{"id":1914,"date":"2022-03-21T18:49:10","date_gmt":"2022-03-21T17:49:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1914"},"modified":"2022-03-21T18:49:10","modified_gmt":"2022-03-21T17:49:10","slug":"ernesto-galli-della-loggia-si-scrive-carneficina-ma-si-legge-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1914","title":{"rendered":"Ernesto Galli della Loggia: &#8220;Si scrive carneficina ma si legge resistenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Corbellerie italiche, crisi dell&#8217;Occidente e quella losca idea di trattare con Putin senza mandare armi: lo storico ci spiega perch\u00e9 &#8220;essendo gli ucraini quelli che resistono sono loro i padroni della trattativa.<\/p>\n<p><em>Professor Galli della Loggia, questa \u00e8 un\u2019intervista sul cosiddetto \u201crealismo\u201d. Quelli che dicono \u201ca che serve prolungare la carneficina\u201d, anche mandando armi all\u2019Ucraina, meglio trattare con Putin. \u00c8 semplicemente una riedizione dello spirito di Monaco o qualcosa di pi\u00f9 complesso?<\/em><\/p>\n<p>Diamo un nome alle cose. La carneficina si pu\u00f2 chiamare anche resistenza. A che serve la resistenza? A logorare le forze del nemico, cosa che mi pare stia accadendo. Se i russi non sono l\u00ec a dettare le condizioni \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata la carneficina. E combattere implica anche che si possa morire, ma vale per entrambe le parti. Sappiamo poco dei numeri della carneficina dei russi che per\u00f2 pesa eccome, perch\u00e9 Putin non pu\u00f2 sopportare pi\u00f9 di tanto i morti, senza che qualcosa inizi a scricchiolare, come trapela a proposito di segnali di insofferenza interni anche nell\u2019organismo militare.<\/p>\n<p><em>Sempre l\u00ec si torna, alla resistenza come presupposto della trattativa.<\/em><\/p>\n<p>Qui c\u2019\u00e8 un punto veramente bislacco su questo \u201ctrattiamo\u201d, senza che peraltro Putin sembri averne molte intenzioni. Essendo gli ucraini quelli che resistono sono loro i padroni della trattativa. Sono loro che bisogna ascoltare prima di avviare qualunque trattativa. Si pu\u00f2 immaginare che qualcuno tratti a nome loro, i quali peraltro \u00e8 da giorni che con i russi trattano, con i risultati che vediamo? In verit\u00e0 l\u2019idea, per come \u00e8 formulata, sottintende una cosa loschissima: noi trattiamo con Putin per ridurre il nostro aiuto alla resistenza. Cos\u00ec gli ucraini, indeboliti, sono in qualche modo costretti a cedere e noi facciamo bella figura.<\/p>\n<p><em>Ci vede anche un eccesso di \u201cpoliticismo\u201d, anche molto italiano, neanche fosse una crisi di governo? \u201cMandiamo la Merkel\u201d, \u201capriamo il tavolo\u201d, che poi non si capisce perch\u00e9 dovrebbe riuscire la Merkel dove non ce l\u2019hanno fatta Scholz e Macron.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 un eccesso di politicismo, sono pure corbellerie. Perch\u00e9 la Merkel dovrebbe accettare, col rischio di andare a sbattere contro un muro e giocarsi immagine e storia personale? E poi perch\u00e9 dovrebbe riuscire dove altri hanno fallito, peraltro senza rappresentare pi\u00f9 neanche la Germania? Perch\u00e9 sa il russo? E perch\u00e9 mai il cancelliere socialdemocratico in carica dovrebbe mandare lei, la sua ex principale avversaria politica, perch\u00e9 dovrebbe regalare un eventuale successo alla Cdu? Lei capisce: parole in libert\u00e0.<\/p>\n<p><em>Lei ha detto una cosa importante: sono gli ucraini i titolari del proprio destino. Quanto impatta la cultura del benessere, intesa come predisposizione a una lettura materialistica del conflitto, nel sentirci noi padroni del loro? Voglio dire: l\u2019altra sera da Lilli Gruber era ospite un tennista ucraino, che \u00e8 stato numero 31 del mondo, non ha mai preso una pistola in mano e si \u00e8 arruolato, pur non sapendo sparare, in nome della libert\u00e0, bene non negoziabile.<\/em><\/p>\n<p>Questo esempio che lei fa riguarda innanzitutto il tema della coesione e della cultura nazionale. Il tennista va l\u00ec anche perch\u00e9, se non impugna le armi, quando torna a impugnare una racchetta su un campo ucraino deve fuggire sotto una valanga di fischi. \u00c8 il sentirsi nazione, comunit\u00e0 di destino. Poi c\u2019\u00e8 il tema della cultura della virilit\u00e0: gli uomini combattono, le donne stanno a casa o mettono in salvo i bambini, una cultura che contraddice un secolo dei nostri discorsi sul gender. Per noi, che concepiamo solo il diritto di vivere \u00e8 inconcepibile il dovere di combattere e del coraggio fisico, anche rischiando di farsi ammazzare. E qui l\u2019elemento fondamentale \u00e8 la religione: se credi in Dio muori pi\u00f9 facilmente. Se togli la trascendenza divina dalla cultura diffusa di una societ\u00e0 anche per gli atei rischiare di morire diventa pi\u00f9 difficile perch\u00e9 i valori sono un universo complesso nel quale in qualche modo si tengono tutti assieme: la libert\u00e0 non si mangia, \u00e8 qualcosa di trascendente e il martirio ha un cot\u00e9 religioso. Tutta la storia culturale degli ultimi due secoli viene messa alla prova.<\/p>\n<p><em>Domanda vasta: quanti punti di Pil siamo disposti a sacrificare per la libert\u00e0, percependo la loro libert\u00e0 come la nostra, al netto della retorica del siamo tutti ucraini? Resistenza o bollette?<\/em><\/p>\n<p>Bella domanda. A giudicare dal discorso che abbiamo fatto, direi pochissimi punti. Viviamo in una cultura politica dominata dall\u2019economia e ad essa subalterna. I valori forti, ideologici \u2013 libert\u00e0, democrazia \u2013 sono stati cancellati mentre la delega a difenderli \u00e8 stata assegnata al mondo anglosassone. Una cosa come l\u2019Ucraina implica una riconversione brutale che ci trova impreparati totalmente.<\/p>\n<p><em>Insomma professore, trent\u2019anni dopo l\u201989 e l\u2019illusione della \u201cfine della storia\u201d si ripropone il tema di un nuovo ordine mondiale.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un cambio di paradigma. Il Covid prima e l\u2019Ucraina poi fanno crollare l\u2019utopia del mondo globalizzato: un mercato che si regola solo sulla base della domanda e dell\u2019offerta, dove si pu\u00f2 mettere da parte la politica. E invece il mercato dipende dalla geopolitica, non solo dalle merci. Questo il punto: se l\u2019energia non ha un prezzo di mercato ma politico, la costruzione liberista sul dominio del mercato va a farsi friggere. Esistono i paesi, gli Stati, la politica, non solo l\u2019economa.<\/p>\n<p><em>All\u2019impreparazione di cui parla contribuisce anche il presentismo di cui \u00e8 imbevuta la societ\u00e0 attuale per cui tutto si deve consuma in 24 ore, siamo disabituati ai tempi lunghi, ai processi storici complessi?<\/em><\/p>\n<p>Assolutamente. La clamorosa perdita dalla memoria e della dimensione storica del problema non \u00e8 solo un segno dei tempi, ma \u00e8 dovuta anche alla catastrofe delle nostre istituzioni scolastiche, con particolari responsabilit\u00e0 della destra che ha ridotto le ore di storia dall\u2019istruzione scolastica e cancellato la geografia. Pensi: nel momento del trionfo della geopolitica! Si parlava di \u201cMonaco\u201d: ma in quanti sanno che cosa capit\u00f2 a Monaco, che cosa significa? Se non conosci la storia del tuo paese e quella del mondo \u00e8 tutto schiacciato sul presente, non sai da dove vengono e cose di cui oggi godi, non senti il bisogno di difenderle.<\/p>\n<p><em>Lei ha scritto: \u201cLa libert\u00e0 dell\u2019Ucraina fa paura a Putin\u201d. Cio\u00e8, dice, tra le ragioni dell\u2019invasione non c\u2019\u00e8 la presunta estensione della Nato, ma il fatto che l\u2019Ucraina, la democrazia ucraina, rappresenta il \u201ccattivo esempio\u201d, che reca in s\u00e9 il rischio del \u201ccontagio della libert\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, certo, anche questo spiega l\u2019ira funesta che non ci fu ai tempi dell\u2019adesione alla Nato di Estonia, Lituania, Lettonia, Paesi baltici. Pi\u00f9 in generale la questione \u00e8 questa: la Russia, dopo il crollo del comunismo, ha conosciuto una gigantesca catastrofe geopolitica. Ha perduto territori, che si sentono attirati dalle democrazie occidentali e dal modello dei consumi, si \u00e8 vista crescere al proprio confine la gigantesca potenza cinese. Abituata a considerare la sua gigantesca spazialit\u00e0 come determinante nel suo potere, quasi della sua identit\u00e0 storico-politica, si \u00e8 vista messa in discussione in misura irreparabile.<\/p>\n<p><em>Solo \u201cspazialit\u00e0\u201d o c\u2019\u00e8 anche una dimensione \u201cideologica\u201d in senso stretto in questa guerra? Che non ha a che fare con l\u2019Urss, infatti Putin, proprio sull\u2019Ucraina, ha sancito una discontinuit\u00e0 rispetto a Lenin, ma che comunque parte dal rifiuto della democrazia.<\/em><\/p>\n<p>La politica di potenza \u00e8 l\u2019unica che la Russia concepisce. Dopo il \u201991 avrebbe dovuto fare i conti con la modernit\u00e0 tecnologica, e abbandonare il potere come pura spazialit\u00e0. Insomma: alla Russia \u00e8 mancato Deng Xiaoping e, invece di seguire la via di una modernizzazione tipo cinese, \u00e8 diventata una specie di Arabia Saudita dell\u2019Est, che punta ancora e sempre su materie prime e potere militare. Guardi l\u2019iconografia delle leadership, di Putin e Zelensky, ad esempio. Uno si fa la croce in una chiesa che se la prende con i gay, fa i bagni con l\u2019acqua gelata, combatte contro un orso, cose arcaiche. Zelensky invece \u00e8 una specie di Woody Allen ucraino.<\/p>\n<p><em>E quanto c\u2019\u00e8 di ideologico anche nel pacifismo, dove sta avvenendo una saldatura tra russofilia della destra populista e vetero-sinistra, per cui l\u2019imperialismo \u00e8 sempre americano e, se non c\u2019\u00e8 quello, diventa neutralismo il neutralismo. Il \u201cn\u00e9 n\u00e9\u201d, \u201cn\u00e9 con la Nato, n\u00e9 con Putin\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 ideologia, ormai \u00e8 muffa ideologica. \u00c8 la saldatura tra reducismo di certa sinistra e la miseria politica della destra. Ma come si pu\u00f2 pensare che diventare amico di Putin ti assicura un qualsiasi avvenire politico in Occidente? Io capisco che se uno lo fa per soldi o affari, allora pu\u00f2 essere un ottimo investimento, ma se lo fai come investimento politico ci sta che, quando metti il naso fuori d\u2019Italia, quando vai in Polonia, come minimo ti danno del buffone. C\u2019\u00e8 un elemento di primitivit\u00e0 ideologica in questo sbandamento italiano per Putin.<\/p>\n<p><em>Quanto le leadership in questa storia determinano i fatti e quanto invece i fatti stanno determinando le leadership? Quella di Zelensky dalla resistenza, Biden che torna alto nei sondaggi da un nuovo protagonismo dopo il ritiro dall\u2019Afghanistan, la debolezza dell&#8217;Europa al contrario.<\/em><\/p>\n<p>Sono discorsi complicati. Di una cosa per\u00f2 sono sicuro: che se a Kiev invece di Zelensky ci fosse stato Mariano Rumor le cose sarebbero andate molto diversamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corbellerie italiche, crisi dell&#8217;Occidente e quella losca idea di trattare con Putin senza mandare armi: lo storico ci spiega perch\u00e9 &#8220;essendo gli ucraini quelli che resistono sono loro i padroni della trattativa. Professor Galli della Loggia, questa \u00e8 un\u2019intervista sul cosiddetto \u201crealismo\u201d. 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