{"id":2661,"date":"2024-02-16T09:54:00","date_gmt":"2024-02-16T08:54:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2661"},"modified":"2024-02-22T13:24:45","modified_gmt":"2024-02-22T12:24:45","slug":"a-proposito-delluso-del-termine-genocidio-e-della-causa-intentata-dal-sudafrica-contro-israele-presso-la-corte-dellaja","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2661","title":{"rendered":"A proposito dell\u2019uso del termine \u201cGenocidio\u201d e della causa intentata dal Sudafrica contro Israele presso la Corte dell\u2019Aja"},"content":{"rendered":"<p><b>Parole incaute<br \/>\n<\/b><b><\/b>In una intervista al Fatto Quotidiano del 3 gennaio 2024 l\u2019arcivescovo Ricchiuti, presidente di Pax Christi, non si \u00e8 fatto problema ad anticipare la sentenza che, non prima di molti mesi, verr\u00e0 emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia de L\u2019Aja, dichiarando che a Gaza \u00e8 in atto un \u201cgenocidio\u201d. Non contento egli ha inoltre aggiunto che il rapporto tra i palestinesi e gli israeliani uccisi \u00e8 ben superiore a quello di dieci a uno cui si atteneva l\u2019esercito tedesco in caso di rappresaglia&#8230; Con quale sensibilit\u00e0 per i reiterati sforzi di Papa Begoglio, volti a mantenere una posizione di equilibrio nel conflitto in Palestina, lascio a voi giudicare.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il segretario di stato Card. Parolin, in una franca intervista rilasciata alcuni giorni dopo la stesura di queste note, ha denunciato la \u201csproporzione\u201d tra le vittime dell\u2019una e dell\u2019altra parte, ma senza ricorrere alla parola \u201cgenocidio\u201d.<br \/>\n<b>Un argomento per supportare i conflitti geopolitici<br \/>\n<\/b>Si tratta evidentemente di una parola, quella di genocidio, che va usata con cautela. Come spiega J\u00e9r\u00f4me Gautheret<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/#m_-8107222115079594634_m_-1196998307824708619__ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> in uno dei due articoli qui riportati, in tempi recenti il ricorso ad essa, pi\u00f9 che sollevare una questione da valutare in sede giuridica, \u00e8 diventato uno degli argomenti cui si fa ricorso nei conflitti geopolitici e viene spesso utilizzato per giustificare l\u2019intervento militare<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/#m_-8107222115079594634_m_-1196998307824708619__ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>. Cos\u00ec \u00e8 stato nel caso dell\u2019intervento anglo francese in Libia nel 2011. Idem nel caso dell\u2019intervento russo in Ucraina, il quale sarebbe stato giustificato, secondo Wladimir Putin, dalla necessit\u00e0 di fermare il genocidio nel Donbass. Nel suo piccolo anche il vescovo Ricchiuti ha fatto un uso del termine assimilabile, ricorrendo ad esso come ad una clava semantica per rafforzare il suo sostegno alla causa palestinese.<br \/>\n<b>A muoversi \u00e8 un Paese simbolo della repressione coloniale<br \/>\n<\/b>Al di l\u00e0 di questo, \u00e8 assai interessante riflettere sulle ragioni che hanno spinto il Sudafrica a proporre la causa per genocidio contro Israele in relazione all\u2019intervento su Gaza. Forse anche voi vi sarete chiesti, cosa centrasse Pretoria e quali fini si proponesse. Lo spiega &#8211; mi pare abbastanza bene &#8211; Sylvie Kaufmann, editorialista di le Monde, nell\u2019altro articolo che segue.<br \/>\nAnche in questo caso si va ben oltre il mero procedimento legale. Forse noi lo abbiamo sottovalutato, ma il fatto che il caso contro Israele sia stato intentato da un paese come il Sud Africa, simbolo della repressione coloniale e della segregazione razziale, rappresenta un avvenimento di notevole portata storica. Come ha detto, giustamente dal suo punto di vista, Netanyahu: \u201c\u00c8 un mondo alla rovescia\u201d.<br \/>\n<b>Una sfida alla memoria occidentale<br \/>\n<\/b>Siamo in effetti in presenza di una denuncia del Sud del mondo, rivolta ad ampio raggio contro i criteri occidentali di superiorit\u00e0 morale. Essa tenta di mettere in discussione l&#8217;ordine mentale \u201coccidentale\u201d, ponendosi come una sfida a una memoria collettiva dominata dall\u2019Olocausto, cui viene apertamente contrapposta quella della colonizzazione, vissuta dai paesi del Sud. Gi\u00e0 nel 1948 lo scrittore Aim\u00e9 C\u00e9saire<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/#m_-8107222115079594634_m_-1196998307824708619__ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> osservava che l\u2019Occidente, mentre ha riconosciuto i crimini nazisti, non ha mai svolto una equivalente opera di commemorazione per i crimini della colonizzazione e la schiavit\u00f9.<br \/>\nEsemplare a questo riguardo \u00e8 stata di recente la reazione del presidente della Namibia, Hage Geingob, all\u2019offerta tedesca di difendere Israele di fronte alla Corte dell\u2019Aja, in ragione delle responsabilit\u00e0 tedesche nel crimine della Shoa. Opponendosi a questa iniziativa egli ha ricordato che, se \u00e8 per questo, i tedeschi (i coloni) si erano macchiati anche del primo genocidio del XX secolo, sterminando le popolazioni Herero e Nama nel 1904-1908 (dal 50 all\u201980% della popolazione assassinata). Lasciando intendere che a ci\u00f2 non era seguito un mea culpa paragonabile.<br \/>\n<b>Un luogo comune<br \/>\n<\/b>Questa dinamica Sud contro Nord \u00e8 stata galvanizzata dagli eventi successivi al 7 ottobre. A dispetto della sua definizione legale, la parola \u201cgenocidio\u201d \u00e8 diventata perci\u00f2 un luogo comune se si parla dei palestinesi di Gaza, mentre la situazione della Cisgiordania viene ricondotta alle memorie della colonizzazione. Questa operazione, pur intentata, non \u00e8 riuscita invece all\u2019Ucraina. E pi\u00f9 in generale la narrazione occidentale dell\u2019invasione russa ha ricevuto consensi molto limitati nei paesi del Sud.<br \/>\n<b>I buoni, come i cattivi, non stanno tutti dalla stessa parte<br \/>\n<\/b>A scanso di equivoci, non bisogna credere sia tutto oro quel che luccica. Le ragioni per cui il Sudafrica ha intentato la causa presso la corte dell\u2019Aja sono anche di altra natura e la sua posizione \u00e8 meno limpida di quello che potrebbe sembrare. Il partito al potere dal \u201994 (ANC) ha bisogno di rafforzare la propria presa e l\u2019attaccamento alla causa palestinese, gi\u00e0 proclamato da Nelson Mandela, serve anche a questo.<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span>Il Sudafrica, d\u2019altro canto, non si \u00e8 dimostrato sempre cos\u00ec attento sulle questioni del genocidio. In passato (2015) aveva ospitato il leader sudanese Omar Al-Bashir, ricercato per genocidio e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 da quella stessa corte penale cui oggi ci si rivolge in cerca di giustizia e lo aveva lasciato andare impedendone l\u2019arresto.<br \/>\nNelle ultime settimane inoltre il Sudafrica ha ricevuto Il generale Mohammed Hamdan Daglo (alias &#8220;Hemedti&#8221;), attualmente a capo di una delle parti in conflitto per la supremazia in Sudan, che \u00e8 noto internazionalmente per i massacri compiuti nel Darfur, anche di recente. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, tra le 10.000 e le 15.000 persone \u2013 principalmente della comunit\u00e0 Masalit \u2013 sono state uccise proprio dai paramilitari del generale Hemedti nella citt\u00e0 di El Geneina nel Darfur occidentale.<br \/>\n<b>Per concludere<br \/>\n<\/b>I rapporti internazionali non sono esattamente il luogo delle colombe immacolate. Meglio evitare perci\u00f2 quel genere di afasia da colpevolizzazione che prende noi occidentali ogni volta che il Sud ci mette davanti alle nostre responsabilit\u00e0 storiche e ai limiti dei modi con cui le abbiamo rielaborate. I buoni o i cattivi, come preferite, non stanno tutti dalla stessa parte. Al contrario, sono assai ben distribuiti. E quando possono prendere il randello dalla parte del manico\u2026<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAAJwAAAADCAYAAABmiGbbAAABdWlDQ1BrQ0dDb2xvclNwYWNlRGlzcGxheVAzAAAokXWQvUvDUBTFT6tS0DqIDh0cMolD1NIKdnFoKxRFMFQFq1OafgltfCQpUnETVyn4H1jBWXCwiFRwcXAQRAcR3Zw6KbhoeN6XVNoi3sfl\/Ticc7lcwBtQGSv2AijplpFMxKS11Lrke4OHnlOqZrKooiwK\/v276\/PR9d5PiFlNu3YQ2U9cl84ul3aeAlN\/\/V3Vn8maGv3f1EGNGRbgkYmVbYsJ3iUeMWgp4qrgvMvHgtMunzuelWSc+JZY0gpqhrhJLKc79HwHl4plrbWD2N6f1VeXxRzqUcxhEyYYilBRgQQF4X\/8044\/ji1yV2BQLo8CLMpESRETssTz0KFhEjJxCEHqkLhz634PrfvJbW3vFZhtcM4v2tpCAzidoZPV29p4BBgaAG7qTDVUR+qh9uZywPsJMJgChu8os2HmwiF3e38M6Hvh\/GMM8B0CdpXzryPO7RqFn4Er\/QcXKWq8UwZBywAAADhlWElmTU0AKgAAAAgAAYdpAAQAAAABAAAAGgAAAAAAAqACAAQAAAABAAAAnKADAAQAAAABAAAAAwAAAAAfSR0jAAAALklEQVQ4EWNgGAWjIUDHEGAE2bVgwYL\/dLRz1KoRGgIJCQng9DZCvT\/q7YEIAQDDvQQCDodgdQAAAABJRU5ErkJggg==\" alt=\"pastedGraphic.png\" \/><br \/>\n<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/#m_-8107222115079594634_m_-1196998307824708619__ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Giornalista francese, corrispondente italiano di Le Monde.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/#m_-8107222115079594634_m_-1196998307824708619__ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> L\u2019arti 1 della Convenzione sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio (9\/12\/1948) prevede l\u2019impegno a prevenire e punire questo crimine e quindi l\u2019obbligo ad agire, quando viene identificato un massacro che rientra nelle tipologia genocida.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/mail.google.com\/mail\/u\/0\/#m_-8107222115079594634_m_-1196998307824708619__ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a> Poeta, scrittore e politico originario della Martinica, assieme al senegalese L\u00e9opold S\u00e9dar Senghor e al guyanese L\u00e9on-Gontran Damas fu tra i creatori del movimento della n\u00e9gritude (negritudine).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parole incaute In una intervista al Fatto Quotidiano del 3 gennaio 2024 l\u2019arcivescovo Ricchiuti, presidente di Pax Christi, non si \u00e8 fatto problema ad anticipare la sentenza che, non prima di molti mesi, verr\u00e0 emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia de L\u2019Aja, dichiarando che a Gaza \u00e8 in atto un \u201cgenocidio\u201d. 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