{"id":2029,"date":"2022-04-14T17:49:04","date_gmt":"2022-04-14T15:49:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2029"},"modified":"2022-04-14T17:49:04","modified_gmt":"2022-04-14T15:49:04","slug":"il-conflitto-russo-ucraino-geopolitica-del-nuovo-disordine-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2029","title":{"rendered":"Il conflitto Russo-Ucraino. Geopolitica del nuovo (dis)ordine mondiale"},"content":{"rendered":"<p>Prover\u00f2 a parlare della guerra fra Russia e Ucraina da una prospettiva geo-politica pi\u00f9 generale, che interpella in modo forte l\u2019Italia e gli altri paesi occidentali. A mio avviso, i punti cruciali sono due: il contrasto fra le democrazie liberali e le cosiddette democrazie autoritarie, il ridimensionamento della globalizzazione. Partendo da queste due riflessioni, ragioner\u00f2 poi di politiche per la sicurezza.<\/p>\n<h3>Democrazie liberali e autoritarie<\/h3>\n<p>Come sappiamo le democrazie liberali sono basate sullo stato di diritto, sulla divisione dei poteri, in Italia sulla prima parte della Costituzione, sui diritti dell\u2019uomo, sulla libert\u00e0 di stampa, sul sistema parlamentare, sulle libere elezioni, sulla tutela delle minoranze, sulla libert\u00e0 religiosa e cos\u00ec via. Insomma, sono basate sulle tre parole chiave della rivoluzione francese: libert\u00e0, eguaglianza e fratellanza. Queste tre parole chiave vanno impastate fra loro, senza che una prevalga sull\u2019altra.<\/p>\n<p>Nelle democrazie autoritarie \u2013 per non parlare delle dittature vere e proprie \u2013 molti o tutti di questi principi non sono in atto. Basterebbe guardare a come sono state condotte le elezioni in Ungheria per averne la prova.<\/p>\n<p>Recentemente per\u00f2, le democrazie liberali sembrano indebolite al loro interno, specialmente a livello culturale. L\u2019idea \u00e8 che i loro stessi cittadini siano poco interessati alla libert\u00e0, siano presi solo dal consumismo, non siano pi\u00f9 disposti ad assumersi responsabilit\u00e0. Si diffonde inoltre l\u2019idea che la base culturale e storica delle democrazie liberali sia \u2013 in realt\u00e0 \u2013 illiberale, basata sul razzismo, sulla repressione delle minoranze, sul militarismo. Senza alcun serio ragionamento di contestualizzazione storica, si propone di abbattere monumenti, di cancellare i nomi delle vie&#8230; In fondo in fondo \u2013 si dice \u2013 le democrazie liberali non sono cos\u00ec diverse dai regimi autoritari. Anche qui domina il capitale e si accentuano le diseguaglianze, non si riesce a mettere in atto politiche lungimiranti, ad esempio non si riesce a contrastare seriamente il riscaldamento globale, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Noi critichiamo la democrazia liberale, ma poi succede che proprio chi non la vive la cerca disperatamente. L\u2019attacco della Russia contro l\u2019Ucraina \u2013 se si ascoltano i discorsi di Putin \u2013 \u00e8 basato sulla volont\u00e0 di impedire il consolidarsi in Ucraina di una democrazia liberale. Perch\u00e9 Putin e la sua cricca sono terrorizzati che questo possa accadere anche in Russia, dove in vent\u2019anni sono riusciti a costruire (o per meglio dire, a ricostruire) un ben oliato meccanismo di democrazia autoritaria.<\/p>\n<p>Vorrei riferirmi qui a quanto detto da Andrea Graziosi, uno dei maggiori storici contemporanei dei territori che costituivano l\u2019Unione Sovietica, in una bella intervista su Zapping (Radio Uno). Graziosi ha ribadito quanto sia falsa e fuorviante l\u2019immagine del patriottismo ucraino come \u201cnazionalismo\u201c aggressivo o, peggio ancora, neonazismo. Si tratta di una costruzione puramente propagandistica, che Putin fa nel solco della vecchia propaganda sovietica, basata su fatti remoti, che con la storia nazionale dell\u2019Ucraina degli ultimi trent\u2019anni non hanno niente a che vedere. \u00c8 invece strabiliante come in soli tre decenni il popolo ucraino abbia costruito una democrazia su un collante comune di tipo civile \u2013 non etnico, non linguistico, non di sangue. Hanno eletto un presidente di origini ebraiche, un ex primo ministro di origini ebraiche, hanno una memoria fondativa condivisa, il genocidio del 1932-33 (Holodomor), che li identifica non secondo una retorica violenta, bellicista, ma all\u2019opposto secondo una retorica di vittime, di perseguitati. Gli ucraini, essendo milioni di piccoli contadini, religiosi e nazionalisti, non erano considerati dai russi \u201caffidabili\u201d, mostrando di andare in direzione opposta ai piani sovietici. Allora i bolscevichi misero in piedi un programma di collettivizzazione forzata che si spinse ad affamare un\u2019intera popolazione. Questa politica caus\u00f2 la morte di almeno sette milioni di persone.<\/p>\n<p>La met\u00e0 russofona del paese si sente ucraina tanto quanto l\u2019altra met\u00e0, non va confusa con la categoria di \u201cnazionalit\u00e0 russa\u201c, e prova ne \u00e8 stata il fatto che quando, al secondo giorno dell\u2019invasione, Putin ha chiesto all\u2019esercito ucraino di sollevarsi contro il governo, non ha avuto riscontro. Aveva calcolato (molto) male il livello di fedelt\u00e0 repubblicana di quel paese. Pensava di prendere Kiev in tre giorni. Ha sottostimato la forza della giovane democrazia ucraina. Coloro che ripropongono la bufala del nazismo ucraino sono, a questo punto, colpevolmente ignoranti o ancor pi\u00f9 colpevolmente in malafede.<\/p>\n<p>Putin ha avuto il torto di credere realmente all\u2019idea della debolezza dell\u2019Occidente: non \u00e8 un caso che l\u2019invasione dell\u2019Ucraina sia avvenuta poche settimane dopo l\u2019uscita degli Usa e dei loro alleati dall\u2019Afghanistan, e dopo anni in cui i paesi occidentali non sono riusciti a venire a capo dei conflitti in Siria e in Libia, lasciando spazio alla Turchia e alla Russia. Finora, per\u00f2, sembra proprio che Putin abbia fatto male i suoi calcoli. Lui sperava di entrare a Kiev con le bandiere spiegate, mettendo su un governo fantoccio come in Bielorussia, ribadendo la supremazia di Mosca sugli stati vassalli. Invece, come ha ben detto Graziosi, l\u2019esercito ucraino e lo stato ucraino non si sono sciolti come neve al sole, come era accaduto all\u2019esercito e allo stato afgano. Inoltre, l\u2019Occidente si \u00e8 ricompattato, aiutando e armando l\u2019Ucraina. L\u2019esercito russo ha subito smacchi che sembravano impensabili. Esercito russo \u2013 peraltro \u2013 pessimamente organizzato, corrotto e mal guidato, come ha denunciato con forza Anna Politkovskaja, la coraggiosa giornalista assassinata a Mosca nel 2006 in circostanze \u2013 ovviamente \u2013 mai chiarite.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ha veramente colpito l\u2019Occidente non \u00e8 stata l\u2019aggressivit\u00e0 di Putin e della sua banda, ma la resistenza ucraina. C\u2019\u00e8 ancora gente disposta a morire per la libert\u00e0, come ce n\u2019\u00e8 stata in Italia ai tempi della guerra civile del 1943-45. Questo dovrebbe far comprendere a noi occidentali quanto preziosa sia la democrazia liberale, e quanto dobbiamo averne cura.<\/p>\n<h3>Una globalizzazione ristretta<\/h3>\n<p>Vorrei ora parlare di un altro punto a mio avviso cruciale, sempre di ordine geo-politico. Questa guerra, assieme alla pandemia, ci fa comprendere quanto rischiosa sia un\u2019economia basata sulla globalizzazione non regolata dei commerci, senza assumere anche una prospettiva di tipo etico e geopolitico. Come mai tanti paesi d\u2019Europa (e non solo d\u2019Europa) si sono legati mani e piedi alle materie prime importate dalla Russia? E come mai \u2013 come ci siamo accorti con le mascherine durante la pandemia \u2013 l\u2019Europa ha smesso di produrre alcuni beni essenziali, preferendo importarli dalla Cina o da altri paesi?<\/p>\n<p>Ovviamente la prima risposta \u00e8 di ordine economico. Gas, petrolio e grano russi sono pi\u00f9 convenienti rispetto a quelli prodotti in casa o importati da altri paesi. Lo stesso vale per mille prodotti fabbricati in Cina<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 una seconda risposta, meno scontata. L\u2019idea era che moltiplicando gli scambi commerciali, avremmo attirato sempre pi\u00f9 Russia e Cina nell\u2019orbita delle democrazie liberali. Come se la libert\u00e0 economica non possa che essere premessa alle libert\u00e0 politiche. Purtroppo le cose vanno in modo diverso. Non solo in Russia e in Cina, ma anche in gran parte dei paesi poveri i commerci possono accrescersi e prosperare, ma senza una parallela crescita delle libert\u00e0 civili. Anzi, quando in un paese vi sono materie prime e l\u2019organizzazione politica \u00e8 illiberale, spesso le materie prime sono una dannazione per la popolazione, che si impoverisce, mentre si arricchiscono le consorterie che comandano. E la nuova ricchezza pu\u00f2 generare nuove guerre.<\/p>\n<p>La globalizzazione va quindi maneggiata con cura. I commerci, la costruzione di imprese multinazionali, lo scambio di prodotti e i movimenti di persone vanno favoriti, ma senza mai dimenticare considerazioni di ordine geo-politico. Uno stato e un\u2019azienda non dovrebbero mai dipendere da un solo fornitore, come non dovrebbero mai avere un solo cliente. \u00c8 prudente accorciare le filiere produttive, per evitare di bloccare interi comparti produttivi per la mancanza di semilavorati. Inoltre, non si possono fare affari ignorando le possibili conseguenze nefaste sulle popolazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un grave errore aumentare a dismisura la dipendenza dagli idrocarburi russi solo perch\u00e9 erano pi\u00f9 convenienti. Ora l\u2019Europa versa alla Russia un miliardo al giorno, e parte di questo denaro viene utilizzato per condurre la guerra in Ucraina.<\/p>\n<h3>Dal disordine all\u2019ordine<\/h3>\n<p>Alla luce dei due punti precedenti, lo shock di questa guerra, che si \u00e8 sommato a quello della pandemia, mette in evidenza due punti fondamentali:<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 la necessit\u00e0 di preservare e difendere le democrazie liberali, perch\u00e9 sono la migliore organizzazione sociale che l\u2019uomo \u00e8 riuscito a dare alle societ\u00e0 complesse;<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 la necessit\u00e0 di rivedere le regole della globalizzazione.<\/p>\n<p>Questi due punti vanno declinati anche per affrontare le sfide poste dalla guerra di aggressione della Russia contro l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>Innanzitutto, l\u2019Ucraina va aiutata in tutti i modi, perch\u00e9 non \u00e8 retorica affermare che i soldati ucraini stanno combattendo anche per noi, e la popolazione dell\u2019Ucraina sta soffrendo anche per la nostra libert\u00e0. Purtroppo dobbiamo rileggere pagine della storia europea che sembravano sbiadite: \u201cE allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te\u201d. Lo scriveva Hemingway sulla guerra civile spagnola. Gli Ucraini han deciso di difendere la loro libert\u00e0, ed \u00e8 nostro dovere essere al loro fianco. Naturalmente non possiamo mettere a rischio il futuro dell\u2019umanit\u00e0 intera con un intervento diretto della NATO. Ma molto altro si pu\u00f2 fare per bloccare l\u2019esercito russo, convincendo Putin a intavolare serie trattative di pace. Perch\u00e9 Putin conosce solo il linguaggio dei rapporti di forza. Possiamo fornire aiuti militari e di intelligence. Possiamo aiutare i milioni di ucraini costretti a lasciare il loro paese. Possiamo raccontare nei media la guerra in modo obiettivo e corretto. Possiamo dare un futuro all\u2019Ucraina, accelerando il suo ingresso nell\u2019Unione Europea. E molto altro ancora.<\/p>\n<p>In secondo luogo, va finalmente costruita una credibile, efficace ed efficiente difesa europea. Non \u00e8 cosa facile, perch\u00e9 esige una cessione di sovranit\u00e0, come \u00e8 accaduto con l\u2019euro. Vanno quindi rafforzati i poteri di Commissione e Parlamento. Questa azione politica pu\u00f2 essere messa in atto solo in stretta connessione con gli USA, che oggi per la difesa spendono pi\u00f9 del doppio dell\u2019intera UE e del Regno Unito messi assieme, che pure hanno quasi 200 milioni di abitanti in pi\u00f9. Tuttavia, i rischi di involuzione autoritaria che abbiamo corso con Trump fanno comprendere l\u2019importanza di una forza autonoma di difesa, espressa dalle liberal-democrazie europee. E non possiamo illuderci che tutto ci\u00f2 sia a buon mercato.<\/p>\n<p>Il terzo punto sta nella necessit\u00e0 di diversificare le forniture di materie prime, specialmente quelle energetiche. Va inoltre accelerata la transizione verso le fonti rinnovabili. Senza commettere gli errori del passato, ad esempio, dipendendo quasi esclusivamente dalla Cina per la fornitura dei pannelli solari. E vanno superati i mille vincoli italici, che fanno s\u00ec \u2013 ad esempio \u2013 che il tempo medio per la concessione di un campo eolico offshore sia di sette anni invece dei sei mesi previsti dalla legge. Aggiungo anche l\u2019importanza per le imprese italiane di diversificare la clientela estera. Se tu vendi il tuo prodotto quasi solo ai russi, sei evidentemente esposto al ricatto del compratore e \u2013 come accade oggi \u2013 al rischio di sanzioni.<\/p>\n<p>Infine, per un paese come l\u2019Italia, che basa il suo benessere sulla manifattura, vanno accorciate le filiere produttive. Anche se nel breve periodo pu\u00f2 essere economicamente pi\u00f9 conveniente farsi arrivare i pezzi di una bicicletta da dieci stati diversi, per assemblarla in Italia, una procedura del genere espone a molti rischi, che possono portare al blocco della produzione di biciclette, come \u00e8 accaduto durante la pandemia. Meglio \u2013 specialmente per le produzioni strategiche per la salute e per la sicurezza \u2013 poter contare su filiere nazionali o interne all\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pandemia e guerra hanno sconvolto la nostra quotidianit\u00e0. Ci hanno costretti a mettere la geopolitica al centro dei nostri pensieri. Da questo punto di vista, le scelte etiche, economiche e politiche del prossimo futuro saranno fondamentali per dare speranza alla nostra democrazia e conservare il nostro benessere. Possiamo farlo, e dobbiamo farlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prover\u00f2 a parlare della guerra fra Russia e Ucraina da una prospettiva geo-politica pi\u00f9 generale, che interpella in modo forte l\u2019Italia e gli altri paesi occidentali. A mio avviso, i punti cruciali sono due: il contrasto fra le democrazie liberali e le cosiddette democrazie autoritarie, il ridimensionamento della globalizzazione. Partendo da queste due riflessioni, ragioner\u00f2 &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2029"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2031,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2029\/revisions\/2031"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}