{"id":2025,"date":"2022-04-14T17:48:37","date_gmt":"2022-04-14T15:48:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2025"},"modified":"2022-04-14T17:48:37","modified_gmt":"2022-04-14T15:48:37","slug":"contributo-di-roberto-tommasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=2025","title":{"rendered":"Contributo di Roberto Tommasi"},"content":{"rendered":"<p>Come Mounier \u2013 citato prima da Sandro, che ringrazio per il quadro giustamente aperto e problematico che ci ha offerto, fatto soprattutto di domande le quali per\u00f2 mostrano delle direzioni di ricerca per il pensare e per l&#8217;agire \u2013 anch\u2019io sto vivendo il tempo presente con una <em>coscienza lacerata<\/em>: questa guerra pericolosa, vicina a noi come non mai\u00a0 &#8211; almeno a me che, come molti, da quando sono venuto al mondo sono sempre vissuto in uno spazio di pace &#8211; e contrassegnata da una prepotenza cieca e da reiterati atti di efferata, oscena e gratuita crudelt\u00e0, crea in me sofferenza e incertezze nel pensare: pertanto le riflessioni che vi propongo sono anche interrogativi aperti e come tali ve li offro.<\/p>\n<p>1. Riferendosi a un intervento di Brunelli, Sandro ha parlato di \u201c<em>come fermare Putin<\/em>\u201d. Secondo me tuttavia l\u2019obiettivo, costruttivo di pace, che in quest&#8217;ora tutti dovremmo avere innanzi e sul quale dovremmo, ciascuno per sua responsabilit\u00e0 e parte, lavorare con impegno anche a prezzo di qualche sacrificio personale e comunitario, non \u00e8 e non pu\u00f2 essere semplicemente \u201ccome fermare Putin\u201d (una tale prospettiva non risulta piuttosto unilaterale e perci\u00f2 alla fine improduttiva se non controproducente in ordine al bene supremo della pace?), ma piuttosto \u201c<em>come fermare questa guerra?<\/em>\u201d; con ci\u00f2 che essa significa in termini di morti, di sofferenze e distruzione, di rottura di equilibri umani e sociali presenti e futuri. Questo chiede, attraverso il dialogo e negoziazioni, <em>sia<\/em> di convincere Putin e i suoi, <em>sia<\/em> di convincere coloro che sono gli aggrediti da Putin e i suoi (i quali in questi momenti si sentono nella necessit\u00e0 legittima di difendersi e stanno peraltro rispondendo all&#8217;aggressione in un modo che &#8211; se sono vere le ultime notizie &#8211; non \u00e8 solo \u2018di difesa\u2019, ma risposta simmetrica all&#8217;aggressione ricevuta fino a spingersi dentro il territorio dell\u2019aggressore) a volere, cercare e fare tutto il possibile per la cessazione della guerra, a garanzia di una convivenza pacifica. A tal fine occorre che si facciano avanti negoziatori terzi accreditati e autorevoli e occorre che la gente \u2013 della cui opinione i governanti non possono non tener conto \u2013 abbia il pi\u00f9 possibile a disposizione informazioni verificate (c&#8217;\u00e8 purtroppo del vero nel detto secondo cui la prima vittima di una guerra \u00e8 la verit\u00e0!) e capaci di far percepire la complessit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 in gioco sui vari fronti in modo da poter essere attenti all&#8217;evolversi continuo delle situazioni e al mutare degli scenari. Posto questo \u00e8 per\u00f2 del tutto evidente che il problema serio \u00e8 quello del come, del per quali vie raggiungere l&#8217;obiettivo individuato e auspicabile, e intraprendere nuovi sentieri di pace. Qui le interpretazioni, le ipotesi, le considerazioni sono legittimamente tante e differenti, come differenti sono gli elementi in campo; si tratta di trovare insieme (e in tempi che non lascino dilagare la morte e le aggressioni) percorsi comuni al fine di agire il pi\u00f9 possibile uniti nel perseguire lo scopo. Non contro qualcuno, ma per fermare la guerra e per la pace, che \u00e8 ben pi\u00f9 di assenza di guerra e non belligeranza. Pena il fallimento.<\/p>\n<p>2. Riconosciuto che non mi intendo di relazioni internazionali, n\u00e9 di geopolitica o affini se non nella misura in cui ogni cittadino pu\u00f2 saperne e capirne qualcosa, mi permetto di osservare che nei discorsi sin qui fatti tra noi non mi sembra siano stati evocati direttamente e con il peso che meritano i Paesi asiatici, africani e sudamericani. Potrebbe cos\u00ec sembrare che nel nostro discorso tutto si risolva in una questione \u201coccidentale\u201d, tra Russia, Ucraina, Europa\u2026 al massimo America. Sappiamo come quest&#8217;ultima gioca un ruolo \u2013 ai miei occhi non sempre cos\u00ec limpido &#8211; pi\u00f9 profondo e nascosto di quello che ci \u00e8 dato credere. Sarebbe un errore escludere quei Paesi o almeno quelli di essi che vogliono esserci. Le proporzioni di quanto sta accadendo gi\u00e0 ora in Ucraina sono infatti globali e toccano, pur se in modi e misure diversi, Paesi delle diverse latitudini del mondo. Pertanto altre grandi o meno grandi \u00abforze\u00bb operanti nel mondo accanto a noi occidente \u2013 fatta salva la loro libert\u00e0 di scegliere se e come mettersi in gioco &#8211; non vanno sottovalutate o escluse dall&#8217;impegno comune di fermare la guerra e di costruire un mondo pi\u00f9 pacificato. A fronte di un conflitto che ha un potenziale di allargamento possibile \u2013 Dio non voglia! &#8211; fino a correre il rischio di diventare <em>mondiale<\/em>, propiziare progressivamente e proporzionatamente un\u2019azione <em>mondiale<\/em> il pi\u00f9 possibile concertata in vista della pace appare potenzialmente decisivo. Qualche passo in questa direzione qualcuno lo sta timidamente tentando, ma si pu\u00f2 fare di pi\u00f9, pur consapevoli che gli interessi dei Paesi che possono essere disponibili sono in parte differenti e che, date queste diversit\u00e0, agire in modo sinergico per fermare la guerra sar\u00e0 un atto complesso, impegnativo e di lungo periodo. Nella difficile situazione che stiamo vivendo e nei tempi veloci in cui bisogna reagire qualche spunto utopico, qualche investimento di speranza e l&#8217;invenzione di qualche nuovo processo e categoria di pensiero ci vogliono per non ridurci a percorrere solo strade gi\u00e0 viste, spesso fatte di calcolo di interessi di parte che non sempre si sono rivelati alla fine cos\u00ec fruttuosi (ci\u00f2 non vuol dire che non si debba tenerne conto).<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Le cose che ho sin qui tentato di dire mi sembrano da confrontare con l\u2019idea di \u2018forza\u2019 che \u00e8 gi\u00e0 stata <em>en passant <\/em>evocata. Cio\u00e8 nel mezzo di questa situazione di guerra, che ci interpella cos\u00ec fortemente, diventa necessario misurarci col fatto che i rapporti tra gli esseri umani e tra le societ\u00e0 e gli stati sono rapporti che si giocano sul piano della forza(e) e del potere(i). Cosa che non \u00e8 in s\u00e9 n\u00e9 un bene, n\u00e9 un male: \u00e8 semplicemente un dato di fatto che pu\u00f2 giocare per il bene o il male (il bene supremo per l&#8217;umanit\u00e0 che \u00e8 la pace e la fraternit\u00e0 senza delle quali non si danno altri beni) e senza la considerazione del quale tutto si riduce a vuota retorica. Dicendo \u2018forza\u2019 (o &#8216;potere&#8217;) penso alle capacit\u00e0 e produzioni dell\u2019agire umano o della natura (attesa la differenza che contrassegna questi due tipi di azione) che influiscono sullo spazio umano e naturale. Nel caso delle guerre la forza mortifera che si scatena \u00e8 anzitutto il prodotto di azioni umane e di deliberazioni umane (individuali e collettive), prolungate\/amplificate da una serie di strutture sociali, economiche, militari, etniche, religiose ecc. che paiono in larga misura strumenti per l\u2019agire umano, ma sono anche e ad un tempo espansioni della capacit\u00e0 umana e si costituiscono in apparati che\u00a0 &#8211; in quanto ogni azione e produzione umana, una volta agita e prodotta da me\/noi, permane, agisce, produce oltre me\/noi, in parte recando in se la traccia del suo autore, in parte operando indipendentemente da esso e dalle sue intenzioni iniziali &#8211; si impongono all\u2019agire umano. Anche da questo punto di vista l\u2019agire umano non \u00e8 cos\u00ec <em>sovranamente<\/em> libero come si potrebbe pensare e la gestione delle azioni e interazioni e dei loro intrichi (come \u00e8 evidente nel caso di una guerra) diventa assai difficile da governare. A proposito di questa forza e pi\u00f9 ampiamente del gioco delle diverse forze in campo nello spazio del mondo (in quanto \u2018forza\u2019 di per s\u00e9 fa riferimento all\u2019ampio spettro delle diversificate espressioni dell&#8217;agire umano o della natura) quello che sta succedendo in Ucraina rende per me evidente che, anche se io\/noi (forse per garantirci una certa comodit\u00e0) pensiamo e viviamo pi\u00f9 o meno illuministicamente nell\u2019illusione che tale <em>forza<\/em> connessa all&#8217;umano sia originata e orientata da una base razionale e pertanto \u201cbuona\u201d (dalla ragionevolezza potremmo dire, o per dirla in termini pi\u00f9 cinici da dei calcoli che facciamo o si fanno in noi o possono fare gli altri) che permetterebbe e assicurerebbe il controllo di ci\u00f2 che accade, in realt\u00e0 nel gioco delle forze (anche di provenienza umana) non tutto \u00e8 sempre razionale; vi \u00e8 anche irrazionalit\u00e0 (il non razionale, il cieco): ad esempio chi pu\u00f2 dire che sia razionale \u2013 o non piuttosto folle &#8211; far soffrire e uccidere deliberatamente e addirittura in forme pianificate un uomo o una molteplicit\u00e0 di uomini con crudelt\u00e0 ed efferatezza immotivate? O che lo sia progettare e costruire un potenziale di armamenti, anche nucleari, capace di distruggere pi\u00f9 e pi\u00f9 e pi\u00f9 volte la vita umana esistente sulla terra? Tale irrazionalit\u00e0 dipende sia dal fatto che elementi imprevedibili e imponderabili si insinuano nella storia (si pensi a come uno, in base ai suoi calcoli, va in guerra convinto di vincere anche se poi non \u00e8 detto che le cose vadano cos\u00ec) e nella natura, sia dall\u2019evidenza che un ruolo di peso nella costruzione delle relazioni umane e delle interazioni tra i popoli viene esercitato dal gioco, spesso contrastato, delle volont\u00e0 di potenza individuali e collettive, con tutto ci\u00f2 che questo implica. Noi razionalmente possiamo ad esempio parlare e accordarci con Putin o con Zelensky o con altri, ma loro possono, magari anche perch\u00e9 devono anch&#8217;essi tener conto di altre volont\u00e0 accanto alla loro, fare subito dopo tutt\u2019altro da quanto accordato. Come si sta dimostrando. Tutto questo amplifica la seriet\u00e0 e la difficolt\u00e0 della situazione attuale. Qui per altro viene in luce qualcosa di ulteriore che ritrovo anche in papa Francesco: emerge che cosa si nasconde \u2013 usiamo una parola ingenua e semplificatrice \u2013 nell\u2019<em>animo dell\u2019uomo<\/em>. C&#8217;\u00e8, da l\u00ec scaturisce, come dicono anche le Scritture, la possibilit\u00e0 di bene e la possibilit\u00e0 di male, ovvero la capacit\u00e0 di improntare il proprio agire e la propria forza alla volont\u00e0 di accoglienza, di rispetto dell&#8217;altro e della sua libert\u00e0, di mitezza, di dialogo, di dono, di servizio, di edificazione, in una parola alla volont\u00e0 di vita oppure alla volont\u00e0 di dominio, di umiliazione dell&#8217;altro e della sua libert\u00e0, di arroganza, di odio, di sfruttamento, di pretesa di servirci della vita altrui, di distruzione, in una parola alla volont\u00e0 di morte. Il problema dell&#8217;etica va posto a questo livello piuttosto che sul semplice piano dei valori, perch\u00e9 per quanto riguarda i valori spesso e in particolare in situazioni come la guerra accade che ognuno si fa \u201csuoi\u201d i valori, quelli che gli fanno comodo e magari lo contrappongono all&#8217;altro: Putin e Zelensky, ad esempio, nei loro discorsi sbandierano i valori alla base dell\u2019azione che vogliono promuovere a prescindere che essi stessi ci credano o meno. Il problema non \u00e8 pertanto quello di riaffermare i valori come realt\u00e0 oggettive o semplicemente consolidate\/tramandate in una tradizione sociale, ma quello di costruire un&#8217;etica della responsabilit\u00e0 e del conseguente rischio con cui, nelle nostre scelte e decisioni, giochiamo e ci giochiamo per la vita o per la morte, per il bene o per il male, per l&#8217;umanit\u00e0 o la disumanit\u00e0. In ci\u00f2 \u00e8 convocata la coscienza e la libert\u00e0 di ognuno di noi. In proposito da cittadino io trovo una guida al discernimento nella Costituzione del mio Paese e nel diritto internazionale (per quanto debole); da cristiano, non posso non affidarmi e affidare l&#8217;umanit\u00e0 alla testimonianza di Cristo, il Dio incarnato che nella sua vita e nella sua tragica morte in croce, spese per riunire gli uomini, rispondendo alla prepotenza e all&#8217;odio di chi gli stava togliendo la vita, ha manifestato la sua mite potenza e forza rischiando e donando la propria vita nel rispondere al male col bene, all&#8217;offesa suprema con il perdono, all&#8217;infliggimento della morte con il dono della vita a tutti, anche al suo infliggitore. Sappiamo che quella del Cristo \u00e8 una testimonianza unica, resa a Dio e al mondo, spesso ignorata e disattesa, ma che sta salda in ogni tempo e luogo e giorno per giorno diventa vivente e vitale in chi l&#8217;accoglie con umilt\u00e0 sprigionando la sua forza riconciliatrice.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quello che stiamo vivendo, per le caratteristiche di ci\u00f2 che \u00e8 in gioco, \u00e8 un passaggio critico; critico non nel senso catastrofico del termine, ma in quello dell&#8217;accadere di una trasformazione inattesa (ma forse preparata da tempo) dei rapporti tra i singoli e i popoli \u00e8 l&#8217;ora che ci chiede di aprirci al nuovo e di mettere in campo una nuova capacit\u00e0 di discernimento, di pensiero e di azione per trovare \u2013 anche con uno sforzo di immaginazione &#8211; le vie per fermare la guerra e preparare un futuro di pace e tranquillit\u00e0. Cio\u00e8 per bloccare, per oggi e per domani, l&#8217;uccisione di molti uomini, donne e bambini, aggredite o aggressori, per la mano armata di altre persone, di fratelli che non riescono a riconoscersi tali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come Mounier \u2013 citato prima da Sandro, che ringrazio per il quadro giustamente aperto e problematico che ci ha offerto, fatto soprattutto di domande le quali per\u00f2 mostrano delle direzioni di ricerca per il pensare e per l&#8217;agire \u2013 anch\u2019io sto vivendo il tempo presente con una coscienza lacerata: questa guerra pericolosa, vicina a noi &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2025"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2025"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2025\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2027,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2025\/revisions\/2027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2025"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2025"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2025"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}