{"id":1729,"date":"2021-07-01T12:16:36","date_gmt":"2021-07-01T10:16:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1729"},"modified":"2021-07-01T13:16:11","modified_gmt":"2021-07-01T11:16:11","slug":"fedi-e-politiche-al-plurale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1729","title":{"rendered":"Fedi e politiche (al plurale)"},"content":{"rendered":"<p>Ho fatto in tempo a vivere il fervore delle discussioni su \u201cfede e politica\u201d negli anni \u201970 e \u201880. Conservo ancora un po\u2019 di testi su questo tema, con questo esatto titolo (che non ho mai pi\u00f9 sentito il bisogno di prendere in mano, e non lo far\u00f2 ora). E non riesco a sfuggire alla sensazione che si tratti di un dibattito \u2013 come molti di quei tempi \u2013 irrimediabilmente datato. Non vecchio di quarant\u2019anni, ma proprio di un altro evo (del resto, di un altro secolo si tratta). Lontanissimo\u2026<\/p>\n<p>Datato nella terminologia, nella solidit\u00e0 quasi \u201crocciosa\u201d che attribuisce presuntivamente alle categorie in questione. E anche per l\u2019essere un tema quasi esclusivamente declinato al maschile. Che \u00e8 il genere tuttora dominante nel mondo cattolico (inteso come gerarchia e funzionariato), nella teologia che pensa la politica, e anche nella politica (poca e poco profonda) che pensa la religione. Lo \u00e8 statisticamente, percentualmente. Ma ho anche la sensazione che lo sia nella predilezione per temi totalmente astratti e quasi sempre disincarnati \u2013 cartesiani, mi viene da dire (\u201cfede e politica\u201d \u00e8 tipicamente uno di questi temi). Ma Cartesio era quello che diceva <em>cogito ergo sum<\/em> quando sappiamo che nella vita \u00e8 esattamente il contrario, per dire. Un filosofo, anche lui, tutto al maschile, oltre che maschio.<\/p>\n<p>Dico questo per spiegare perch\u00e9, quando sono stato invitato a riflettere su questo tema, ho subito accettato, ma anche contemporaneamente pensato che non avrei avuto molto da dire. O che, almeno, la <em>pars destruens <\/em>avrebbe preso decisamente il sopravvento sulla <em>pars construens<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cominciamo dai termini. Usare il singolare significa usare il retrovisore. Non posso riassumere qui lunghi processi in poche frasi (ho scritto parecchio di queste cose, visto che l\u2019essere un sociologo delle religioni \u00e8 uno dei miei mestieri). Ma possiamo e dobbiamo almeno dire che secolarizzazione, privatizzazione del religioso e pluralizzazione dell\u2019offerta non sono passati invano. N\u00e9 per la fede n\u00e9 per la politica, che \u00e8 bene a questo punto cominciare a declinare entrambe al plurale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le fedi: perch\u00e9 il pluralismo interno al mondo cristiano, e ancora di pi\u00f9 quello esterno, insieme alla soggettivizzazione del rapporto con il religioso, hanno di fatto reso sempre pi\u00f9 frequenti nella nostra vita pratiche che non si riducono alla scelta tra essere credenti oppure no. Si pu\u00f2 credere senza appartenere (e persino il contrario\u2026), ci si pu\u00f2 costruire di fatto, senza nemmeno accorgersene, la propria religione sulla base di elementi disparati raccolti lungo la strada (supermarket delle religioni, fai da te: un po\u2019 di reminiscenze cattoliche, l\u2019oroscopo, lo yoga, i cristalli, la guarigione attraverso l\u2019imposizione delle mani, la cristalloterapia, la meditazione zen, il guru orientale e il santo cristiano\u2026), si possono adottare processi di inclusione o di contaminazione (sono cattolico ma credo anche nella reincarnazione, o qualcos\u2019altro), e ci si pu\u00f2 convertire (e de-convertire) anche pi\u00f9 volte (tanto per far capire che non \u00e8 cos\u00ec strano, un venerato maestro della chiesa come sant\u2019Agostino si \u00e8 convertito al manichesimo e poi al neoplatonismo prima di approdare al cristianesimo) \u2013 e tutto questo lo si pu\u00f2 fare in maniera intermittente e reversibile, e di fatto caratterizza la vita di molti noi, e sempre pi\u00f9 dei nostri figli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le politiche: perch\u00e9 si comportano allo stesso modo, se sono \u201cfedi laiche\u201d, e finiscono per essere ancor pi\u00f9 soggette alla logica della frammentazione se non lo sono (e di solito non lo sono pi\u00f9). Il rapporto del cittadino con le forze politiche \u00e8 pi\u00f9 debole, comunque meno fideistico (c\u2019\u00e8 meno credenza, e ancor meno appartenenza), spesso \u00e8 mediato dal leader e passa attraverso di lui (e come ci si innamora, magari intensamente, con la stessa frequenza ci si disamora), c\u2019\u00e8 una notevole volubilit\u00e0 di opinioni, da parte delle stesse leadership, senza che questo incrini minimamente l\u2019appartenenza, per i militanti, ma anche sempre meno militanza (una quota sempre pi\u00f9 ampia di votanti oltre tutto decide in cabina elettorale). Dunque, anche in politica tutto vive uno statuto provvisorio e reversibile: a cominciare dalle stesse forze politiche, che hanno una durata sempre pi\u00f9 breve, con ovvie conseguenze sulla fidelizzazione del voto (io per esempio nella mia vita sono stato iscritto a tre partiti, per lo pi\u00f9 tuttavia non sono stato iscritto a nessuno, e ho simpatizzato e votato per almeno un paio d\u2019altri \u2013 la stragrande maggioranza delle persone, di \u201cfede\u201d o meno, non si iscriver\u00e0 mai a nessuno).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non che non ci sia motivo di collegarle, allora, fede e politica: c\u2019\u00e8 sempre. Ma bisogna prendere atto che vanno declinate al plurale, e il cambiamento di opinioni \u00e8 la nuova normalit\u00e0, come lo \u00e8 la mancanza di appartenenze stabili e dunque di comunit\u00e0 significative di riferimento. E non sono affatto convinto che sia necessariamente un male, un regresso, un passo indietro. Non solo, fedi e politiche pesano meno nella vita delle persone: tranne in quelle che hanno scelto professionalmente l\u2019uno o l\u2019altra, o tutt\u2019e due. Perch\u00e9 ciascuno ha altre identit\u00e0 e appartenenze di riferimento significative (il sociale, la famiglia, la professione, il volontariato, i gruppi di simili perch\u00e9 interessati alle stesse cose, che siano hobbies, sport, ecologia o quant\u2019altro). E quelli per cui sono determinanti le due di cui stiamo parlando sono una minoranza, di fatto un ceto di specialisti: con il rischio che il gergo con cui ci si esprime sia poco appetibile per il resto del volgo. Di fatto, \u00e8 spesso pi\u00f9 interessante coniugare le fedi con altre cose (prendiamo ad esempio la preoccupazione per l\u2019ambiente) o le politiche con altre cose, che non fede e politica tra loro.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9, l\u2019esperienza che tutti oramai facciamo, fin dai banchi di scuola o dai luoghi di lavoro, della pluralit\u00e0 (esperienze che fanno meno proprio le identit\u00e0 religiose e politiche, che tendono ad essere escludenti e a chiedere una militanza totalizzante, anche se pochi poi la praticano effettivamente), ci ha resi meno inclini a credere che i \u201cnostri\u201d siano necessariamente migliori degli altri, e che il semplice fatto di essere dei \u201cnostri\u201d non \u00e8 per nulla una garanzia di comportamento migliore. Troppe controtestimonianze non ci consentono pi\u00f9 una fiducia cieca, e neanche miope: occorre mettersi gli occhiali, se del caso, e non fidarsi di nessuno a scatola chiusa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Faccio due esempi. Uno sul lato della politica: la Banca d\u2019Italia \u2013 che \u00e8 stata ed \u00e8 per fortuna ancora un\u2019istanza etica e una fondamentale riserva valoriale della repubblica (probabilmente la principale del nostro paese), dalla quale abbiamo attinto diversi tra i migliori nostri politici (ed \u00e8 indicativo: gente cresciuta a fare conti, non a disquisire di valori). Direi che i momenti migliori li ha vissuti in mano a laici laicissimi, o a cattolici assai discreti: quando \u00e8 finita in mano a pii teoreti, che amavano farsi vedere in compagnia di porporati, ha dato il peggio di s\u00e9 e ha avuto uno sbandamento che ha rischiato di minarne radicalmente la credibilit\u00e0. L\u2019altro, sul lato della fede: penso ai \u201ccappellani del parlamento\u201d \u2013 bravissimi nelle pubbliche relazioni e nell\u2019organizzare incontri e pellegrinaggi in cui soprattutto i laici potevano ostentare la loro vicinanza, salvo la totale incapacit\u00e0 di aver fatto crescere una leadership cattolica presentabile, per non parlare di qualcosa che potesse assomigliare a una politica cristiana, qualunque, ma proprio qualunque cosa possa voler dire quest\u2019espressione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto precede probabilmente spiega perch\u00e9 vivo una lontananza radicale da questo dibattito, e riesco a suggerire solo una soluzione individuale. Sia cattolico (o altro) chi lo \u00e8 o si sente di esserlo, faccia politica chi vuole o pensa di poter dare un contributo, la faccia con chi c\u2019\u00e8 cercando di incrociarle come meglio riesce la sua attivit\u00e0 con il fondamento delle sue radici valoriali. E addio nominalismi, addio retorica, basta ambigui pseudoriconoscimenti sulla base di un\u2019appartenenza che, anche per i praticanti (e molti di noi lo sono a periodi alterni, peraltro \u2013 e trovo non ci sia nulla di male in ci\u00f2), non \u00e8 pi\u00f9 solida come in passato. E i luoghi di incontro, a prevalenza laica o cattolica (preziosissimi: tra questi anche quello che ci ospita) siano un contributo alla costruzione di un supplemento d\u2019anima: meglio per temi che per princ\u00ecpi. Esercitandosi empiricamente a fornire soluzioni. Che, si scoprir\u00e0, sono fondate anche su valori. Ma il confronto avvenga l\u00ec, non sui valori in s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel concreto. Ogni tentativo di creare una forza politica centrista, qualunque cosa significhi, per iniziativa di una rete di cattolici trasversali alle appartenenze partitiche, \u00e8 in quanto tale destinato a fallire. Qualunque progetto potr\u00e0 nascere solo in presenza di una qualche leadership carismatica \u2013 che in questo momento nel mondo cattolico impegnato in politica non si vede, domani pu\u00f2 darsi, ma non \u00e8 detto \u2013 e del sostegno di una base di interessi che per definizione non potr\u00e0 coagularsi intorno a un\u2019appartenenza fortemente modificata nelle sue architetture organizzative e men che meno intorno a una fede inevitabilmente evanescente. Tradotto: dubito che in futuro si potranno eleggere persone in un ipotetico partito \u201cvaloriale\u201d o nei vari partiti esistenti solo perch\u00e9 vicine al vescovo o a una qualche associazione. Dati molti precedenti in cui ho avuto occasione di incocciare, meglio cos\u00ec. Basta con l\u2019essere cattolico come rendita, anzi sinecura, magari per fare meno fatica nel trovare consensi per la propria piattaforma politica. Non abbiamo nessuna garanzia che gli altri siano meglio, certo, ma almeno non avremo alcuna complicit\u00e0 nell\u2019aver scelto il peggio.<\/p>\n<p>Credo sia utile impegnarsi in politica (io lo faccio) \u2013 ognuno rispondendo al proprio foro interiore, non certo alla curia (o alla parrocchia, a livello locale), n\u00e9 al movimento di turno \u2013 dove ci si trova a proprio agio (e cambiando \u2018parrocchia\u2019 \u2013 l\u2019espressione \u00e8 significativa \u2013 se non ci si sente pi\u00f9 a proprio agio: ho fatto anche questo). Nessuna predilezione particolare per nessuna forza politica, quindi nessuna cogente indicazione di voto (che tanto non sarebbe rispettata), direi quasi nessuna esclusione, salvo alcune nette barriere valoriali (per dire, pur collocandomi personalmente in un campo che potremmo definire liberal-progressista, non vedrei affatto male la presenza di persone valorialmente solide nello schieramento di centro-destra: con cui collaborare non in quanto cattoliche, ma in quanto ragionevoli e che hanno maturato capacit\u00e0 dialogiche). E per il resto, buon lavoro, buona fortuna, con i compagni di viaggio che ciascuno trover\u00e0 sul proprio cammino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho fatto in tempo a vivere il fervore delle discussioni su \u201cfede e politica\u201d negli anni \u201970 e \u201880. Conservo ancora un po\u2019 di testi su questo tema, con questo esatto titolo (che non ho mai pi\u00f9 sentito il bisogno di prendere in mano, e non lo far\u00f2 ora). 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