preparare, legittimare, inasprire i conflitti e soprattutto a renderli non componibili vediamo emergere soggetti di natura religiosa. Paradossalmente, ma non tanto se si considera il passato delle religioni.<br \/>\nForse non le religioni nel loro insieme, nemmeno una religione presa isolatamente e nella sua interezza, ma parti pi\u00f9 o meno ampie di esse, gruppi, movimenti interni ed esterni alle religioni istituite. Per brevit\u00e0 li chiamiamo \u201ci fondamentalismi\u201d, che da un certo punto in poi si radicalizzano e si politicizzano, mentre le altre componenti religiose si spoliticizzano e si moderano. Le religioni stesse diventano una sorta campo di battaglia, o se non lo diventano \u00e8 semplicemente perch\u00e9 una parte non reagisce e lascia fare.<br \/>\nSe si prova allora a fare un bilancio grezzo del contributo netto delle diverse componenti religiose alla pace e alla guerra, si ha la sensazione che esso sia oggi in passivo. Che cio\u00e8 le componenti fondamentaliste siano pi\u00f9 attive ed efficaci di quelle orientate a costruire la pace. Quelli che dicono \u201cnon vi vogliamo in questa terra perch\u00e9 essa \u00e8 nostra e voi siete diversi; non vogliamo avere nulla a che fare con voi perch\u00e9 siete diabolici\u201d, sono molto pi\u00f9 determinati e efficaci nella loro azione di quelli che dicono \u201cfratelli tutti\u201d. Perch\u00e9? Solo perch\u00e9 distruggere \u00e8 pi\u00f9 agevole che costruire? Forse anche questo, ma non solo.<br \/>\nIl nostro convegno si propone di interrogarsi su questo sfondo pericoloso: sul perch\u00e9 le religioni, o parti di esse non trascurabili, entrano in guerra o vi rientrano. Ma anche sulle ragioni della debolezza di quelle istanze religiose che si sforzano di costruire la pace. Perch\u00e9 con questa debolezza \u00e8 davvero necessario fare i conti oggi, andando oltre le lamentele contro i cattivi guerrafondai che governano il mondo, che se solo ci ascoltassero\u2026 le guerre finirebbero domani stesso.<br \/>\nChe cosa c\u2019\u00e8 di nuovo in tutto questo? Si tratta di una novit\u00e0 o di un ritorno? Le religioni sono un attore di stabilizzazione o di destabilizzazione? Quali margini ci sono perch\u00e9 vi possa essere un contributo delle religioni, efficace, non ingenuo, non solo verboso, alla costruzione della pace mondiale?<br \/>\nE in questo quadro la nostra religione, cristiano-cattolica, in che modo ha fatto i conti con il nuovo contesto caratterizzato dal permanere della guerra; come sta reagendo, con quale forza, convinzione, chiarezza teologica, efficacia?<br \/>\nCi rendiamo conto che I temi di cui ci occuperemo oggi non sono di facile soluzione e non consentono di trovare risposte compiute. Ringrazio in particolare i teologi presenti, a questo riguardo, perch\u00e9 mi rendo conto che abbiamo chiesto loro di partecipare a un dibattito che a un certo punto si \u00e8 interrotto. La speranza che la pace universale fosse alle porte ha in qualche modo spinto a non ragionare pi\u00f9 su questi temi. E noi abbiamo chiesto loro di riprendere proprio questo cammino riflessivo.<br \/>\nPenso sarebbe gi\u00e0 un risultato individuare i nodi cruciali e indicare quelli per cui non abbiamo ora soluzioni gi\u00e0 confezionate e su cui occorrer\u00e0 lavorare ancora senza fingere di risolvere a parole ci\u00f2 che il precipitare degli eventi ci impone.<br \/>\nGrazie a tutti e buon lavoro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione al Convegno del 20.04.24 Penso che tutti noi, in questi tempi difficili, stiamo faticosamente abituandoci a vivere in una situazione di precariet\u00e0, di minaccia e di impotenza, che aggiunge dimensioni nuove alle normali contingenze della vita, dimensioni che a me, negli ultimi tempi, hanno sembrato assumere una sapore vagamente biblico. 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