{"id":1788,"date":"2021-10-14T15:52:36","date_gmt":"2021-10-14T13:52:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1788"},"modified":"2021-10-14T15:52:36","modified_gmt":"2021-10-14T13:52:36","slug":"la-ricerca-di-un-nuovo-equilibrio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1788","title":{"rendered":"LA RICERCA DI UN NUOVO EQUILIBRIO"},"content":{"rendered":"<p>Fede e Politica sono due espressioni complementari del genere umano.<\/p>\n<p>La discussione su quale debba essere il rapporto legittimo fra fede e politica \u00e8 spesso caratterizzata da un perimetro indefinito e pregiudizi ideologici. Per condurre una analisi che mira alla condivisione del metodo, senza nessuna pretesa di convergenza sulle conclusioni, partiremo da un cardine\/vincolo comune: la nostra Costituzione. Come di recente autorevolmente ribadito, l\u2019Italia \u00e8 uno stato laico.\u00a0 Pur senza usare il termine laico<em>,<\/em> all\u2019articolo 7 si statuisce che: <em>Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani<\/em> e l\u2019art 8 cita: <em>Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge\u2026hanno diritto di organizzarsi\u2026in quanto non in contrasto con l\u2019ordinamento giuridico<\/em>. Criteri simili li ritroviamo anche nelle Carte di altri Paesi a matrice democratica come Francia e Stati Uniti; \u00e8 dunque un pilastro culturale dell\u2019area occidentale che non va rimesso in discussione. Questa laicit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 spesso utilizzata per giustificare posizioni negazioniste a che ci sia una attivit\u00e0 politica militante dei cattolici e questo ci pare un sillogismo, una conclusione arbitraria. Infatti, due sono gli aspetti da sottolineare: uno abilitante ed uno limitante.\u00a0 Quello abilitante \u00e8 che ogni organizzazione (e dunque anche i cattolici ma non solo e persino il singolo) ha diritto a perseguire i precetti della propria fede e dei relativi valori; quello limitante \u00e8 che le proprie azioni non contrastino le norme o limitino gli stessi diritti ad altri. E\u2019 la base della democrazia. La laicit\u00e0 dello Stato (ovvero la neutralit\u00e0 in campo religioso) non pu\u00f2 immaginare che portatori di valori comuni rinuncino ad una loro declinazione politica.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 un <em>vulnu<\/em>s, qualcuno arriva a dire una iattura, che i cattolici non riescano a coagularsi attorno ai loro valori tradizionali per sviluppare una azione politica anche solo mediata. Ci sarebbe bisogno di una serena analisi del perch\u00e9; ignorare l\u2019origine dello <em>status quo<\/em> non consente una azione consapevole. Senza entrare in troppi dettagli, negli ultimi decenni la politica nazionale ha subito una continua emorragia di valori; come conseguenza abbiamo avuto un drammatico ridimensionamento degli orizzonti progettuali. Per fare un esempio, sono sparite le scuole di partito ed in parallelo si \u00e8 selezionata una classe politica adeguata ai tempi (<em>l\u2019incompetenza al potere<\/em>); e forse non sar\u00e0 per caso se ci ritroviamo con 2.700 miliardi di euro di debito pubblico. Il rimedio ad una emorragia non pu\u00f2 che essere una trasfusione (di valori e ideali).<\/p>\n<p>Il momento di profondi cambiamenti che stiamo attraversando (non solo in Italia) suggerisce che sia proprio questo il momento per cercare di recuperare il senso di comunit\u00e0 dei cattolici, vincendo i distinguo e stringendosi attorno ai pi\u00f9 profondi motivi di inclusione.\u00a0 Fra l\u2019altro l\u2019attuale quadro politico dimostra difficolt\u00e0 crescenti nel gestire la rappresentanza preso com\u2019\u00e8 a tenaglia fra fragilit\u00e0 intrinseche e sfide epocali\/globali (web\/digitale) che nessuno \u00e8 ancora preparato a gestire in maniera compiuta. Ma attenzione: la chiamata a raccolta dei cattolici deve avere in agenda come punto qualificante ed aggregante la delega di rappresentanza politica; a motivazione basterebbe elencare quello che abbiamo perso per ignavia scivolando verso un agnosticismo morale o che non osiamo pi\u00f9 sperare: una Politica partecipata ed esercitata dai cittadini in spirito di servizio.<\/p>\n<p>La politica \u00e8 una necessit\u00e0 organizzativa della societ\u00e0; praticarla dovrebbe essere un\u2019ambizione ed un onore di ogni cittadino al pari dell\u2019esercizio delle arti e professioni pi\u00f9 nobili. Fermo restando che i cattolici non sono i soli depositari di valori e modelli di vita virtuosi, il perch\u00e9 ed il come realizzare questo riavvicinamento fra Fede e Politica \u00e8 materia complessa e delicata da trattare. Pochi dubbi che si debba: \u00e8 indispensabile la partecipazione pi\u00f9 ampia alla gestione della cosa pubblica, potendo fra l\u2019altro contare sulla infinita gamma di livelli di coinvolgimento secondo vocazione e competenze. Ancorch\u00e9 non vadano sottovalutate le difficolt\u00e0 oggettive come, per esempio, gli equilibri consolidati che possono dare l\u2019impressione, persino ai cattolici, che si rischi di perdere qualcosa a tentare di modificarli; da cui potrebbe derivare con buona probabilit\u00e0 di essere fatti oggetto persino da fuoco amico. \u00c8 il momento non solo di ri-formare ma, come dice qualcuno di pi\u00f9 autorevole, di tras-formare; avendo ben presente che \u00e8 un programma con ritorno a lungo termine mentre il confronto \u00e8 con una politica corrente che premia (o almeno promette) a vista.<\/p>\n<p>Qualche parola sul come. Oggi abbiamo visto che c\u2019\u00e8 una grande voglia di cambiamento; non entro nel merito sulle sue origini; sta di fatto che in maniera repentina si riescono a spostare masse elettorali notevoli. Voti che si muovono spesso in maniera erratica ma che difficilmente si fidelizzano mettendo radici durature. Il progetto di riaggregare i cattolici attorno ad una base valoriale comune che potrebbe avere una spendibilit\u00e0 politica \u00e8 una cosa diversa ma che comunque con questi modelli di generazione del consenso di oggi deve fare i conti. In itinere, esistono diversi progetti che tentano di lavorare in questa direzione; ciascuno con le sue specificit\u00e0 che sfidano il rischio di polverizzazione e mancanza di significanza oggettiva. C\u2019\u00e8 chi parla di federare queste iniziative non osando pensare di fonderle. A mio avviso occorre creare una piattaforma snella di pochi punti\/significativi\/qualificanti; fondarla su una \u201claicit\u00e0 programmatica\u201d capace di includere chi persegue gli stessi ideali pur partendo da basi culturali diverse. E\u2019 necessario mettere in campo strumenti, risorse nuove e quelle dormienti che consentano il raggiungimento di una massa critica capace di testimoniare efficacia\/credibilit\u00e0 dell\u2019iniziativa. E\u2019 vero, siamo in una epoca di dispersione e personalismi ma comunque ancora oggi gli individui sentono la necessit\u00e0 di ricercare un senso di appartenenza da cui sentirsi sostenuti e protetti; a patto che siano soddisfatte due condizioni minime: che siano coinvolti in qualcosa di concreto che dia un ritorno morale e, possibilmente, anche materiale; che si sentano protagonisti. Il mondo dell\u2019impresa che vince ha scoperto da tempo il concetto di partecipazione che sostiene e premia non solo con enunciati di principio ma in concreto con la condivisione di programmi\/responsabilit\u00e0\/ritorni che, ai miopi, pu\u00f2 sembrare una perdita di sovranit\u00e0 ma che invece \u00e8 l\u2019unica strada per vincere la sfida globale. Magari anche la Politica un giorno riuscir\u00e0 a trovare la maniera per aprire le porte, sembra un paradosso, a chi rappresenta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fede e Politica sono due espressioni complementari del genere umano. La discussione su quale debba essere il rapporto legittimo fra fede e politica \u00e8 spesso caratterizzata da un perimetro indefinito e pregiudizi ideologici. 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