{"id":1727,"date":"2021-07-01T12:11:56","date_gmt":"2021-07-01T10:11:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1727"},"modified":"2021-07-01T13:16:22","modified_gmt":"2021-07-01T11:16:22","slug":"oltre-la-dicotomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.forumdilimena.com\/?p=1727","title":{"rendered":"Oltre la dicotomia"},"content":{"rendered":"<p><em>Non completa afasia, ma dicotomia <\/em><\/p>\n<p>Nel discorso avviato dal Forum su \u201cFede e Politica\u201d si d\u00e0 per scontato che si sia prodotta una separazione netta e generale tra le due realt\u00e0, nel senso che non si parlano pi\u00f9. Concretamente, i vescovi tacciono ormai da tempo su questo fronte, non se ne discute pi\u00f9 nelle nostre comunit\u00e0, mancano voci autorevoli nell\u2019ambito politico che rappresentino il mondo cattolico.<\/p>\n<p>Tuttavia c\u2019\u00e8 un settore dell\u2019attivit\u00e0 politica in cui i vescovi, molti movimenti cristiani e molti cristiani intervengono costantemente e direttamente. Si tratta di quel vasto ambito che riguarda l\u2019inizio e la fine della vita umana, l\u2019aborto, la natura della famiglia, il rapporto coniugale, l\u2019identit\u00e0 sessuale. In questi ultimi anni la politica \u00e8 entrata in maniera massiccia in tutti questi settori della vita sotto l\u2019insegna della tutela e della promozione dei cosiddetti diritti civili. La chiesa tiene da sempre sotto stretto controllo questo ambito, intervenendo nell\u2019attivit\u00e0 legislativa dei governi in maniera puntuale, discutendo sui singoli articoli, sulle singole parole, sulle virgole.<\/p>\n<p>Quindi lo scenario di fronte al quale ci troviamo non \u00e8 una completa e generale afasia della chiesa nel campo della politica, ma una netta dicotomia: in un ambito un continuo intervento diretto, in un altro &#8211; quello dei rapporti economici e sociali &#8211; quasi silenzio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 succede questo?<\/em><\/p>\n<p>Di solito si dice che il primo ambito tocca direttamente la vita delle persone, mentre il secondo riguarda le relazioni sociali che sono esterne alla persona. Tuttavia \u00e8 ormai convinzione comune nella visione cristiana dell\u2019uomo che anche le relazioni sociali sono costitutive della persona per cui riesce difficile capire questa divaricazione. Quindi si pone la domanda perch\u00e9 ora la chiesa, soprattutto in Italia, intervenga scarsamente in politica sul settore riguardante le relazioni socioeconomiche e intervenga, invece, abbondantemente sui provvedimenti politici riguardanti vita, famiglia, sessualit\u00e0. Tutto questo fa pensare che questa dicotomia sia un sintomo di qualcosa di profondo che riguarda la fede stessa. Una frattura nella stessa fede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il caso della Chiesa Confessante di K. Barth<\/em><\/p>\n<p>Per tentare di dire qualcosa a riguardo, prendo lo spunto da un fatto ormai lontano del tempo, ma che ha aperto una visione diversa nel rapporto tra fede e politica. Si tratta della posizione assunta da Karl Barth, il noto teologo del secolo scorso, di fronte al regime hitleriano. Siamo nel 1933, Barth viene sollecitato da pi\u00f9 parti a dire una parola su quanto sta succedendo, soprattutto dopo la creazione del movimento dei \u201cCristiani Tedeschi\u201d che si era schierato a fianco del Fuhrer giustificando in nome della fede la sua politica. Lui scrive un opuscolo, \u201cEsistenza teologica oggi\u201d, nel quale racconta che\u00a0 nel pieno della polemica ha incominciato le sue lezioni all\u2019universit\u00e0 dicendo: \u00abFacciamo lezioni ed esercitazioni tali quali facevamo prima, c<em>ome se nulla fosse accaduto<\/em>, se mai in un tono leggermente pi\u00f9 alto, ma senza riferimenti diretti\u00bb. Sembrava che Barth si disimpegnasse totalmente dalla tragedia che stava maturando, con la fuga nel religioso. In realt\u00e0 da quel libro scatur\u00ec l\u2019unica vera e radicale opposizione al regime nazista da parte dei credenti cristiani. Le riflessioni di Barth su che cosa significhi esistenza cristiana stimolarono la reazione di molti cristiani riformati che si riunirono in sinodo a Barmen e definirono la posizione di quella che venne chiamata la \u201cChiesa Confessante\u201d in contrasto netto con i \u201cCristiani Tedeschi\u201d e con la politica del Terzo Reich. Molti aderenti ad essa furono arrestati della Gestapo e morirono in nome della fede cristiana, tra questi D. Bonhoeffer.<\/p>\n<p>Ma che cosa intendeva Barth con quella sconcertante espressione \u201ccontinuiamo a fare teologia come prima, come se niente fosse successo\u201d? Secondo il teologo \u00e8 nello sforzo di cogliere l\u2019essenza pura della fede, come modo totalmente nuovo di esistenza, che si possono trovare le ragioni vere per non cadere nel banale errore dei cristiani tedeschi\u00a0 che vedevano in Hitler un salvatore in sintonia con il discorso cristiano della salvezza. La fede, secondo il teologo, \u00e8 obbedienza assoluta alla Parola di Dio, una totale sottomissione ad essa della propria esistenza in tutte le sue dimensioni. La comunit\u00e0 cristiana vive solamente di essa e le decisioni devono ispirarsi solamente ad essa. Se una parola umana pretende di imporsi come parola che esige l\u2019obbedienza dovuta a Dio, deve essere respinta senza esitazioni.<\/p>\n<p>La prima proposizione della dichiarazione del sinodo di Barmen afferma: \u201cGes\u00f9 Cristo, cos\u00ec come ci viene attestato nella Sacra Scrittura, \u00e8 l\u2019unica Parola di Dio. Ad essa dobbiamo dare ascolto, in essa dobbiamo confidare e ad essa dobbiamo obbedire in vita e in morte. Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui la chiesa, a fianco e aldil\u00e0 di quest\u2019unica parola, potrebbe e dovrebbe usare come base della propria predicazione anche altri eventi e forze, figure e verit\u00e0 riconoscendo loro il carattere di rivelazione di Dio\u201d.<\/p>\n<p>La dichiarazione dell\u2019assoluta sovranit\u00e0 della Parola su tutta la vita umana non segna un \u00a0ritorno alla visione integralista del passato per cui la chiesa aveva la pretesa di dire l\u2019ultima parola anche sulla gestione della vita sociale, subordinando al suo potere i poteri mondani. Quella rivendicata dalla Parola di Dio \u00e8 una sovranit\u00e0 totalmente altra\u00a0 rispetto alla sovranit\u00e0 rivendicata dai poteri umani. Essa proviene dalla concezione barthiana della trascendenza di Dio che sfugge ad ogni cattura da parte dei nostri concetti. Dio non \u00e8 raggiungibile dai nostri ragionamenti, nemmeno per quanto riguarda la sua esistenza. Dio si manifesta a noi per sua libera e gratuita iniziativa di fronte alla quale noi non possiamo che dire \u201cs\u00ec\u201d o \u201cno\u201d. \u00c8 stata questa assolutezza della fede che ha permesso a Barth di capire subito l\u2019\u2019inaccettabilit\u00e0 del potere nazista che pretendeva la sottomissione della chiesa con la promessa di concederle protezione e privilegi, rendendola cos\u00ec pi\u00f9 forte e pi\u00f9 sicura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Alterit\u00e0 di Dio e adesione di fede<\/em><\/p>\n<p>La trascendenza di Dio e l\u2019assolutezza dell\u2019atto di fede come obbedienza incondizionata alla sua Parola sono sempre state affermate dalla fede cristiana, incominciando dall\u2019impronunciabilit\u00e0 del nome di Dio rivelato a Mos\u00e9, fino alle affermazioni di Ges\u00f9 riguardo alla inconoscibilit\u00e0 del Padre: \u201cNessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorr\u00e0 rivelarlo\u201d (Mt 11, 27). Ma questa assoluta trascendenza di Dio non \u00e8 da intendere in termini di grandezza mondana. L\u2019onnipotenza di Dio non deve essere concepita come un potere pi\u00f9 grande che supera ogni potere umano. La trascendenza di Dio non consiste nel fatto che \u00e8 \u201cpi\u00f9\u201d dell\u2019essere creato, ma che \u00e8 \u201caltro\u201d da esso.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019obbedienza incondizionata alla sua Parola non significa che essa dia risposta ad ogni problema dell\u2019esistenza in questo mondo e renda nulla ogni iniziativa umana. L\u2019 alterit\u00e0 di Dio non lo separa dall\u2019uomo. La rivelazione ci presenta Dio come uno che \u00e8 sempre con l\u2019uomo e per l\u2019uomo, fino all\u2019inscrutabile decisione da farsi lui stesso uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il capovolgimento di Dio<\/em><\/p>\n<p>Come pu\u00f2 Dio mantenere la sua trascendenza diventando cos\u00ec immanente all\u2019umano? Lo fa capovolgendo tutte le nostre idee, incominciando dalla nostra idea di Dio. Lo fa attraverso la \u201cfollia della croce\u201d. \u00a0La grandezza di Dio, la sua \u201cGloria\u201d, si manifesta nella ignominia della croce. Dio mostra la sua sublime trascendenza nell\u2019annullarsi e nel mettersi in balia della malvagit\u00e0 umana che domina il mondo fino ad accettare di essere ucciso. Il suo potere onnipotente si manifesta non nell\u2019imporsi su tutti gli altri poteri come il pi\u00f9 forte, ma nel sottomettersi ad essi.<\/p>\n<p>Tuttavia, questa sottomissione non \u00e8 cedimento alle forze del male, ma \u00e8 espressione dell\u2019unica e vera forza che si contrappone al male: la forza dell\u2019amore. La sua morte \u00e8\u00a0 dono della sua vita per la nostra vita. \u00c8 la manifestazione dell\u2019amore divino, totalmente gratuito e disinteressato, come forza di vita invincibile rispetto ad ogni potere che si presenti come autoaffermazione superba che si pensa invincibile rubando vita altrui per s\u00e9. Per la potenza del suo gesto di amore \u2013 amore di Dio -, risorge da morte.<\/p>\n<p>\u00c8 nell\u2019adesione a questo capovolgimento operato dal mistero della croce e risurrezione di Ges\u00f9 che il cristiano crede di poter attingere alla misteriosa vita di Dio e di trovare la strada di vita in questo mondo. San Paolo alla comunit\u00e0 di Corinto dilaniata da fazioni interne dichiara: \u201cIo ritenni infatti di non saper altro tra voi se non Ges\u00f9 Cristo e Cristo crocefisso\u201d (1 Cor 2,2). Il Regno di Dio annunciato fin dall\u2019inizio da Ges\u00f9 al quale dobbiamo convertirci e per il quale dobbiamo impegnarci in questo mondo, si manifesta nel mistero della morte e risurrezione di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La forza dell\u2019amore <\/em><\/p>\n<p>La morte in croce di Cristo manifesta, innanzi tutto, che la vera forza capace di superare la morte e aprire alla vita \u00e8 l\u2019amore. La risurrezione \u00e8 il segno supremo della verit\u00e0 della sua parola che mette l\u2019amore al centro dell\u2019esistenza come unico comandamento.<\/p>\n<p>Se per noi \u00e8 inconcepibile che l\u2019onnipotenza di Dio si mostri in questo atto di sottomissione, fino a lasciarsi uccidere, tuttavia il senso dell\u2019amore non \u00e8 per noi sconosciuto, perch\u00e9 nonostante tutto siamo capaci di amare. Non siamo solo capaci di odio, ma anche di benevolenza, solidariet\u00e0, gratuit\u00e0, altruismo: tutte articolazione dell\u2019amore. Amore imperfetto e quindi inefficace, sempre, alla fine, sopraffatto dall\u2019odio, ma pur sempre amore. Questa \u00e8 una radice buona che comunque rimane nell\u2019uomo peccatore e per questo pu\u00f2 essere raggiunto dall\u2019amore misericordioso di Dio e affidarsi totalmente a lui sottomettendo la propria vita alla sua parola-comandamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il grido dei poveri<\/em><\/p>\n<p>In secondo luogo la croce, in quanto uccisone di un innocente, rivela che il rifiuto di amare, male che domina il mondo, ha come primo effetto di sacrificare continuamente persone innocenti. La tendenza dell\u2019uomo di chiudersi in se stesso e usare gli altri come mezzo della propria realizzazione, crea continuamente scarti sociali, persone sacrificate al benessere di pochi. Ges\u00f9 accetta di essere vittima della prepotenza umana, di mettersi dalla parte degli scartati, dei crocifissi, di essere innalzato sulla croce che nel \u201ccivile\u201d mondo romano era la pena riservata agli schiavi ribelli. La sua risurrezione mostra che l\u2019assoluta potenza di Dio agisce nella debolezza. Dice ancora Paolo: \u201cQuello che \u00e8 debole\u00a0 per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti\u201d (1 Cor 1,27).<\/p>\n<p>Dio \u00e8 colui che ascolta il grido degli oppressi e si impegna e ci impegna a salvarli, come \u00e8 rivelato nel momento cruciale della storia del suo popolo, quando Dio ha parlato a Mos\u00e9: \u201cHo osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti, conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo&#8230;perci\u00f2 va\u2019 io ti mando \u201c(Es 3, 7-10). E Ges\u00f9 dichiara che lui si identifica con tutti i deboli del mondo:\u201dHo avuto fame e mi avete dato da mangiare&#8230;\u201d (Mt 25, 35&#8230;).<\/p>\n<p>Il grido degli oppressi mette a nudo il male del mondo,\u00a0 per cui \u00e8 nell\u2019attento ascolto di questo grido che abbiamo la possibilit\u00e0 privilegiata per individuarlo bene e trovare \u00a0i mezzi efficaci per superarlo.<\/p>\n<p>Papa Francesco nella Evangelii Gaudium dopo aver esaminato alcuni testi della Scrittura riguardante la scelta dei poveri da parte di Dio, dichiara: \u201c\u00c8 un messaggio cos\u00ec chiaro, cos\u00ec diretto, cos\u00ec semplice ed eloquente che nessuna ermeneutica ecclesiale ha il diritto di relativizzarlo\u201d (n. 194). Di conseguenza afferma: \u201cPer la chiesa l\u2019opzione per i poveri \u00e8 una categoria teologica prima che culturale, sociologica, politica o filosofica&#8230;. La nuova evangelizzazione \u00e8 un invito a riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro del cammino della chiesa\u201d (n.198).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La missione della chiesa<\/em><\/p>\n<p>La chiesa ha come missione di annunciare il mistero di Dio rivelato da Ges\u00f9 e di proporre il percorso di vita da lui indicato nei suoi due aspetti evidenti nell\u2019evento della croce: l\u2019amore come ci\u00f2 che fa vivere, e la scelta dei poveri come voce da ascoltare e come luogo in cui collocarsi nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>Per compiere questa missione deve scrutare attentamente e continuamente le Scritture, ma anche i \u201cSegni dei tempi\u201d &#8211; la storia &#8211; perch\u00e9 la Rivelazione del Dio trascendente e inconoscibile \u00e8 sempre avvenuta attraverso i fatti della storia, fino all\u2019evento definitivo della morte e risurrezione del Figlio Incarnato. Il credente si affida incondizionatamente alla Rivelazione di Dio, ma essendo \u201cchiusa\u201d nel canone dei libri sacri, scritti in un determinato tratto della storia, deve continuamente tendere l\u2019orecchio della fede per ascoltare Dio che continua a parlare nella storia. \u00a0Mi sembra che la carenza pi\u00f9 rilevante lungo la storia della chiesa sia stata quella di non ascoltare sufficientemente la storia, di essere poco attenta ai \u201csegni dei tempi\u201d e questo le ha anche impedito di leggere in maniera pi\u00f9 completa la Scrittura e l\u2019ha obbligata a precipitose rincorse. La lettura della storia per cogliere i segni dei tempi \u00e9 un impegno difficile e rischioso, data la complessit\u00e0 e l\u2019ambiguit\u00e0 della storia. Il discernimento deve essere fatto seguendo rigorosamente i criteri sconcertanti manifestati da Ges\u00f9 e non i criteri umani e in maniera comunitaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cCome se nulla fosse successo\u201d<\/em><\/p>\n<p>La missione della chiesa comporta di parlare. La chiesa deve parlare sempre in modo chiaro e forte, senza reticenze e ambiguit\u00e0: \u201cSia il vostro parlare \u2018S\u00ec, s\u00ec\u2019, \u2018No, no\u2019; il di pi\u00f9 viene dal Maligno\u201d(Mt 5, 37). \u00c8 ci\u00f2 che la Parola di Dio chiama \u201cparresia\u201d. Deve annunciare Ges\u00f9 Cristo crocifisso e risorto e il capovolgimento che tale evento provoca nel modo di concepire e ordinare la vita in questo mondo. Deve annunciare la \u201cfollia e lo scandalo della croce\u201d, e non limitarsi a parole di buon senso e di sapienza umana.<\/p>\n<p>Deve annunciare il Regno di Dio senza confusioni e compromessi con i regni del mondo. Deve annunciare il Regno di Dio come se \u201cnulla di ci\u00f2 che succede nel mondo\u201d interessi il Regno di Dio, ma, nello stesso tempo, pronta a denunciare ci\u00f2 che nei regni del mondo contrasta con Regno di Dio e a resistere alle tentazioni con cui i regni terreni la insidiano. La tentazione pi\u00f9 grande \u00e8 l\u2019offerta di privilegi e poteri mondani. Se guardiamo alla storia, dobbiamo constatare che l\u2019adesione della chiesa a programmi e forze politiche che promettevano di difendere la sua presenza nel mondo e di portare a compimento presunti valori cristiani, purch\u00e9 non pronunciasse quelle parole derivanti dal mistero della croce, ha in realt\u00e0 sempre portato ad essa discredito e alla societ\u00e0 dolorose tragedie. La chiesa deve continuare a parlare con \u201cparresia\u201d anche quando questo comporta diminuzione della sua visibilit\u00e0 e influenza nel mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Distanza e prossimit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>La chiesa deve annunciare ci\u00f2 che va oltre la realt\u00e0 attuale, tuttavia deve mantenere la sua responsabilit\u00e0 nei confronti della realt\u00e0 attuale che \u00e8 quella che Dio ama fino alla follia. La sua missione consiste tutta e solo nell\u2019essere umile strumento di questo amore che pur mirando a portare tutto oltre questo mondo, \u00e8 efficace gi\u00e0, ora, in questo mondo.\u00a0 Il Regno di Dio non \u00e8 di quaggi\u00f9, ma \u00e8 niente se non si tenta di viverlo quaggi\u00f9. Questo significa che la chiesa pur mantenere la \u201cdistanza\u201d dalle vicende del mondo, deve vivere la \u201cprossimit\u00e0\u201d ad esse, sempre tutta immersa in esse. Deve vivere \u201cle gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di coloro che soffrono\u201d, ma riconoscendo di non essere in grado di offrire soluzioni e tanto meno di attuarle.<\/p>\n<p>Oggi, che la voce della chiesa \u00e8 subissata da tante altre voci, per farsi udire, deve innanzi tutto vivere essa stessa in modo evidente ci\u00f2 che annuncia a parole. Oggi solo i fatti parlano e convincono. La chiesa, nella sua organizzazione e nell\u2019azione pastorale, deve essere segno evidente di fronte a tutto il mondo di amore fraterno e di riscatto dei poveri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>L\u2019autonomia della politica<\/em><\/p>\n<p>Da questi limiti della missione della chiesa emerge lo spazio di autonomia e laicit\u00e0 dell\u2019azione politica attraverso la quale si esercita il potere di organizzare e dare forme migliori alla vita degli uomini e delle donne in questo mondo. La chiesa, pur annunciando tutto ci\u00f2 che la Parola di Dio dice forte e chiaro, deve lasciare alla politica di fare quello che pu\u00f2 fare, senza mai sostituirsi ad essa.<\/p>\n<p>Il politico credente deve sempre farsi guidare, come ogni altro credente, dai criteri fondamentali che segnano la via percorsa da Ges\u00f9 Cristo, senza mai arrendersi a seguire altri criteri. Ma quando agisce nell\u2019ambito politico, se vuole realizzare ci\u00f2 in cui crede, egli ha a disposizione come strumenti solo le ragioni umane che tutti comprendono. Egli deve usarle per acquisire consenso e con questa forza misurarsi con le altre forze, rispettando le regole del gioco della politica democratica che \u00e8 la forma che garantisce meglio la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 delle persone. Egli deve impegnarsi al massimo a fare solo quello che ritiene possibile fare nella situazione concreta in cui si trova a operare, riconoscendo limiti invalicabili, che, se ignorati, creerebbero violenze fanatiche.<\/p>\n<p>Il credente che opera in politica, consapevole delle forti tentazione insite nel potere politico, in particolare quello del successo ad ogni costo sulle forze in competizione, deve mantenere viva la fede e la speranza alimentandole con la partecipazione alla comunit\u00e0 di fede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La rappresentanza del mondo cattolico<\/em><\/p>\n<p>Oggi si lamenta una scarsa rappresentanza del \u201cmondo cattolico\u201d nelle istituzioni politiche del nostro Paese. Escludo la possibilit\u00e0 della rappresentanza attraverso un partito e non so valutare se i credenti attualmente presenti nelle istituzioni siano molti o pochi, sufficienti o insufficienti. Penso che sia importante soprattutto la loro qualit\u00e0 e l\u2019effettivo servizio a quel Regno di Dio che deve far fermentare come lievito la societ\u00e0 umana. Questo \u00e8 difficile da valutare, salvo alcune smaccate strumentalizzazioni o asservimenti della fede da condannare senza esitazione.<\/p>\n<p>Il punto di partenza per assicurare una valida e corretta rappresentanza dei credenti nella vita sociale, \u00e8 la presenza di comunit\u00e0 che vivono in maniera autentica la fede cristiana. Comunit\u00e0 del genere fanno germogliare necessariamente anche \u201cvocazioni\u201d politiche. Se \u00e8 vero che manca una adeguata rappresentanza dei credenti, \u00e8 segno che le nostre comunit\u00e0 &#8211; \u00a0la chiesa del nostro Paese &#8211; sono deboli nella loro vita o sfasate rispetto alle esigenze del momento storico.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, la condizione prima per una presenza efficiente e coerente di credenti nell\u2019attivit\u00e0 politica \u00e8 che essi vivano una \u201cesistenza cristiana\u201d. Politici che si presentano come cristiani, ma che mostrano una vita personale poco cristiana \u2013 a parte la peccaminosit\u00e0 dell\u2019essere umano &#8211; \u00a0non fanno che danni alla chiesa e alla societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Superare la dicotomia<\/em><\/p>\n<p>La dicotomia della chiesa nel suo rapporto con l\u2019azione politica da cui sono partito, \u00e8 difficilmente giustificabile. La Parola di Dio copre tutta l\u2019esistenza umana, ma tutta anche con i limiti evidenziati. La dicotomia rilevata pone domande. Esistono ambiti della vita nei quali \u00e8 chiesto di vivere la Parola di Dio integralmente e altri in cui si constata che \u00e8 impossibile e quindi ognuno faccia quello che pu\u00f2? Esistono dimensioni dell\u2019azione politica in cui la Parola di Dio indica e obbliga con particolareggiata precisione le decisioni da prendere e, invece, settori in cui la Parola di Dio rimane meno precisa, per cui lascia alla politica la libert\u00e0 di fare quello che pu\u00f2 accettando necessari compromessi?<\/p>\n<p>Credo che tutti gli ambiti della vita umana stiano sotto il comando della Parola di Dio e che i credenti, in tutti gli ambiti, sperimentino l\u2019incapacit\u00e0 di comprenderla esaurientemente e di viverla integralmente. Credo che la chiesa debba dire la sua parola in tutti i settori della vita, ma sempre con umilt\u00e0 e con consapevolezza di non avere conoscenza e risposte quando si scende nelle articolazioni complesse della realt\u00e0 e nelle situazioni concrete della storia e di ascoltare con attenzione e con discernimento di fede, anche ci\u00f2 che la scienza scopre. Viene cos\u00ec ribadita anche la giusta autonomia dei cristiani impegnati a cambiare il mondo secondo il Regno di Dio, per la quale devono prendere la responsabilit\u00e0 di fare solo ci\u00f2 che \u00e8 possibile nelle situazioni politiche in cui trovano ad operare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non completa afasia, ma dicotomia Nel discorso avviato dal Forum su \u201cFede e Politica\u201d si d\u00e0 per scontato che si sia prodotta una separazione netta e generale tra le due realt\u00e0, nel senso che non si parlano pi\u00f9. 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